
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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lunedì 8 agosto 2005 - ore 10:38
estatismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
È estate, la prova – ve lo giuro posso provarlo - è nel calendario. Agosto, giorno 8, lunedì. Dopo il giorno 7 e prima del giorno 9 (di agosto, sottinteso). Oggi c’è il sole. Da segnare, cerchiate in rosso il giorno 8.
Si, perché fino a ieri il
trend era giusto un po’ differente. Tipo ti alzi la mattina, con un po’ di miseria addosso, ti chiedi perché hai quei brividi lungo la schiena, ti chiedi perché non hai sudato come un bue durante la notte. No, non è possibile sentire la mancanza della trapunta, forse sto male. Allora apri la finestra, cambiamo l’aria della camera che si inizia a fare le pulizie. E le campagne hanno l’odore e il colore di
ottobre. Vento che sposta i rami, foglie verdi incollate all’asfalto da una pioggia leggera ma costante, il ticchettio delle gocce che battono sul tetto. E le
bestemmie, a fiotti, sussurrate, guardando il soffitto, i maglioni nell’armadio rimasto aperto, mai pronunciate con più enfasi e dal profondo, profondissimo del cuore.
Ad
aprile ti senti già l’estate nelle ossa e nella pelle, voglia di mare e di sole. A
maggio gli esami, con la testa in spiaggia, a
giugno il desiderio inizia a diventare realtà - studiare con gli occhi pieni di blu, a
luglio l’estate agognata arriva in tutto il suo splendore, con le canottiere e gli infradito colorati, e io ero a letto ammalata.
E ad agosto l’apoteosi della meraviglia delle vacanze, i viaggi, le serate sul bagnasciuga con gli amici le chitarre e i falò.
Agosto? Questo è agosto? Tutte le speranze svaniscono.
Vi spiego cos’è
agosto, con questo mese maledetto a coronamento di un anno disgraziato preso ad esempio – forse esempio deviante data la mia indisponenza e la mia
ira funesta. Ad agosto fa freddo, contro ogni previsione e contro ogni desiderio di rivalsa sui piumini e le giacche di lana ad agosto fa freddo – anche quando non piove fa freddo, anche con il sole fa
freddo.
Ad agosto la domenica è inutile, perché se non puoi fare un week-end fuori porta ad agosto la domenica è solo un affronto alla vita. Ad agosto rimani a casa perché le code per
Jesolo scoraggerebbero un eroico condottiero macedone. Ad agosto la televisione è quanto di più offensivo, opprimente e odioso tu possa trovare in circolazione. Ad agosto la città è un rimasuglio di racconti di viaggi e aspettative deluse. Ad agosto la città è vuota. Ad agosto a
Treviso ci sono solo io.

Aspetti l’estate tutto l’anno, a mettere croci sui giorni [settimana dopo settimana dopo settimana] sul calendario omaggio della farmacia. Meno tre, meno due, meno uno. Agosto. E ti ritrovi a sperare che arrivi
settembre, con qualcosa da fare, con il lavoro che da tregua, con un palinsesto se non stimolante almeno piacevole, con le novità, i negozi con vestiti veri e non saldi da
“lo portava mia nonna dieci anni fa”, i locali aperti, il tempo che se è settembre guardi fuori ed è settembre.
Aspetti l’estate un anno intero, e quand’è agosto non vedi l’ora che finisca. Con suo freddo polare, con il cielo autunnale, con la felpa per lavare i piatti, con la lavatrice da fare e non c’è il sole per asciugare le dieci maglie indispensabili ma inutilizzabili che ci sono dentro.
Aspetto, come sempre. Sono un’aspettatrice. Aspetto e vedrò, forse, un giorno, il sole, che arriverà, lo so. A
settembre. Sorrido a queste nuvole. E sotto i baffi, in una domenica pomeriggio d'agosto, chiusa in casa per il temporale, nasce una piccola bestemmia. È giusto così.

Vorrei solo, almeno, magari, non essere a dieta, perché quel meraviglioso vestito per il matrimonio della Chiara non mi entra più. Ho messo su due chili in 10 giorni. Sono un
fallimento, su tutti i fronti.
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