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Monday, August 08, 2005 - ore 14:04
I prepotenti e l’ambiente che li favorisce
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Accanto a casa mia c'è un ragazzotto che, quando arriva o quando parte, imballa la moto per qualche minuto facendo un baccano indiavolato. Lo fa apposta per irritare. È un bullo, un prepotente ma i suoi genitori non gli dicono niente e anche noi pensiamo che si tratti solo di una ragazzata. Ci sono cose più fastidiose. Per esempio siamo in spiaggia sotto la tenda e passano in continuazione venditori ambulanti extracomunitari. L'ultimo mette le sue mercanzie sul tavolinetto e non si muove. Gli diciamo che non vogliamo nulla, stiamo parlando. «No - risponde - io stare dove voglio, voi tacere». Se ne va insultandoci. Nessuno reagisce, diamine non siamo dei razzisti. Poi ci sono i nomadi accampati poco lontano. In una sola giornata ci sono stati sessanta scippi e molti furti nelle case. Ma si tratta di minorenni, non si possono certo mettere in galera.
Mi ha più colpito quanto mi riferiscono molte mie amiche. Che di notte sui treni, sulla metropolitana e sul tram gli extracomunitari, i lenoni e le prostitute, gli sbandati, i prepotenti la fanno da padroni, non pagano il biglietto, molestano, rubano. Loro non hanno più il coraggio di prendere i mezzi pubblici. E mi viene in mente quando ero a Chicago e, per tornare a casa, usavo la sopraelevata. Tutti stavano rinserrati nella sala d'aspetto e si precipitavano fuori all'arrivo del treno. Perché sulla piattaforma potevi venire aggredito, derubato, violentato. E negli anni 80 a New York era peggio. Il numero degli omicidi e delle violenze era terrificante.
Fu in quell'epoca che Rudolph Giuliani cambiò radicalmente metodo. Egli sosteneva che per stroncare il grande crimine bisogna colpire la piccola criminalità, dissuadere i bulli, i prepotenti che, sentendosi impuniti, diventano sicuri di sé e formano bande sempre più pericolose. Così ha incominciato con lo sbattere in galera tutti quelli che non avevano il biglietto della metropolitana, poi quelli che facevano graffiti. In poco tempo la piccola criminalità è scomparsa e quella grande è scesa dell'80 per cento.
Effettivamente è fra i bulli e i prepotenti che la camorra e la mafia raccolgono le proprie reclute. È fra i bulli e i prepotenti che i partiti totalitari hanno sempre reclutato i loro seguaci, i picchiatori. No, decisamente la prepotenza non è un vizio individuale. È una malattia sociale. Per prosperare ha bisogno di un ambiente politico e morale che la tollera, la favorisce.
di Francesco Alberonivoi che ne pensate?
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