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Thursday, August 11, 2005 - ore 05:07
Corfù for dummies - after
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Prendere un traghetto può essere un'operazione da svolgere in completa tranquillità. Può. Può, sì, non è detto sia per forza così. Si possono incontrare due guide carine con cui iniziare subito a ridere e scherzare, rivedere gli amici che sapevi partivano con te, incontrare persone già incrociate ed annusarne di nuove. Il traghetto può diventare il "vostro" regno, quando offrite chupiti a chiunque e trasformate un posto in passaggio ponte in un biglietto per il luna park. Si arriva poi in un appartamento piccolo e caldo, da inaugurare con una bella bevuta. Si prosegue con un cocktail di benvenuto e con il noleggio di uno scooter. Puntando, poi, sulla serata etilica. Le speranze per la vacanza si annunciano al deck come fosse un proposito cattolico. Spiagge calde e ventose. Rocce, acqua gelida e tuffi. Docce in un locale a riva per far ballare le persone. Snack ad un euro e mezzo, non si chiamano kebab ma i gyros hanno il loro perché ad una certa (ora). La Las Vegas che è Ipsos abbaglia tutti, con i suoi bombardieri B-52. Sidari è la Rimini del posto, o forse la Santa Teresa di Gallura. In mezzo a tutti questi bei nomi c'è un esercito di persone che ha litigato, gioito, brindato, ignorato e quanto altro possibile. Lungo una discesa con una tempesta di vento, come in una stanza. Non è possibile raccontare questa vacanza. Io c'ero, e mi sa che son rimasto lì.
LA VALIGIA - JOVANOTTI
Tu mi hai guardato con l'occhio di chi vuole,
io non mi feci pregare di più
sentii un calore battermi nel petto
dissi "stavolta non riparto più!"
Poi ti mostrai le foto dei miei viaggi
ti raccontai di un popolo lontano
tu mi hai mostrato il bianco dei tuoi seni
mi hai detto "passami l'asciugamano!"
Nella tua casa i resti di una vita
passata a smettere e ricominciare
nei tuoi cassetti un paio di segreti
pronti per quando me li vorrai dire.
I giorni pesano se sono vuoti
quei giorni invece volavano leggeri
le nostre ombre divennero una
sopra l'asfalto e sopra tutti i muri.
Io sono una valigia
e giro di stazione in stazione
in molti mi trasportano
ma in pochi hanno la combinazione.
Ma chi l'avrebbe detto che la vita
mi sorprendeva come hai fatto tu.
Tu m'hai aperto come una ferita
sto sanguinando ma non ti lascio più,
io non ti lascio più.
Poi ti portai sul ciglio dell'oceano
ti ho detto "Promettimi che mi amerai"
Tu mi hai rispetto che anche le ragazze
fanno promesse da marinai.
Ti ho detto "Credi di avermi deluso
ma ti darò ancora più passione
il cuore, il letto, il mondo, l'universo
sospesi in una bolla di sapone"
Tu mi hai insegnato ad amare la mattina,
il pane caldo e la malinconia,
i piedi gelidi sotto al lenzuolo
e che il successo non fa compagnia.
Non vi dirò come finisce la storia
anche perchè non è finita mai
Se scorre un fiume dentro ad ogni cuore
arriveremo al mare prima o poi.
Io sono una valigia
e giro di stazione in stazione
in molti mi trasportano
ma solo tu hai la combinazione.
Ma chi l'avrebbe detto che la vita
ci travolgeva come hai fatto tu.
Tu m'hai aperto come una ferita,
sto sanguinando ma non ti lascio più,
io non ti lascio più,
no, io non ti lascio più.
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
Io sono una valigia
e giro di stazione in stazione
in molti mi trasportano
ma solo tu hai la combinazione.
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
Io sono una valigia
e giro di stazione in stazione
in molti mi trasportano
ma solo tu, solo tu, solo tu,
solo tu
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
Io non ti lascio più
La - lalalala - lalalalalala
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