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![]() tatasux, 34 anni spritzina di vittorio veneto CHE FACCIO? pensionata Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO john fante, la strada per los angeles: che noia, ma quando la smetto con questi libri, non ne ho letti a sufficienza? è che lho visto alliperpellicano e non cera altro di accettabile. HO VISTO ombre dal passato: dimenticabile. a parte la giappo fantasma che pacey di dowson creek si portava sulle spalle... STO ASCOLTANDO la lavatrice ABBIGLIAMENTO del GIORNO non pervenuto ORA VORREI TANTO... fare qualcosa di buono. per me. STO STUDIANDO... la situazione. OGGI IL MIO UMORE E'... rassegnato ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) quando mi alzo il sabato mattina e apro la finestra di casa, annuso il profumo della primavera, sento i cinguettii, poi guardo piu' in basso la macchina parcheggiata in diagonale e sopra l'aiuola e mi piglia un colpo e mi vien da dire " vara che bomba che gavevo ieri sera!!!" 3) accorgersi che d'un tratto è finita la birra 4) Restare senza benzina MERAVIGLIE 1) Alzarsi la mattina e realizzare in una frazione di secondo tutto ciò che si ha combinato la sera precedente, e invece di vergognarsi si sorride. 2) la bocca che mi si riempie di saliva quando vedo l'oggetto dei miei desideri -e non è la venere gommosa- |
Thursday, August 11, 2005 - ore 14:23 Le mani del mare "Un giorno ero in acqua da ore, molto lontano dalla riva, quando sentii una moltitudine di mani afferrarmi i piedi. Intorno a me, nessuno. Dovevano essere le mani del mare. La paura fu così grande che persi la voce. Le mani del mare risalirono lungo il mio corpo e mi strapparono il costume. Mi dibattevo con l'energia della disperazione, ma le mani del mare erano forti e in maggioranza. Intorno a me, nessuno. Le mani del mare mi aprirono le gambe e mi entrarono dentro. Il dolore fu così intenso che mi restituì la voce. Gridai. Mia madre mi sentì e corse a raggiungermi tra le onde, uralndo a squarciagola, come solo le madri sanno fare. Le mani del mare mi lasciarono andare. Mia madre mi prese tra le braccia e mi riportò sulla spiaggia. In lontananza, vedemmo uscire dall'acqua quattro indiani sui vent'anni, dai corpi smilzi e violenti. Fuggirono di corsa. Non furono mai ritrovati. Non riuscii mai più a fare il bagno. La vita divenne meno bella. Di ritorno a Dacca, mi accorsi di aver perso l'uso di una parte del cervello. La mia abilità con i numeri era sparita. Non ero più capace di effettuare neanche le operazioni più semplici. In compenso, pezzi di nulla mi riempivano la testa. E sono rimasti lì. Amèlie Nothomb, "Biografia della fame". Beh, insomma... è successo anche a me. Mica nell'oceano indiano però... nella piscina comunale di vittorio veneto! E qui come si deve dire? "Le mani della piscina"? mi pare che non renda... Ah, e comunque la mamma non c'era: c'era solo un bagnino scioperato... mi sono tirata fuori da solo, arrancando e urlando. Ah, le mani della piscina non le hanno mai acciuffate... però io il bagno ho continuato a farlo. E, a proposito di perdere l'uso di una parte del cervello...brava coi numeri, non lo sono mai stata. LEGGI I COMMENTI (9) PERMALINK |
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