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![]() Pigi, 26 anni spritzino di Monselice - PD CHE FACCIO? Bancomat umano Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Il paradiso degli orchi HO VISTO Vizi di famiglia STO ASCOLTANDO una canzone in loop che mi martella i timpani...ma la adoro comunque! ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... come rispedirlo ad Arcore! OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno 2) Dimenticare 3) quando word2000, per la terza volta al termine del tuo lavoro ti dice: -il programma ha eseguito un'operazione non valida e verrà terminato. Tutti i dati non salvati andranno persi. a)chiudi; b) dettagli (di cui di solito si capisce niente e comunque non serve a niente). MERAVIGLIE 1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero |
Sunday, August 14, 2005 - ore 17:35 Don't panic... Domenica pomeriggio. Domenica pomeriggio d’estate, anche se il cielo non me ne dà di certo la sicurezza. Vacanze terminate e università pure. Gli alibi lentamente svaniscono, lasciando una sensazione simile a quella di un pugno di sabbia che non siamo capaci di trattenere. Si sta aprendo una nuova stagione della mia vita, quella dominata dalla responsabilità di decidere che, dopo tanto, si fa sentire. E’ strano. Arrivi a ventiquattro anni e, quando credi di aver voglia di cominciare davvero, cominciano a crollare certezze che ti trascinano nella loro parabola come macigni ai quali sei misteriosamente legato. E ci mancava pure questo febbricitante malessere estivo che mi chiude in casa e mi obbliga a pensare, quando pensare peggiora ogni cosa. Litighi per delle stronzate. Non sai, non vuoi chiedere scusa. Ti senti infallibile, hai sempre creduto che il meglio ti avrebbe aspettato. Invece, preso il treno, ti accorgi che alla stazione non ti aspetta nessuno. E con una valigia pesante tra le mani devi ricominciare daccapo. Mescolo i flussi di un pensiero alquanto confuso. Non siete voi che non capite niente, sono io. Tranquilli. E’ strano. Periodicamente, con una cadenza quasi regolare, scopro le virtù terapeutiche del blog. Ne ho aperti almeno tre. Che questa fase coincida con la voglia di rispolverare spritz.it è solo una casualità, favorita dalla vacanza greca, niente più. E’ spaventoso quanto ci si attacchi alla routine da rimanere spiazzati di fronte all’anonimato di quel che sarà a breve. Ti laurei per inerzia, perché era giusto che lo facessi in quel momento, ma avresti potuto farlo pure prima. Invii curricula qua e là. Aspetti (ma non ti aspetti) qualche risposta. Vorresti vivere da solo ma non solo. Per farlo dovresti trovare un lavoro, ma vuoi trovare il lavoro. Devi imparare a chiedere aiuto, ma non sei capace di chiedere. Odi dover dipendere da coloro da cui comunque dipendi da ventiquattro anni. In realtà dipendi sempre. E non solo da loro. Dai tuoi affetti, dai piccoli progetti – per molti insignificanti – che ti sei costruito intorno, da quella fetta di mediocrità su cui spesso sputi senza renderti conto di quanto sia indispensabile per il tuo equilibrio. Proprio l’equilibrio: uno dei dieci comandamenti del mio bignami per l’esistenza felice. Io che mi sono sempre sforzato di starci (in equilibrio) comincio a sentire i muscoli indolenziti, come se starci non fosse una naturale predisposizione, ma lo sforzo acrobatico di chi sapeva di non essere equilibrato ma tale doveva mostrarsi. Perché così era bene. Perché così l’hanno sempre visto tutti. E oggi vorrei fare tante cose che non ho il coraggio di fare, schiavo delle mie sicurezze. Mi chiedo ancora dove ho trovato la forza di andare in Spagna tre anni fa. Prima riguardavo la cartina di Alicante, la dove si trovava calle arzobispo Loaces e la stanza dove pensavo, scrivevo, aspettavo, fumavo, ascoltavo, parlavo, osservavo. Ripenso a quell’anno lontano da tutto e da tutti e mi chiedo cosa m’è rimasto. Dieci esami che mi hanno alzato la media? La conoscenza di persone che ora sento ogni tanto ma che comunque sono lontane per riempire la mia vita? Una lingua che probabilmente non parlerò più se non per conoscere qualche cubana in cerca d’avventure? Beh, probabilmente sto esagerando. Forse no però. Mi sento come avessi ancora sedici anni, mi sembra di fare gli stessi discorsi, di avere gli stessi dubbi, di essere ancora quella persona. Poi mi accorgo che la verità è che a sedici anni mi sentivo già come uno di ventiquattro. L’insostenibile pesantezza dell’essere stato quello che forse non volevo essere mi fa aver paura di quel che sono ora e sarò domani. DON'T PANIC (Coldplay) Oh, we're sinking like stones, All that we fought for, All those places we've gone, All of us are done for. We live in a beautiful world, Yeah we do, yeah we do, We live in a beautiful world, Oh, we're sinking like stones, All that we fought for, All those places we've gone, All of us are done for. We live in a beautiful world, Yeah we do, yeah we do, We live in a beautiful world. Oh, all that I know, There's nothing here to run from, And there, everybody here's got somebody to lean on. LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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