STO LEGGENDO
C. Dickens, "Bleak House"
HO VISTO
Cose che voi umani non potete nemmeno immaginare
STO ASCOLTANDO
Le vibrazioni delle sfere celesti
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Quello che trovo in armadio
ORA VORREI TANTO...
Irlanda
STO STUDIANDO...
L’animo umano
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arancione
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Saturday, August 20, 2005 - ore 15:52
Eh già...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...sembra che pioverà ancora. E poi ci saranno altri soli, e altre nubi portate dal vento. E poi di nuovo scrosci di pianto celeste, avvolti nel brontolio distante e indefinito. Intanto lassù le sfere dei pianeti costruiscono le loro armoniche perfette, e l'uomo che non sente questa musica guarda il cielo e crede che le stelle possano influenzare il suo destino. E si cammina, sempre in avanti; ogni tanto ci si volta indietro con nostalgia, e si vede quello che ci siamo lasciati alle spalle, un puntino ormai lontano velato dalla malinconia degli occhi umidi di qualcosa che non è pianto. E qualcuno camminando racconta le sue storie passate; altri raccontano storie non proprie, e i più sfortunati per non essere da meno raccontano ciò che la vita non gli ha concesso. Ma intanto tutti camminano, e presto, senza rendersene conto, ciascuno raggiunge il suo burrone e ci si tuffa dentro, incurante dell'orma più o meno pesante che ha lasciato sulla superficie del mondo. Ecco, lo sento arrivare; e ancora una volta lo guardo dietro a un vetro, e sento quello smarrimento fatto di mille vasi di Pandora aperti e mai richiusi; quel senso di vuoto che mi prende allo stomaco e che per un attimo mi porta via il sorriso. E' più buio. I miei occhi non vedono più bene come prima. Perchè sto guardando dentro me stesso ancora una volta. E' bello avere per un attimo la sensazione di fermarsi, di smettere di camminare, di poter fermare il tempo per riflettere e fantasticare. Certo, in seguito ci si trova un minuto, un'ora, un giorno più avanti, e lo smarrimento si fa stordimento e perplessità. Ma intanto quei secondi di riposo, simili al dolce soffio di Morfeo, così complementari e necessari all'incedere stesso, regalano un'illusione. E spesso un sogno, che è polvere di stelle e sintomo dell'equilibrio nell'armonia universale.
Come una canzone che DEVO cantare
La canto per te
Come le parole che DEVO portare
Le porto a te
E in pelle, nastri o catene
Protestiamo per ciò che ci sembra dovuto
Rivoluzione un'altra volta
Ma stavolta io non ci sto.
Non la indosserò su di me
Riesco a vedere al di là di questa manifestazione
E sai che non crederò.
Sono troppo vecchio perchè mi si dica
Chi sei esattamente?
Stanotte, domani è troppo tardi...
Ed amiamo indossare un'uniforme
E issare una bandiera.
Ma non lascerò che altri vivano un inferno
Mentre ci dividiamo, uno contro l'altro
E combattiamo tra di noi.
Troppo rigidi nelle nostre abitudini
Per provare a cambiare
Troppo giusto per essere sbagliato
In questa canzone ribelle.
Fate suonare le campane, fatele suonare.
Non è rimasto nulla? Non è rimasto nulla?
E' davvero questo che volete?
Una generazione senza nome, fatta a pezzi e piegata
Niente da perdere, niente da guadagnare
Assolutamente niente.
E se non sai come aiutare te stesso
Beh, dai un'occhiata intorno a te.
Quando ad altri serve il tuo tempo
Tu dici che è ora di andare, che è il TUO tempo.
Parole cattive non fermeranno una guerra
Due torti non faranno pareggio.
Quello che mi serve è un nuovo cuore,
Oh Dio, fallo sanguinare,
Non è rimasto nulla?
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