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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Saturday, August 27, 2005 - ore 16:21 Scalare con la Giò La Giò è sempre perfetta. Non si può dire che sia bella, ma nemmeno la si può dire brutta. Ha sempre il vestito adatto per ogni occasione, una scalata sull'Everest come un banchetto di gala a corte. Non ha un bel fisico, se è possibile definire "un bel fisico". Però non ha un filo di grasso, solo massa muscolare. Secca, ma senza perdere le forme. La giò mi convoca per una scalata a due sopra Cortina, sul primo torrione del Lagazuoi. Da fedele amico rispondo alla chiamata, ed alle otto di mattina, con un fresco becco, mi trovo al Passo Falzarego per iniziare l'ascesa. L'avviso che da otto anni non metto piede in parete, se non in palestra artificiale. Sicura di sè, la ragazza mi guarda ironicamente e mi dice che è come andare in bicicletta...una volta imparato non lo scordi. Sì...ma una cosa è pedalare in città dall'Arcella al centro, altra fare lo Stelvio. All'attacco della parete, la Giò si infila l'imbracatura, dispone la corda, si fa carico dei moschettoni e dei rinvii, si assicura, mentre io ancora cerco di capire come allargare le scarpette...(ovviamente, le sue sono perfette, usate il giusto e vissute, ma non rovinate, le mie sembrano l'esaltazione del kitsch, a confronto...). La Giò mi spiega come far sicura e come darle corda durante la salita, mi spiega i nodi e poi parte, agile e sicura come un ragnetto. ... ... ... ... ... 450 metri in altezza più tardi, io sono ridotto ad uno stadio larvale, sono sudato, le gambe mi tremano un poco, ho affrontato lastre di quinto grado mai superate prima, ho le dita di mani e piedi piagate e vescicate, mi sento le spalle poco salde sotto lo zaino. La Giò invece mangia una barretta energetica con aria svogliata, non un filo di sudore nonostante non si sia mai tolta il pile di dosso, mi parla della via appena affrontata come di un ripiego "Sai, appena partiti ti ho visto in difficoltà, e ho preferito prendere la strada più semplice, però sei stato bravo". Vaffanculo Giò. LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK |
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