BLOG MENU:
franz79, 27 anni
spritzino di Prov. Rovigo
CHE FACCIO?
Sono single

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO

vasco rossi

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata


BLOG che SEGUO:




BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!


UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 1261 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Saturday, September 17, 2005 - ore 14:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Programma di Antonio Di Pietro


Care amiche e cari amici,

Il 16 ottobre 2005 si terranno le elezioni primarie dell’Unione, alle quali sono candidato anch’io.
Vorrei spiegarne le ragioni.
Come sapete, l’anno prossimo si terranno le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento Italiano, che determineranno anche il nuovo governo del paese. Alle elezioni si confronteranno due coalizioni: quella di centrodestra (Casa delle libertà) e quella di centrosinistra (l’Unione), cui anch’io ho aderito con convinzione, fin dalla sua costituzione, a nome del partito che rappresento, l’Italia dei Valori.
Tutti noi dell’Unione crediamo sia necessario ed urgente cambiare la maggioranza parlamentare ed il Governo del paese, convinti come siamo che l’attuale Governo Berlusconi abbia provocato enormi danni al paese sia sotto l’aspetto economico che della credibilità delle nostre istituzioni.
L’Italia ha bisogno, allo stesso tempo, di una rinascita economica e civile, e per ottenere questo obiettivo dobbiamo anzitutto ritrovare la fiducia in noi stessi e nel nostro futuro, con una nuova politica, fatta di responsabilità, etica, trasparenza e solidarietà a favore dei più deboli.
Occorre che al Governo ed in Parlamento vi sia una classe dirigente credibile ed affidabile, interessata ed impegnata a risolvere i problemi concreti di tutti (e non più solo i “propri” e quelli dei propri amici).
Tutti noi dell’Unione abbiamo pensato perciò di coinvolgere i cittadini sia per individuare le priorità programmatiche che per scegliere il leader che può meglio rappresentare e realizzare gli interessi dell’intera collettività.
Vogliamo ridare credibilità all’Italia, creare nuova e stabile occupazione, un benessere diffuso, un futuro migliore per i giovani, serenità e prosperità alle famiglie. Dobbiamo consentire al sistema economico di recuperare competitività sui mercati internazionali, anche attraverso politiche di sostegno dell’innovazione e della concorrenza.
Per raggiungere questi obiettivi abbiamo pensato alle elezioni primarie coinvolgendo per la prima volta i cittadini nella scelta del candidato Premier e del programma di coalizione.
La mia candidatura, quindi, non è, né vuole essere, una candidatura “contro” qualcuno, poiché ho il massimo rispetto verso tutti gli altri candidati, ma una candidatura “per” fare in modo che la coalizione dell’Unione inserisca nel proprio programma alcune priorità finora troppo spesso disattese e che ritengo fondamentali per ridare credibilità alla politica.
Il punto qualificante del mio impegno è il rilancio della “Questione Morale”, vale a dire la realizzazione di una politica che sia innanzi tutto servizio verso i cittadini e non più occasione di profitti personali. Per tale ragione ho presentato il “Patto Etico”, che unitamente all’intero mio Programma di Governo potete visionare visitando il sito www.antoniodipietro.it .
Le linee essenziali del mio programma sono la lotta all’evasione fiscale, la trasparenza e la legalità degli atti e dei comportamenti dei politici e dei pubblici amministratori, la riduzione dei costi della politica, la tutela dei diritti dei consumatori e dei piccoli risparmiatori, l’eliminazione di ogni conflitto di interesse, la realizzazione di una corretta e più indipendente informazione, il ripristino della legalità nelle attività economiche e d’impresa, la realizzazione di infrastrutture ambientalmente sostenibili, una giustizia che funzioni davvero per tutti, una tutela più efficace del diritto al lavoro ed in definitiva un rilancio della competitività al sistema paese.
So bene che in vista delle elezioni queste sono le promesse di tanti. Ma Voi conoscete bene la mia storia personale e professionale. Potete, quindi, valutare con serenità ed obiettività la credibilità del mio impegno politico e la mia determinazione personale.

Antonio Di Pietro


1 – PREMESSA

La mia proposta vuole collocarsi all’interno delle moderne culture del Novecento: quella liberale dell’economia di mercato, della libertà personale e del buon governo; quella cattolica delle solidarietà familiari e collettive; quella socialista del lavoro e della giustizia sociale, attraversate dai grandi temi dei diritti civili, della questione morale e dei nuovi diritti di cittadinanza, ai quali i movimenti ambientalisti, dei giovani e delle donne hanno dato contributi essenziali.
Con le elettori e gli elettori assumo gli impegni solenni contenuti nel Manifesto dell’Unione, ed in particolare le seguenti priorità programmatiche:
a. La Costituzione: va difesa nei suoi valori fondamentali per attuare pienamente i diritti e i doveri in essa contenuti.
b. L' Europa: é una scelta irreversibile. Per l’Italia, interesse nazionale ed interesse europeo coincidono. Per questo, mi impegno con l’Unione a promuovere ed a sostenere una forte integrazione economica, sociale e territoriale dell’Europa, garantita da istituzioni comuni al fine di far crescere l’occupazione e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
c. Pace, giustizia e libertà: il mio punto di riferimento é l'articolo 11 della Costituzione: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Le Nazioni Unite, che é impegno dell’Unione sostenere nel loro sforzo di rinnovamento, sono la fonte della legittimità internazionale. Vogliamo rilanciare le politiche di cooperazione allo sviluppo quali componenti fondamentali per un più equo e sostenibile rapporto tra Nord e Sud del Mondo.
d. Legalità, sicurezza, democrazia e lotta al terrorismo: bisogna garantire la sicurezza individuale e collettiva dei cittadini: la lotta al terrorismo e ad ogni forma di criminalità ed illegalità, ma mai in contrapposizione con i valori fondamentali della democrazia. Libertà, rispetto della dignità delle persone, giustizia sociale, sono a fondamento della nostra convivenza civile.
e. Economia, ambiente e nuova società: per reagire alla grave crisi in cui ci troviamo, tutti noi che ci riconosciamo nell’Unione vogliamo attuare politiche fiscali volte all'equità e alla progressività, al sostegno del reddito, alla lotta all'evasione e al sommerso e promuovere politiche industriali che favoriscano la formazione, la ricerca e l'innovazione tecnologica. Ci impegniamo inoltre a contrastare i privilegi legati alle rendite di posizione e le distorsioni derivanti dai monopoli pubblici e privati. Vogliamo tutelare e conservare l'ambiente ed il territorio con politiche di innovazione produttiva (a partire dall'agricoltura), di uso razionale dell'energia, di riqualificazione urbana, di valorizzazione del territorio e delle risorse culturali ed ambientali. Dobbiamo far crescere l'occupazione e ridurre la precarietà, sostenere la professionalità, mobilitando risorse a favore delle famiglie, dei giovani e delle donne con politiche di promozione, di tutela sociale e servizi di supporto.
f. Mezzogiorno: Mi impegno per politiche di riequilibrio economico e occupazionale per il Sud e soprattutto per i suoi giovani. Legalità e lotta contro ogni forma di criminalità organizzata, sono per me condizione essenziale per il rilancio del Mezzogiorno e per la tutela del suo territorio e ambiente.




Vorrei:
· dare voce a chi non ne ha;
· restituire dignità a coloro a cui è stata tolta con la violenza, con la potenza del denaro, con l’inganno dell’informazione, con l’abuso del potere;
· battermi con tutte le mie forze perché i valori della vita, della legalità, della solidarietà, della giustizia, dell’eguaglianza, della responsabilità, della sussidiarietà e dell’autogoverno diventino il lievito della politica e il fondamento della gestione della cosa pubblica;
· mettere al centro dell’azione politica la questione morale;

Vorrei contribuire con tutte le mie forze affinché l’Unione possa progettare e realizzare un nuovo paese:
· che conservi il meglio della propria tradizione ma sappia innovare e che dia spazio ai più meritevoli, senza abbandonare i più deboli ed indifesi che vanno posti in condizione di effettiva uguaglianza con gli altri;
· dove le opportunità di lavoro e di produzione della ricchezza siano stimolate, favorendo l’imprenditorialità in contesti chiari, efficienti, certi;
· dove le forze dell’ordine, la magistratura, gli apparati burocratici siano vicini ai cittadini titolari della sovranità, che hanno diritto ad essere trattati con rispetto e considerazione;
· dove la legge sia veramente uguale per tutti ed i corrotti e i criminali siano puniti e scontino le pene;
· dove siano tutelate e valorizzate le risorse fondamentali come l’ambiente, il patrimonio artistico, il capitale umano, la creatività dei singoli e dei gruppi;
· dove i malati, gli emarginati, i deboli, avvertano il calore della solidarietà e non il freddo della solitudine;
· dove l’età non sia motivo di emarginazione;
· dove i giovani abbiano la gioia di vivere perché sono consapevoli che il futuro sarà loro;
· dove i bambini e gli adolescenti siano protetti e difesi da ogni forma di violenza e possano crescere sani e sereni.
Insomma voglio lavorare per realizzare, insieme a tutti coloro che si riconoscono nell’Unione, un paese funzionante ed efficiente, nel quale scuole, ospedali, treni, poste, carceri, tribunali, banche, informazione, fisco, imprese, siano al servizio dei cittadini.

2 – RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA

Negli ultimi anni ci sono solo alcuni bilanci che sono stati in crescita e che non hanno subito tagli mentre le tasche degli italiani si svuotavano soprattutto per l’aumento del carico tributario allargato (tassazione diretta e indiretta e contribuzione anche a livello locale): si tratta dei bilanci di funzionamento delle istituzioni politiche, e cioè Presidenza del Consiglio, Ministeri, Camera, Senato, Presidenza della Repubblica, Giunte Regionali, Consigli Regionali. Non può essere che si chiedano sacrifici ai cittadini senza che vi sia l’esempio che proviene dall’alto e cioè da chi amministra. Non si tratta di misure demagogiche, pur nella consapevolezza che non possano essere la soluzione ai problemi della finanza pubblica. Bisogna però cominciare a dare il “buon esempio”, giacché non si può continuare a chiedere ai cittadini di rispettare regole e leggi che, poi, chi le fa per primo le viola.
Per cominciare, si dovrebbe prevedere una riduzione di almeno il 20% dei bilanci per il funzionamento delle istituzioni politiche (Parlamento, Presidenza del Consiglio e della Repubblica, Consigli Regionali) adottando come provvedimento immediato, una uguale riduzione degli stipendi di ministri, deputati, consiglieri regionali.
Il numero dei parlamentari deve essere ridotto (per esempio di almeno il 30%, giacchè attualmente l’Italia pur essendo molto più piccola degli Stati Uniti ha quasi il doppio di parlamentari).
Parimenti, il numero dei consiglieri regionali deve essere anch’esso complessivamente ridotto e deve essere quantificato in modo oggettivo con legge nazionale, proporzionalmente agli abitanti di ciascuna regione.
Le leggi elettorali per le elezioni regionali devono essere emanate con legge dello Stato e non da ogni singola regione (per evitare, come è accaduto finora, che i singoli Consiglieri Regionali adottino scelte per favorire se stessi più che per fare l’interesse pubblico).
I candidati nei collegi maggioritari devono poter essere individuati a seguito di “primarie di collegio” (per evitare la spartizione lottizzatoria dei seggi fra le segreterie dei partiti, come spesso avviene ora).
Parimenti (e per le stesse ragioni) i candidati sindaci ed i candidati Presidenti (del Consiglio, della Regione e delle Province) devono poter essere scelti attraverso le Primarie.
Le nomine nei Consigli di Amministrazione degli Enti pubblici e delle società a prevalente partecipazione pubblica devono avvenire non più per spartizione politica (come avviene finora) ma su base professionale valutata previamente da apposite Authority indipendenti.
Inoltre ritengo che:
§ I finanziamenti pubblici ai partiti devono essere se non abrogati, almeno ridotti del 50% (giacché i contributi che attualmente i partiti ricevono direttamente o indirettamente sono davvero troppo elevati, specie con gli ultimi discutibili interventi legislativi effettuati).
§ Le indennità di carica ed i gettoni di presenza nelle Amministrazioni statali, regionali e territoriali, negli enti pubblici e nelle società a prevalente capitale pubblico devono essere ridotte di almeno il 50%;
§ Deve essere scoraggiato il ricorso - da parte della Pubblica Amministrazione locale e centrale nonché agli Enti pubblici e delle società a prevalente capitale pubblico - a consulenze o incarichi esterni per l’espletamento delle attività di istituto, con conseguente obbligo di utilizzare prioritariamente le professionalità presenti fra i pubblici impiegati (onde evitare le tante consulenze di favore, con costi spropositati che si stanno facendo in questi periodo).
§ Tutti i benefit e gli extra non aventi diretta e comprovata attinenza con il ruolo e l’incarico svolto dai politici, amministratori e funzionari pubblici devono essere revocati (tessere autostradali, ingresso stadi e cinema, tessere telefoniche, indennità e gratifiche di varia natura, etc.).

3 - RIDARE COMPETITIVITÀ AL SISTEMA ECONOMICO

Occorre innanzitutto la “certezza del diritto”: quindi divieto assoluto di procedere a nuovi indulti, amnistie, prescrizioni, condoni di varia natura, in modo che ognuno sappia che – se viola la legge – non può poi sperare di farla franca.
Sul piano operativo, bisogna operare un forte impegno per risanare i conti pubblici (attraverso la riduzione degli sprechi, l’eliminazione di elargizioni di contributi clientelari sotto qualsiasi forma, la lotta all’evasione fiscale, la sburocratizzazione delle procedure).
Sul piano legislativo, si deve provvedere ad un folto anche attuale attraverso l’adozione di “Codici di settore”, alla drastica riduzione delle oltre 150 mila leggi attualmente esistenti.
Occorre rilanciare lo sviluppo del Mezzogiorno prevedendo, fra le altre cose: la lotta alla criminalità organizzata, la riduzione dei differenziali di costo per le imprese (tassi passivi bancari, energia, trasporti e logistica), il rinvio del progetto del Ponte di Messina a favore di opere infrastrutturali più urgenti (come lo sviluppo dei collegamenti con l’area mediterranea, balcanica e dell’Est europeo, il potenziamento delle reti ferroviarie e stradali specie nel Sud), lo sviluppo della filiera agroalimentare e dell’industria del turismo (con incentivi pubblici specifici per potenziare e migliorare i servizi, valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, estendere la stagione di afflusso turistico, aumentare l’indotto dei servizi).
Sul piano concreto, ritengo indispensabili quanto meno i seguenti interventi:
1. introdurre un nuovo credito di imposta a carattere permanente destinato alle imprese che investono in ricerca e sviluppo, prevedendo altresì un trattamento di imposta privilegiato per start up e alta tecnologia;
2. promuovere il lancio di un piano europeo per lo Sviluppo attraverso l’emissione di bond europei (Eurobond), sicuramente appetibili agli investitori internazionali anche grazie alla forza dell’euro sul dollaro, al fine di finanziare un preciso programma di investimenti europeo volto alla innovazione, alla ricerca, alla formazione permanente, alle grandi reti europee di comunicazione e alle infrastrutture per l’ambiente (Global coordinator del Piano dovrebbe essere la Banca Europea degli Investimenti);
3. ridurre la dipendenza dai combustibili solidi per l’approvvigionamento dell’energia attraverso il ricorso a fonti alternative (solare, eolica, biomassa), i veicoli alternativi (biocombustibile, idrogeno, elettrici) e lo sfruttamento energetico dei rifiuti non riciclabili;
4. un forte impegno politico di concerto con le associazioni di categoria per promuovere i prodotti tipici del Made in Italy (agroalimentare, impiantistica e meccanica strumentale);
5. detassare, al fine di sostenere le imprese, gli utili reinvestiti in attività che producono nuovi posti di lavoro, ed inoltre si deve maggiormente supportare le imprese che esportano nei mercati emergenti, agevolare fiscalmente chi investe in innovazione tecnologica;
6. l’azione di politica fiscale dovrà comprendere il sostegno alle fasce più deboli, la riduzione del cuneo fiscale, il riequilibrio tra tassazione dei redditi da lavoro e investimenti finanziari, la lotta all’evasione fiscale, la ridefinizione del sistema degli incentivi alle imprese a favore di meccanismi più qualitativamente selettivi;
7. rifinanziare il fondo antiracket ed antiusura per liberare le piccole e medie imprese specie del Meridione d’Italia, dallo strangolamento degli usurai e dal ricatto della criminalità organizzata;
8. i produttori, italiani ed esteri, e gli importatori devono indicare, oltre all’attuale etichettatura, l’origine dei principali materiali utilizzati e l’origine delle principali lavorazioni nonché la denominazione del produttore, distributore o importatore con relativa iscrizione alla Camera di Commercio anche attraverso codice a barre;
9. i produttori extra Comunità europea devono certificare, se vogliono importare i loro prodotti in Italia, il rispetto delle norme UE in materia ambientale, di tutela della salute, di sicurezza dei lavoratori con conseguenti sanzioni per gli inadempienti (divieto di commercio, sequestro dei beni, ritiro della licenza di importatore o distributore, multa alla società solidalmente con gli amministratori pari al valore delle merci importate);
10. deve essere istituito un Albo delle ditte che localizzano all’estero (con l’istituzione di un’Authority di controllo) per sanzionare – con multe e/o divieto di commercializzare i propri prodotti in Italia – coloro che sfruttano il personale nelle nazioni povere ovvero commettono altri abusi (quali la contraffazione, la concorrenza sleale o l’inquinamento ambientale);
11. la tassazione delle grandi rendite finanziarie deve essere perequata a quella sul lavoro (per evitare sperequazioni sul piano dell’equità e per rilanciare l’occupazione e le attività industriale);
12. nei settori di primaria importanza per l’economia del paese (es. Trasporti, Energia, Telecomunicazioni) bisogna indire gare periodiche e più aperte alla concorrenza per l’affidamento dei relativi servizi (per evitare il ritorno di fatto ai monopoli ed agli oligopoli che strozzano il libero e trasparente mercato);
13. è necessario aprire le banche al capitale straniero, concedendo l’autorizzazione alla fusione soltanto sulla base dell’impatto competitivo e dando l’esclusiva competenza all’Antitrust per le relative valutazioni, verifiche e controlli (per poter meglio competere sul mercato globale e per operare con maggiore trasparenza e rispetto delle regole di mercato).
14. bisogna limitare la concentrazione delle partecipazioni industriali nelle banche, imponendo altresì agli imprenditori con partecipazioni in istituti di credito di rivelare i prestiti ottenuti da questi.

4 – RIPORTARE LEGALITÀ NELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE E D’IMPRESA

L’economia liberale si fonda sul rispetto di regole condivise. In Italia mancano regole chiare e soprattutto la volontà di rispettarle e farle rispettare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’economia del paese è in balia dei più furbi e prepotenti. Per ovviare alle conseguenti ingiustizie sociali ritengo necessario prevedere quanto meno le seguenti misure:
- Interventi sulle società di revisione: deve essere vietato alle società di revisione di svolgere servizi di consulenza alle società sottoposte al loro controllo (per evitare commistioni fra controllati e controllori). Il mandato delle società di revisione deve essere a termine ed al massimo rinnovabile per una sola volta (per rompere l’attuale oligopolio detenuto da quattro-cinque società di revisione che impediscono l’allargamento di soggetti controllori).Le società di revisione devono essere pagate direttamente dalla Consob tramite un fondo creato ad hoc al quale concorrono le società quotate proporzionalmente al loro fatturato (per evitare che il controllore sia pagato dal controllato così finendo spesso a “libro paga”). L’individuazione della società di revisione per ciascuna società quotata in Borsa deve essere riservata alla Consob (per evitare che il controllato scelga il proprio controllore).
- Interventi sui sindaci delle società di capitale: deve essere riservato alla Consob la nomina di un componente del collegio sindacale delle società quotate in borsa (per monitorare e riferire in tempo reale all’Autorità di controllo eventuali anomalie). I sindaci delle società di capitale devono essere nominati da una Autorità esterna (es. la CCIA) (sempre per impedire che gli amministratori si scelgano i loro controllori fra i propri amici o conniventi, cosa che oggi avviene quasi sempre).
- Interventi sugli amministratori ed i manager: Coloro che sono stati condannati alla reclusione per reati dolosi con sentenza penale passata in giudicato vanno interdetti dall’esercizio di attività professionali per cui è richiesta la licenza o l’abilitazione, salvo i casi di intervenuta riabilitazione. Le imprese non possono farsi rappresentare nei rapporti e nella conduzione di qualsiasi attività o rapporto con la Pubblica Amministrazione da soggetti terzi o dipendenti quando, in base alle informazioni disponibili, si possa configurare un conflitto d’interessi. Deve essere vietato compiere qualsiasi atto, simulato o fraudolento, diretto a influenzare la volontà dei componenti l’Assemblea dei soci per ottenere la irregolare formazione di una maggioranza e/o una deliberazione differente da quella che si sarebbe prodotta. Va punita la diffusione intenzionale di notizie false sia all’interno che all’esterno delle società, concernenti le società stesse, i suoi dipendenti, i collaboratori ed i terzi che per esso operano, con la piena consapevolezza e conoscenza della loro falsità. Gli organi della società, i loro membri ed i dipendenti, in occasione di verifiche e di ispezioni da parte delle Autorità pubbliche competenti, devono mantenere un atteggiamento di massima disponibilità e di collaborazione senza ostacolare in nessun modo le funzioni degli Organi ispettivi e di controllo. In caso di affermazioni false o di ingiustificate reticenze, essi devono poter essere chiamati a rispondere davanti all’Autorità giudiziaria. Chiunque investe in scalate e acquisti di azioni e titoli ha l’obbligo, se richiesto dalle Autorità di controllo, di dimostrare la provenienza lecita dei relativi fondi. In caso di inosservanza, i titoli possono essere sequestrati.
- Interventi contro la criminalità finanziaria: Il fenomeno del terrorismo e della criminalità organizzata e mafiosa va combattuto soprattutto sul terreno finanziario prosciugandone le fonti illecito di denaro. In particolare i trasferimenti di denaro attraverso canali non bancari vanno regolamentati, le norme antiriciclaggio della UE vanno ampliate per intero, i beni immobiliari ed i capitali sospetti devono essere congelati, va introdotto un codice di condotta per sorvegliare le transazioni finanziarie dirette ad enti di beneficenza, va ampliata ed armonizzata meglio la capacità investigativa europea nel settore finanziario. Va abolito il segreto bancario su tutte le transazioni.

5 – GARANTIRE TRASPARENZA NEGLI ORGANI GIUDIZIARI E DI CONTROLLO

a) L’individuazione e la nomina dei magistrati negli incarichi direttivi deve essere rimessa totalmente nelle mani dell’Organo di autogoverno della magistratura (C.S.M.), senza alcuna interferenza del Ministro della Giustizia (per evitare pressioni o dipendenze gerarchiche che minano l’indipendenza della magistratura)
b) Deve essere completato il divieto totale - per tutti i magistrati in sevizio di qualsiasi grado e giurisdizione - di assumere incarichi fuori ruolo e di consulenza o arbitrati extragiudiziari di qualsiasi tipo.
c) I magistrati in servizio non devono più poter essere candidati a cariche elettive nei luoghi dove esercitano la loro giurisdizione ed alla fine del loro mandato non devono poter tornare ad esercitare la giurisdizione negli stessi luoghi per un periodo di almeno 5 anni.
d) La proprietà della Banca d’Italia è riservata allo Stato (per evitare che il controllore sia di proprietà dei controllati, come avviene finora).
e) La nomina del Governatore della Banca d’Italia deve essere effettuata dal Parlamento e l’incarico deve essere limitato ad un tempo massimo di 7 anni e deve poter essere revocato con la stessa maggioranza parlamentare con cui è stato nominato;
f) Le decisioni degli Organi di controllo (Banca d’Italia, Consob, etc) devono essere collegiali ad opera di un Consiglio direttivo ove tutti i consiglieri sono responsabili delle loro decisioni (per evitare poteri eccessivi in capo ad un solo soggetto, con il rischio di decisioni inopportune o pilotate);
g) La tutela della concorrenza deve essere trasferita dalla Banca d’Italia all’Antitrust;
h) Deve essere fatto divieto a tutti coloro che fanno parte di incarichi direttivi in enti di controllo (Consob, Banca d’Italia; Autorità di qualsiasi natura) di assumere direttamente o indirettamente per almeno 5 anni impieghi retribuiti dalle aziende già sottoposte al loro controllo.



6 – TUTELARE IL LAVORO E L’IMMIGRAZIONE REGOLARE

L’istituto dell’apprendistato va modificato con la previsione, per le aziende (specie se artigiane) del pagamento da parte dello Stato dello stipendio dell’apprendista per i primi 12 mesi (anche sotto forma di sconto fiscale) a condizione che, alla fine dell’apprendistato, il lavoratore venga assunto regolarmente.
Bisogna favorire la mobilità dei lavoratori dai settori in crisi a quelli in espansione, con una riforma dei sussidi di disoccupazione e dei regimi di protezione dell’impiego.
E’ doveroso riconoscere agli stranieri extracomunitari residenti stabilmente sul territorio ed in regola con il permesso di soggiorno il diritto di voto alle elezioni amministrative.
Gli attuali Centri di permanenza temporanei (CPT) riservati agli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno vanno sostituiti con strutture di accoglienza non carcerarie, attuando una riduzione drastica dei tempi di permanenza provvedendo alla loro espulsione solo in caso di impossibilità ai addivenire alla loro regolarizzazione.
Deve essere prevista l’erogazione di nuovi servizi alle fasce sociali più deboli, un nuovo sistema di ammortizzatori sociali ed una differenziazione delle tariffe in base al reddito.
La precarietà va affrontata con un aumento delle indennità di disoccupazione, la trasformazione dei contratti di formazione lavoro in contratti a tempo indeterminato, l’incremento delle detrazioni per i figli a carico.

7 – DIFENDERE I DIRITTI DEI CONSUMATORI E DEI PICCOLI RISPARMIATORI

Va istituito un’Authority nazionale per la tutela dei diritti del consumatore, del piccolo risparmiatore e del contribuente, con contemporanea previsione dell’istituto della “class action” per tutelare i loro diritti davanti ad ogni autorità, giudiziaria compresa (al fine di permettere la tutela dei diritti delle categorie più a rischio contro soprusi, truffe e ingiustizie).
Ai rappresentanti di piccoli azionisti e dei risparmiatori deve essere riservato il diritto ad essere inseriti – quanto meno come osservatori - nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo delle società quotate in borsa.
L’emissione di bond deve essere riservato solo a società quotate in Borsa (per evitare di affidare i soldi dei piccoli risparmiatori ad affaristi senza scrupoli che poi non li possono restituire).
Va migliorata la lotta al carovita, con la revisione dei panieri Istat e la loro differenziazione per fasce di reddito da determinare con sindacati e associazioni di consumatori (con uno specifico per gli ultra 65enni).

8 - RISOLVERE I CONFLITTI DI INTERESSE

Chi esercita attività esecutive (es. Governo) o di controllo (es. Authority, magistrati di ogni giurisdizione) non può essere titolare di attività finanziarie o d’impresa, né esercitare direttamente o indirettamente atti di gestione delle stesse, pena la non eleggibilità o la decadenza dall’incarico (per evitare ogni conflitto di interesse).
Chi esercita attività elettive (parlamentari, consiglieri, regionali, provinciali o comunali) non può esercitare attività economiche o svolgere affari con gli enti presso cui esercita il proprio mandato, né direttamente né indirettamente, pena la decadenza dall’incarico;
I parlamentari non possono partecipare alle sedute né esercitare il diritto di voto con riferimento a richieste di autorizzazione a procedere o altri provvedimenti che interessano se stessi (per evidente conflitto di interesse).
Gli eletti e gli amministratori pubblici devono astenersi dalle loro funzioni in ogni caso in cui sono o possono risultare in conflitto di interessi con il provvedimento da adottare, pena la decadenza dall’incarico.

9 – GARANTIRE UNA CORRETTA INFORMAZIONE

Nel settore dell’informazione privata (specie quella a rilevanza e tiratura nazionale), bisogna contrastare il dominio oligopolistico di imprenditori che esplicano attività diverse da quelle proprie dell’editoria, quantomeno stabilendo il divieto in capo agli stessi di quote sociali maggioritarie o di controllo delle aziende editoriali (al fine di evitare i palesi conflitti di interessi che si verificano ora a causa di proprietari che svolgono anche altre attività interessate ad un certo tipo di informazione, anche quanto contrario alla verità).
L’accesso all’informazione deve essere garantito a tutti in regime di reale e leale “par condicio”, sia nelle reti pubbliche che in quelle private a tiratura nazionale (come ha anche raccomandato – finora inutilmente - il Capo dello Stato nel suo messaggio alle Camere). La legge Gasparri va pertanto completamente modificata perchè essa si limita solo a legalizzare ciò che prima era illegale, e cioè il conflitto di interessi di taluni).

10 – PROMUOVERE AZIONI PER MORALIZZARE LA VITA PUBBLICA

Va istituita l’Anagrafe patrimoniale dei Pubblici dipendenti e degli Amministratori pubblici, la cui gestione deve essere affidata ad un’apposita Agenzia indipendente, al fine di poter monitorare nel corso di tutta la loro carriera l’evoluzione patrimoniale diretta ed indiretta di coloro che operano per conto della Pubblica Amministrazione ed intervenire – anche con la risoluzione d’ufficio del rapporto di lavoro o d’impiego - nei casi in cui l’interessato non sappia o non voglia dare spiegazioni in ordine ai suoi guadagni ovvero nei casi in cui si riscontrino falsità nelle predette dichiarazioni.
Coloro che sono stati condannati alla reclusione per reati dolosi con sentenza penale passata in giudicato fino ad eventuale sentenza di riabilitazione. non devono essere candidati alle assemblee elettive (Parlamento compreso) né devono poter assumere incarichi di governo locale o centrale, né devono poter assumere incarichi dirigenziali né di legale rappresentanza o di controllo né rapporti di consulenza negli enti pubblici e nelle società di gestione a prevalente partecipazione pubblica.
La gestione operativa della Sanità va affidata a manager indipendenti e professionalmente preparati che non siano scelti dalla politica (come ora avviene con sfacciata lottizzazione e favoritismi). In particolare i Direttori generali delle ASL e degli ospedali vanno indicati dall’Ordine dei medici o da specifica Autorità in base alle specifiche competenze professionali.




COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK