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Monday, September 26, 2005 - ore 14:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da Il Gazzettino (
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Proposta di An: meno soldi a tutti i politiciCominciamo con il dare l'esempio, è la parola d'ordine che circola in An. Se le parole si tradurranno in fatti la proposta lanciata dal partito di Fini è di diminuire i costi della politica, ossia: taglio agli stipendi di deputati e senatori, di tutti coloro che hanno nomine politiche fino agli enti collegati e alle consulenze negli enti pubblici. Risultato: risparmio di almeno un miliardo di euro. Ma i problemi per Tremonti che sta riscrivendo la Finanziaria, come al solito «di rigore e di sviluppo» sono enormi e consistono nel trovare le risorse per tagliare l'Irap, per le agevolazioni alle famiglie, per il decollo della riforma del Tfr, tanto per citare alcuni punti.Il tutto mentre Tremonti ha il fiato sul collo da una parte dalle società di rating, che anche ieri hanno precisato che in caso di manovra debole interverranno, e dall'altra dai sindacati che sono in allarme per la ventilata riforma delle pensioni.---
Da Il Quotidiano di Sicilia (
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La spesa pubblica divora l'ItaliaMinisteri, assessorati regionali e locali chiedono auto blu. Ma perchè non si passa all'uso dei taxi per tutti i politici, dirigenti e funzionari pubblici? L'auto blu è un simbolo, ovviamente. Quante altre spese inutili ruotano intorno a questo modo di fare deteriore.
Ma come si può parlare di taglio della spesa corrente quando la spesa per la politica (quella che volgarmente viene chiamata il "costo della politica") aumenta e lascia intatti perniciosi vantaggi di cui vi tracciamo un breve, ma significativo elenco! Senza contare l'ultimo aumento del loro compenso superiore a mille euro al mese, votato in silenzio e all'unanimità.
I parlamentari italiani godono gratis di telefoni cellulari, tessere spettacoli, francobolli, viaggi aerei, treni, pedaggi autostrade, assicurazioni morte, infortuni, buoni pasto, uffici. Hanno inoltre rimborsi delle spese elettorali e dei collaboratori, e via elencando.
I deputati dell'Assemblea regionale siciliana hanno i loro compensi pari a quelli dei senatori, mentre quelli degli altri consigli regionali sono parametrati a circa i due terzi dei compensi dei parlamentari. Non solo, ma mentre la Calabria, per esempio, ha un consigliere ogni 30 mila abitanti, la Lombardia ha un consigliere ogni 110 mila abitanti.
Perché queste disparità? E perché lo Stato non ha emesso una legge-cornice che fissa un tetto massimo fra il numero dei dipendenti degli enti locali ed i loro abitanti? Per esempio, Catania ha circa 5.200 dipendenti con 300 mila abitanti. Bari, con un numero maggiore di abitanti, ne ha solo 2.700. La Sicilia, con 5 milioni di abitanti, ha 15 mila dipendenti, la Lombardia, con nove milioni di abitanti, ne ha solo 3 mila.
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