
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, September 26, 2005 - ore 20:03
parigismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ arrivato il giorno. È il mio momento, il nostro momento.
Sarò super baldanzosa domani pomeriggio.
L’aereo parte da Venezia alle 17.20, mettiamo che dobbiamo essere li alle 16.00 per sicurezza, quindi siccome ci porta mia mamma e mia mamma in autostrada non riesce a passare i
90 all’ora, diciamo che partiamo da Fontane alle 15.
Appurato ciò, io domani in una mattina devo: lavare i capelli, depilare le gambe, asciugare i capelli, compilare la lista bagagli, tagliare le unghie e mettere lo smalto rinforzante, sistemare sopracciglia e baffi, fare la valigia con sottomano la lista bagagli, andare in banca a prelevare, controllare la lista bagagli, preparare il bagaglio a mano con guide e vouchers, rifare la valigia perché avevo dimenticato di scrivere una cosa in lista bagagli e ovviamente l’ho dimenticata.
Tempo stimato dell’operazione ore 3 (a farla grande, molto grande).
Solo che poi devo spiegare a mia madre
come si va a Tessera, e poi spiegare a mia madre
come si torna da Tessera.
Tempo stimato ore 4 – sarà necessario un
disegno, con l’autostrada e la tangenziale da Treviso Nord a Venezia. Con anche il disegno delle corsie. E dei caselli, conoscendola è capace di non accorgersene e sfondare tutto. Torno e mia madre è ricercata, dopo una rapina all’autogrill. Con un rapido calcolo, grazie alle mie straordinarie competenze matematiche, per andare sul tranquillo, mi devo svegliare alle 7. Per prendere l’aereo alle 5. Manco mal che son in ferie.
No se ga mai visto. Parigi mi aspetta. Mi aspetta da febbraio, se è per questo, mi aspetta da un bel pezzo, ci dovevamo andare ancora per il mio compleanno. È da New York che non mi faccio un viaggio come si deve. Anzi, è da New York che non mi muovo da Treviso. Bel confronto,
NYC e
TV. E’ quasi una cattiveria rapportare Treviso e New York, è un affronto, un’offesa – a Treviso, sia chiaro.
E adesso ha finito di aspettare. Con tutto il mio entusiasmo, con la mia euforia, con le mie sciarpe enormi e i miei sorrisi, con le mie scarpe nuove e tutte le diecimila foto che farò in tutte le pose possibili!! Non vedo l’ora! Voglio tenere su un palmo di mano tutti i monumenti e tutti i palazzi e tutti i giardini e tutti i cittadini di Parigi!!
Scusi stia fermo li che mi faccio una foto con lei che mi entra in un orecchio. Scusi, si sposta che faccio una foto mentre salto l’arco di trionfo? Grazie, gentile per essere un francese. (Scarpe e sciarpe sono scritti quasi uguali… inquietante vero?)
E soprattutto, non essenziale ma di importanza epica, devo comprarmi una borsa.
Che bella borsa! Grazie, l’ho comprata a Parigi.
"Vorrei essere una lacrima per nascere nei vostri occhi vivere sulle vostre guance e morire sulla vostra maglia pulita".
Ma tanto acqua e sale non macchia. La frutta invece macchia. Non credete a chi sostiene il contrario.
Mia mamma ha detto che macchia, punto. E che “el limon strense”.
Mia nonna l’ha confermato. Non ci resta che piangere.
Aurevoir. Prego il signore che si scriva così. Mi sento già in un vicolo cieco. Siamo due italiani, in Francia, che parlano solo inglese. Praticamente con un piede nella fossa.
Non dovessi tornare, lascio tutte le mie mutande super colorate e i miei calzini iper colorati alle persone che mi hanno voluto bene. Ma solo se non sanno il francese. Se no è troppo una presa per il culo.
Io ci lascio le penne e questi magari mi ridono dietro. Ma vedi un po’ te.
Bacios.
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