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Wednesday, October 05, 2005 - ore 08:31


a Costance Dowling, Roma
(categoria: " Poesia ")



Torino 17 Marzo 1950

“Cara Connie,
volevo fare l’uomo forte e non scriverti subito ma a che servirebbe?
Sarebbe soltanto una posa.
Ti ho mai detto che da ragazzo ho avuta la superstizione delle “buone azioni”?
Quando dovevo correre un pericolo, sostenere un esame, per esempio, stavo attento in quei giorni a non essere cattivo, a non offendere nessuno, a non alzare la voce, a non fare brutti pensieri. Tutto questo, per non alienarmi il destino. Ebbene mi succede, che in questi giorni ridivento ragazzo e corro davvero un gran pericolo , sostengo un esame terribile, perché mi accorgo che non oso essere cattivo, offendere gli altri, pensare pensieri vili. Il pensiero di te e un ricordo o un’idea indegni, bruti, non s’accordano. Ti amo.
Cara Connie, di questa parola so tutto il peso - l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella vita, e così male, che è come nuova per me.
Ora, sono solo col mio lavoro, con Torino, con gli altri –Ciccio e Dada.
Amore il pensiero che quando leggerai questa lettera sarai già a Roma – finito tutto il disagio e la confusione del viaggio -, che vedrai nel tuo specchio il tuo sotteso e riprenderai le tue abitudini, e dormirai da brava, mi commuove come tu fossi mia sorella. Ma tu non sei mia sorella, sei una cosa più dolce e più terribile, e a pensarci mi tremano i polsi.
Cara sto lavorando per te, a presto.”



Cesare Pavese.

[09 settembre 1908 Santo Stefano Belbo (Cn) /27 Agosto 1950 Roma ]

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