
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, October 05, 2005 - ore 12:06
Parigismi: luoghi comuni su Parigi (o forse no)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il Louvre è grandioso, imponente, è storia pura. Ma l’Orsay è straordinario: il contesto, l’architettura, l’organizzazione, la collezione interna, il migliore.
C’erano due ragazzi su un piccolo ponte di ferro davanti al Louvre in costume da bagno, che prendevano il sole. Avevano anche il frigo con le bibite e l’ombrellone.
Poi quando sei in metropolitana può salire chiunque, come quel signore che è entrato con lo stereo e un’enorme borsa della spesa con le casse, e si è messo a cantare
dragostea vresnavresna yummayummaye. Una violenza, un sopruso, noi obbligati a starlo ad ascoltare, con quella base essenziale di soli bassi e quella sua voce stonata.
Italiani una faccia una razza, e puoi camminare in silenzio per qualsiasi via di Parigi che ti riconoscerano,
italiani venite dentro mangiare, amici Italia mangiare buono!! I parigini non sentono le stagioni: ti passeggia a fianco una signora in pelliccia accompagnata da un ragazzino in maglietta e pantaloncini. E non si bagnano con la pioggia: non usano ombrelli ma non si bagnano, camminano sotto la pioggia ma non si bagnano, li riconosci perché sotto l’acquazzone vanno avanti a passo spedito senza curarsi del diluvio – francesi una faccia una razza.
Inoltre mangiano a qualsiasi ora del giorno e della notte: riconosci un parigino perché ha sempre un panino in mano. Una
baguette , di solito, ma piena. E calda, e profumata.
I ristoranti francesi sono piccoli, e hanno un sacco di tavoli, tutti stretti. E per passare sulla panca interna devi scomodare i vicini. I caffè a Parigi costano dai 2 € in su. La mia regolarità quotidiana mi è costata 5 euri. Onesti…
I
croissant francesi sono fatti solamente di burro. Sanno solo di burro, non ci mettono il ripieno perché si senta meglio il burro. E le crepe sono fenomenali. Ma la zuppa di cipolle del Maraton rimane la migliore. Anche delle galette.
I parigini non sanno fare foto. Ma inutile chiederle anche ad altri stranieri. Le poche foto che io e Maury abbiamo insieme potrebbero essere state fatte ovunque nel mondo. C’è un’incapacità di fondo nello scatto digitale.
Quando un parigino parcheggia, per uscire deve aspettare che se ne vadano quello davanti o quello dietro, o non ci si spiega come è entrato. Dai tombini francesi esce sempre acqua.
I letti francesi sono da una piazza e mezza. Così il matrimoniale è da
3 piazze, ma con letti separati. Ne fanno una di buona e una di cattiva. Comunque vive la France.
Al Pompidou vendono per 29 € legna da fuoco. E li davanti c’era una bambina con una piccola bicicletta di legno senza pedali. I bambini francesi parlano francese, anche le donne francesi, e anche gli uomini. Invece i baristi e i tizi dei panini e delle crepe parlano tutte le lingue del mondo. Ogni parola francese ha almeno un altro significato, neuf vuole dire 9 e nuovo. Cambierà l’articolo, dico io. E Maury: si, come
caso e casa.
Ma a Maury suonano i calzini nel metal detector, quindi la sua parola non vale.
Per prendere la metro bisogna correre. Se non corri non puoi prendere la metro. I parigini corrono, i turisti no: i parigini prendono sempre la metro al volo, i turisti no. Noi ci mescoliamo ai francesi, e prendiamo la metro in tempo. Tranne quando la prendiamo in tempo ma nella direzione sbagliata. Capita anche ai migliori. Per fare shopping devo vedermi bella la mattina, ed avere i capelli puliti: appurato ciò è stata l’apoteosi.
Davanti a Notre Dame, dall’altra parte della Senna, c’è un negozietto di libri che si chiama
Shakespeare & Co. E all’interno c’è un libro con un biglietto attaccato, con scritto "do not remove", perché serve a tener su una mensola.
Non bisogna attraversare fuori dalle strisce in Place de la Concorde e sugli Champs Elyses, ma per il resto se vedi libero buttati se no spingono.
A Parigi non ci sono i bidè. Probabilmente i francesi si domandano cosa ci facciamo in Italia con quel secondo piccolo lavandino vicino al cesso.
Parigi ha i tetti azzurri, e dall’alto, dal Sacro Cuore per dire, è bellissima. Ma anche da sotto.
Quindi Parigi è bellissima. È vero, a Parigi ci dovevo andare con la Miss e la Lauvar, ma ragazze, vi ricordate che quando lo abbiamo deciso eravamo tutte e tre single!?
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