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Wednesday, October 29, 2003 - ore 11:25
Su MORTU MORTU
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Su mortu mortu, una Halloween in salsa barbaricina
Chi di voi non ha mai sentito
parlare della notte di Halloween?
Probabilmente nessuno.
Anche perchè da qualche
settimana negozi
e supermercati fanno
a gara a proporre costumi
e scherzi macabri
in occasione dell’imminente festa.
Pochi, però, sanno che questa celebrazione,
molto radicata
nella cultura americana
ed in quella anglossassone,
trova significative
corrispondenze nelle secolari tradizioni del Nuorese.
La notte del 31 ottobre
rappresenta, infatti,
per gli abitanti della Barbagia, l’occasione per dare
libero sfogo alle più macabre e divertenti fantasie.
A Nuoro, per esempio, in occasione della notte di Ognissanti,
viene riproposto dai bambini
il rito di su mortu mortu.
A differenza della tradizione anglosassone
i ragazzini barbaricini
generalmente non si travestono,
ma anche loro bussano
nelle case e chiedono i dolci:
dicono
<daemi su mortu mortu
si no di cago s'ortu>
(dammi su mortu mortu
, se no ti cago l'orto);
la gente da loro dolci
caratteristici a base
di miele,
caramelle
o una somma di denaro più o meno consistente.
In passato venivano utilizzati prevalentemente i doni
della terra.
In certi paesi dell’Ogliastra,
ancora oggi,
per le strade e le viuzze
è un continuo via vai di bimbi che,
dopo aver suonato
i campanelli delle abitazioni illuminate,
domandano biscotti,
noci, mandorle,nocciole
con l’intento di offrirle,
in un secondo momento,
alle anime dei morti
in cambio di preghiere.
Tutti gli usci sono aperti indistintamente
per ogni bambino.
le famiglie che hanno parenti
defunti inoltre,
alla vigilia della festa
di Ognissanti imbandiscono
la tavola con tante pietanze
in attesa di una visita
del caro estinto.
Infine, attorno al cibo vengono disposti:
un bicchiere d’acqua con dell’olio d’oliva e “sa mariposa”
un lumicino fatto con tre
pezzi di sughero
(“sa tripidedda”)
ed un cappio di cotone
intrecciato,
che viene immerso
nell’olio acceso.
Secondo un’antica credenza,
infatti, il defunto
non entra in casa se trova buio.
Per l’occasione ci si riunisce
tra parenti e
si cucinano dolci tipici:
”su pistiddu”,
preparato con il miele;
”su papassinu nieddu”,
fatto con estratto di
fico d’india (“sa sapa”).
Uno degli ingredienti
principali
della festa di Halloween
è senza dubbio la zucca,
come anche dalle nostre parti.
Il culto dei morti
è molto sentito in tutta
la provincia tanto che
per molti emigrati
la festa rappresenta
l’opportunità di far
ritorno a casa.
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