Come si fa a unire il rock e la musica dance senza svendersi e restando rilevanti per un
quarto di secolo? Nessuno meglio dei
New Order, band nata dalle ceneri dei Joy Division, può rispondere al quesito. Singles è il titolo del nuovo
doppio CD che la Warner Bros ha
pubblicato il 30 settembre, con trenta singoli rimasterizzati e un
nuovo edit di Turn, da Waiting For The Sirens’ Call, uscito pochi mesi fa. E’ la sesta raccolta dei New Order in diciotto anni, e ci si chiede se Singles faccia la differenza. Substance del 1987 raccoglie i dodici pollici con i lati B, e qualche stranezza: Ceremony non è nella versione
originale, ma in una seconda reincisione con la tastierista Gillian Gilbert, da poco sostituita. Non è tutto: Temptation e Confusion sono state ricantate e risuonate per l’occasione. (the best of) New Order del 1994, con scalette diverse per il mercato europeo e statunitense, è un’altra occasione persa: classici come True Faith, 1963 e Bizarre Love Triangle sono remixati, e nulla aggiungono alle versioni già note. Il
peggio arriva nel 1995 con (the rest of) New Order, maldestro tentativo di adattare i vecchi classici alle sonorità dance anni Novanta. Retro è un cofanetto con quattro CD, ma la tracklist lascia parecchio a desiderare; le incisioni dal vivo sembrano prese da scarsi bootleg, troppe le canzoni ripetute (ma Thieves Like Us è assente!). Inutile il CD
International di 3 anni fa, che include
Here To Stay, unico inedito.
Singles è dunque la
miglior raccolta mai pubblicata e credo che soppianterà del tutto i precedenti CD. Scaletta in ordine cronologico, un’ottima qualità sonora e un’intelligente scelta di inserire le versioni sette pollici di quasi tutti i pezzi (poche le eccezioni:
Blue Monday e True Faith sono i lunghi mix
12 pollici di Substance, semplicemente perché i più noti, e The Perfect Kiss e Bizarre Love Triangle sono tratte dagli album) rendono il best of imperdibile anche per i fan di lungo corso.
I singoli successivi al 1987 mai inclusi negli album, Touched By The Hand Of God, in classifica anche in Italia, e World In Motion, numero uno in Inghilterra, brano inciso in occasione dei mondiali di calcio del 1990, sono qui presenti, insieme a Ceremony, Temptation e Confusion, in versione originale. E non manca neanche Here To Stay, con i
Chemical Brothers (il cantante aveva già lavorato con loro per Out Of Control, da Surrender).
I brani degli
esordi hanno ancora l’ombra di Ian Curtis, ma è con Blue Monday che i New Order trovano una loro identità; influenzato da alcune
produzioni di Giorgio Moroder, il brano ha un fascino rimasto finora immutato. A volte non si riesce ad
interpretare gli ambigui testi di Bernard Sumner (restano in dubbio quelli di The Perfect Kiss e 1963 – pare che faccia riferimento all’omicidio di Kennedy); lo stile di
Peter Hook è unico, suona il basso come
una chitarra. Molte sono state le avventure parallele: gli Electronic (Bernard Sumner, Johnny Marr degli Smiths e, occasionalmente, Neil Tennant dei
Pet Shop Boys; hanno inciso tre album, è in arrivo un’antologia), gli Other Two, i Monaco di Peter Hook.
Da qualcuno
accostati ai Depeche Mode, i New Order hanno in realtà un sound che miscela i Cure (a proposito, nessuno si è mai accorto della somiglianza tra Blue Monday e la loro
The Walk? E che dire di All The Way, vicinissima a Just Like Heaven del gruppo di Robert Smith?) e i Pet Shop Boys dei tempi migliori. Oltre a
Singles, è uscito anche
A Collection, doppio DVD che raccoglie
tutti i video realizzati fino ad oggi.