
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, October 10, 2005 - ore 20:44
vecchismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Poi ci sono i vecchi, non gli anziani, proprio i vecchi dico… che non è la stessa cosa. I vecchi si distinguono dagli anziani, non sono sinonimi. Intanto i vecchi sono più simpatici. Si dice un caro vecchietto, non un caro anzianetto. Anziano sa di presa in giro. Anziano è come dire non voglio dirti che sei vecchio, o non voglio sentirmelo dire. I vecchi sanno di essere vecchi e non gli dispiace, gli anziani vorrebbero sempre avere un tot di anni in meno.
I
vecchi si distinguono dagli anziani perché hanno delle caratteristiche particolari e determinanti. Nel senso che ne determinano l’essere vecchio.
I vecchi hanno il
cappello in testa. Scuro d’inverno e chiaro d’estate, con la banda di stoffa in tinta. Cappello da anni 50, o 60, quando erano ragazzi. Hanno questo cappello insomma, e mi fa impazzire. Lo portano con una naturalezza disarmante, non lo sentono nemmeno. È un gioiello, il loro gioiello, e ci tengono un sacco, si vede.
I vecchi si vestono con i completi spaiati. Che è un controsenso ma rende bene. I vecchi sono in giacca e pantalone, abbinati a modo ma non dello stesso colore, con la camicia o il maglione sotto, e a volte la cravatta: allora, quando hanno tutto coordinato, vado proprio fuori di testa, adoro i vecchi con la giacca, la camicia, il maglione sopra e che si intravede la cravatta. Mi immaginavo così
mio nonno, col maglione a quadri e gli occhiali calati fin sulla punta del naso. Ma questa è un’altra storia.
I vecchi si fermano per strada a guardare i lavori in corso. Sempre e comunque. Intralciano il traffico, bloccano il marciapiede, con le braccia dietro la schiena, la gente deve passare e loro niente, fermi immobili ad osservare. Si fermano e osservano, non è un guardare, osservano con attenzione, con aria critica pure, hanno gli occhi che regalano consigli silenziosi, lo so che dentro pensano
“secondo me non si fa così”. Oppure fanno commenti sulla giunta comunale, sulla ditta appaltatrice, conoscono sempre tutti, i vecchi, e hanno visto crescere quasi tutti. Anche quelli più vecchi di loro. Tanto, quando sei vecchio non hai età, sei vecchio e basta.
I vecchi attraversano la strada sulle strisce o fuori dalle strisce, non è un problema loro, e tengono la mano alzata o l’ombrello puntato avanti. E vanno piano, piano come non so cosa. Sono lenti, hanno tempo da vendere. Hanno la precedenza, che vengano da destra da sinistra o da sotto o da sopra. Hanno la precedenza in ogni caso, e ti viene da tirare una caterva di porchi, ma non lo fai perché non c’è motivo, non ti sentono. I vecchi sono sempre sordi.
I vecchi chiedono sempre permesso, e se li fai passare avanti, perché hanno
fretta. Poi non hanno niente da fare, ma devono assolutamente passare avanti perché hanno più fretta di tutti.
I vecchi si trovano all’osteria, non al bar. Oppure da Nanni, o dalla Sporca, o dai Onti, che sono osterie e non bar. Il supermercato non ha nome, non è Billa o Conad: è Zoppè, o dalla Mora. Quella casa lì non ha una collocazione nello spazio geografico del pianeta, è vicino alla casa del Mancio e a quella de so fia dea Pacee. Si capiscono molto meglio così. Il blu è
blè.
Starebbero a giocare a carte fino a mattina, ma quando sono le 10 gli viene sonno e vanno a casa, e si gingillano le chiavi in tasca senza tirarle fuori, e poi pagano il rosso con le monetine contate. I vecchi fumano una volta ogni tanto, un po’ di pipa, un po’ di tabacco.
No go pi el fisico.
I vecchi vanno a fare la spesa in bicicletta, quella arrugginita ma che ti ci affezioni perché hai la stessa da trent’anni. Hanno voglia di vedere gente, escono fin che possono. E sorridono quando fai una battuta perché sono vecchi.
Gli anziani non ridono. Sono antipatici. Preferisco i vecchi. I vecchi fanno ridere e sanno ridere.
I nonni sono vecchi, non sono anziani.
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