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Tuesday, October 11, 2005 - ore 12:31
45 ore - day two
(categoria: " Musica e Canzoni ")
orbene ieri sono passato solo in serata, portandomi dietro il contrabbasso. Arrivato sul posto la maratona era in
fase blues, col buon
Jojo Menon alla chitarra. Dopo poco è arrivato anche
Matteo Titotto (
teo8 per gli spritzini) e ho deciso con lui di fare una puntatina sul palco.
In relatà s’era già passati ad una fase un po’ sullo psichedelico/elettronico, per cui il contrabbasso forse non era proprio il suo, però ormai ero in ballo...
Siccome ho culo, anche stavolta mi son ritrovato circondato da batteristi (il buon
Pat -ripresosi dopo una sana dormita pomeridiana-
Marco Campigotto e
Andrea Varotto). Ovviamente l’assalto sonoro ha reso il controllo dell’amplificazione del contrabbasso (che -ricordo- è uno strumento
acustico) un filo difficile, se non quasi impossibile. Ero sempre sulla soglia del feedback e spesso dovevo stoppare le corde che innescavano delle vibrazioni pazzesche.
Infatti nei momenti più puramente ritmici (cioè quando solo Pat e gli altri suonavano dei fill di batteria e io ci andavo dietro, ma senza che tutti gli altri musicisti suonassero a tutto volume) mi è andata un po’ più liscia...
Parlando di altri musicisti non posso non citare la presenza di quello che se non ho capito male, è un ospite di un certo riguardo, alla
Warr Guitar (
Questa roba qua... )
Questa strana apparecchiatura della famiglia degli strumenti cordofoni a percussione è una specie di incorcio fra lo
stick (
questo) e una normale chitarra, cosa che permette di suonarlo non solo in tapping (come lo stick, appunto) ma anche arpeggiandolo o col plettro.
Vabè... contenti loro...

Comunque, sto ospite, di cui però non ho fatto a tempo a capire il nome, è stato sul palco per parecchio tempo, spaziando dalle atmosfere blueseggianti a quelle più elettroniche ed industrial. Decisamente un tipo versatile... oggi indagherò meglio su chi è e che minchia fa...

A proposito di atmosfere industrial... ad un certo punto durante la serata lo smanettatore folle di computer
Alessandro Bovo ha dato una piega decisamente "daft punk" alla faccenda (fra l’altro dopo un intermezzo più puramente jazz, con
Pietro Valente alla batteria,
Sebastiano Fischetti al contrabbasso e
Claudio Conforto al piano); lo spritzino
espinoza (ovvero
Marco Spinetta) che si era avvicinato al palco per suonare jazz, si è trovato coinvolto in un assalto sonoro alla Chemical Brothers, che però non lo ha intimidito affatto!

...ed è andato giù di distorsore a manetta!

Poi, ad un certo punto è scattato l’
happening!
Come ad ogni come in OGNI maratona organizzata da Chris Boulet, c’è stato il momento della rasatura. Cioè l’uomo si fa rasare a zero i (pochi) capelli che ha.
La volta scorsa Tony levin non si è prestato alla cosa... cioè era sul palco a suonare ma non si è messo a rasarlo... invece stavolta il buon Mastelotto ci si è messo con gaudio! Rasoio elettrico E VIAAA!

E vabè... inontrandosi nella notte gli ospiti sono stati numerosi e variegati, da
Paolo Andriolo al basso a
P.Mike III degli
Hypnoise (
costoro...) e (ovviamente)
Willie Oteri alle chitarre, a
Alberto Polese alla cornetta (più un tipo con un gigantesco basso tuba, che però non ho avuto occasione di conoscere...)
Quando ho deciso di abbandonare il locale ho visto che stavano sistemando delle percussioni... sia tradizionali che autocostruite... immagino che la nottata abbia preso una piega fra il tribale e l’industrial, ma non potrei giurarci...
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