
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, October 17, 2005 - ore 10:10
shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Forse non avrei dovuto farlo, forse potevo starmene dov’ero; era semplice, bastava ascoltare tutte quelle voci, -
l’università, il lavoro, la strada da seguire - ciecamente fidarmi e affidarmi a loro. Bastava così poco, era tutto li in bella copia, in bella grafia per di più, chiaro e conciso –
per non sbagliare per non confondere - carta bianca e inchiostro nero, poche semplici parole che non potevano essere fraintese; tu noi tu noi, verbi coniugati tutti allo stesso modo -
imperativi, impegnativi. Eppure io, nonostante le pressioni, nonostante i consigli, nonostante le voci -
mille voci e mille suoni - … non me ne sono resa conto all’inizio, credevo di essere esattamente come avevo deciso di essere, come era stato stipulato, come era stato prefisso –
da loro, non da te. Credevo di essere come volevano che fossi, mi comportavo come se quello fosse stato il mio percorso –
linea bianca continua non sorpassare divieto di svolta.
Solo che poi, senza accorgermene, senza nemmeno pensare a cosa stavo facendo, istintivamente, ho iniziato.
Non se lo aspettava nessuno –
e chi volevi che ci pensasse con tutto quello che ti avevano messo in testa per fartela pesante - ho cominciato ad alzarmi nell’aria, a camminare a un metro da terra. Alcuni non se ne accorgevano, vedevano solo il capo ancora ben ancorato alle spalle –
anche l’anatomia diventa un’opinione. Non guardavano i miei piedi… i miei piedi leggerissimi su due nuvole, che se ne andavano per conto loro, che non gliene fregava niente di farsi vedere la sopra. Tanto avevo deciso, senza saperlo –
senza avvertirti – di
volare.
Adesso volo. Forse un giorno la mia immaginazione si esaurirà, e smetterò di fantasticare, di sognare ad occhi aperti. Non avrò più tutto questo entusiasmo galattico di imparare conoscere e studiare, scrivere sarà un compito e non un piacere. Forse quel giorno sarò una persona finita.
Non permetterò che accada. Ho imparato a volare –
volare. Il sogno di Icaro io l’ho realizzato senza fatica.
Un giorno prometto che scendo. Ma non sarà mai per sempre. Giusto un ciao. Sono sempre io.
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