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Monday, October 17, 2005 - ore 10:20
You were driving circles around me
(categoria: " Pensieri ")
mattonella di Nizza, courtesy of Leila Quelle piccole cose della musica. Come quando, ascoltando un remake fatto dagli Stones di un pezzo di Dylan, c’è l’Hammond in sottofondo al ritornello, che suona note
rassicuranti. Una chitarra "invisibile" all’inizio del bridge della
favola di Adamo ed Eva, che la prima volta senti solo in cuffia, poi distingui in mezzo al casino di tutti gli altri suoni ed ami. Un vibrafono in sottofondo alle ultime note di
Little Wing, il lamento in loop alla fine di
Black. Il modo di uscire e rientrare della chitarra elettrica tra le strofe di
Let me in.
Ognuno può percepire qualcosa di diverso, con quei "suoni strani", o suoni - civetta, può anche pensarli come è più giusto, umile e corretto, forse, semplici segni della creatività dell’autore. Ma una volta sentiti, forse, non può fare a meno di notare solo quelli, in un pezzo, candeline da aspettare a spegnere su una torta di compleanno, finché il resto del mondo ha finito di cantare
tanti auguri come riesce. E saranno quelle candeline con la loro fiamma che oscilla che ricorderai, riguardando il filmino e le foto di gruppo.
Con le sette note, come succede, a volte, con le persone.
BUNGEE JUMPING - AFTERHOURS
Cadere all’ingiù, vedere da lì
Le cose al contrario su te
Cadere più giù, cadere con te
C’è un circo che ci abbraccia intorno a noi
La tigre sarà la stabilità
Non dargli mai le spalle se vuoi
Che tutto sia ok fra voi
Qui nell’aria puoi capire
Quando è tardi per cambiare idea
E’ troppo tardi per sentirmi nuovo
Tardi per sperare
E’ troppo tardi per cambiare ancora
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