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Tuesday, October 18, 2005 - ore 20:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Please Please me...
Pubblicato il 22 marzo 1963



Dopo un onorevole 17° posto in classifica di “Love Me Do” e il trionfo di “Please Please Me”, l’incontentabile produttore George Martin dichiarò che il successo ottenuto sarebbe stato consolidato con la pubblicazione di un album. Chiese ai quattro, cosa fosse possibile registrare con immediatezza e alla fine gli portarono il loro spettacolo dal vivo che a quei tempi doveva essere qualcosa di straordinariamente raffinato. Egli calcolò che in un’unica sessione giornaliera, i Beatles sarebbero riusciti a registrare l’intero album.

Infatti Please Please Me è un album registrato interamente in presa diretta, tuttavia, George Martin, riuscì a catturare il vero suono dei Beatles? Ovvero, quello che noi oggi ascoltiamo attraverso l’album, rispecchia veramente il sound che i Beatles proponevano dal vivo? Chissà… personalmente ritengo che suonare in uno studio ed esibirsi dal vivo siano due circostanze diverse per numerosi fattori:
1) esibirsi dal vivo, l’adrenalina sale e la precisione di esecuzione che l’album evidenzia, vengono a mancare rispetto ad una performance in studio.
2) Il suono di Please Please Me è notevolmente “addolcito” dalla chitarra acustica di Lennon mentre dal vivo egli usava esclusivamente la Rickenbacker elettrica collegata al mitico Vox AC30 che tra l’altro è privo del riverbero, cosa che nel disco è presente in grande quantità.

3) i Beatles eseguirono numerose “take” di quasi tutte le canzoni prima di raggiungere l’ottimizzazione del brano fatta eccezione per “Boys” cantata da Ringo, che fu data per “buona la prima”.
4) circa 9 pezzi hanno subito trattamento di sovraincisione di pianoforte o armonica o percussioni etc. e pertanto affermare che Please Please Me sia un album dal vivo, sia azzardato e improprio. Resta tuttavia un grande album dove ancora oggi le canzoni suonano fresche, genuine e sincere, alcune spanne superiori agli standard dell’epoca nel suo genere. Sarebbe veramente interessante sentire le stesse canzoni suonate da loro, sopra un palco. Qualcosa di reperibile esiste tra le registrazioni della BBC e alcuni live dell’epoca.

Resta da sottolineare la grande impresa di dieci ore continue di sala d’incisione a suonare e a cantare. Nella mia “nutrita” collezione di dischi e cd di rarità, è presente un cd delle versioni alternative di alcuni pezzi dell’album Please Please Me. È affascinante sentire in studio i Beatles all’opera e rende l’idea dell’atmosfera nervosa e frenetica dell’incisone. Lennon è afflitto da un potente raffreddore evidenziato da starnuti, colpi di tosse e dai dialoghi tra una canzone e l’altra.

Sulle take di “I Saw Her Standing There” gli assolo di George Harrison sono improvvisati e differenti su ogni “take” e Paul rimprovera Ringo perché sta suonando la canzone troppo veloce. Ringo dal canto suo ribatte a Paul che ha sbagliato un verso. Paul replica che la canzone è troppo veloce in ogni caso. Ma la “chicca” arriva quando Paul , al terzo errore di Ringo si irrita e stizzito, a voce alta conteggia il tempo iniziale ONE! TWO! THREE! FOUR!. Questo “incidente" fu poi inserito sulla versione finale perché si rivelò talmente carico di energia e di grinta che fu giudicato ottimo per aprire l’album.
Ecco la track list: I Saw Her Standing There è ancora oggi un classico del rock & roll paragonabile a quelli di Elvis e soci dei 50". Segue “Misery”, una simpatica canzoncina cantata a due voci un pò vittimistica che dice: Il mondo mi tratta male, maledizione! Sempre col naso chiuso Lennon canta “Anna” una cover di un certo Arthur Alexander, George è la voce solista di “Chains” altra cover, e Ringo in un colpo solo canta ”Boys”. La facciata A si chiude rispettivamente con “Ask Me Why” lato B del 45 giri “ Please Please Me apprezzabile per le armonie vocali e e la stessa Please Please Me.

Sul lato B vengono inserite anche “Love Me Do” e “P.S. I Love You” il “first single”. John Lennon in veste di grande vocalist canta superbamente “Baby It’ You” supportato dai “Chalalala” di Paul e George. Notare che il pezzo è di Burt Bacharach.
Belle armonie vocali anche per il “walzer lento” “ A Taste Of Honey”. Il pezzo riconoscibile perché era la sigla di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Naturalmente quella della trasmissione radiofonica è una versione swing velocizzata ed eseguita con trombe e orchestra.
Lennon scrisse per la voce di George “Do You Want To Know A Secret”, portata ai vertici delle classifiche da un altro artista della scuderia di Brian Epstein, tal “Billy J. Kramer” e i suoi “Dakotas”. “There’s a Place” è una bella canzoncina tra l’altro con un bel testo ma che risulta piccolina a quello che si andrà sentire dopo poiché le cose andarono più o meno così: terminata la sessione Martin disse che per completare l’album serviva un altro pezzo. La canzone “Hold Me Tight” (reperibile sul secondo album With The Beatles), nonostante i 13 tentativi, fu scartata e qualcuno, forse il road manager Neil Aspinall suggerì di fare un pezzo con il quale i Beatles usavano chiudere i loro concerti, “Twist And Shout!” una cover degli “Isley Brothers’”, un gruppo di neri nel quale militò anche Jimi Hendrix, scacciato perchè oscurava la figura del leader, Mister Isley.

Ma dopo 10 ore di canto continuo la voce di Lennon, influenzato, era ridotta ai minimi termini e quindi non bisognava sbagliare nulla. Ebbene quello che rimane su disco è il risultato di quella straordinaria performance di un John che si strappa le corde vocali dalla gola nell’urlare la canzone. Probabilmente il vero suono dal vivo dei Beatles denominato “da centrale elettrica”, credo sia racchiuso tutto in questi 2 minuti e 30 secondi.

Il ricordo di quando ho sentito per la prima volta “Twist And Shout” nella versione dei Beatles è ancora ben vivo e risale verso il 1977 circa. A quei tempi possedevo la “Raccolta Rossa 1962-66”,

quella “Blu 1967-70” e il secondo album “With The Beatles”.

Una mia amica mi regalò un disco di un gruppo inglese che imitava i Beatles, tali “The Typhoons” e che conteneva per l’appunto “Twist And Shout” in una versione più veloce e cantata in maniera leggera rispetto a quella dei Beatles, come un twist alla Peppino Di Capri per intenderci. Il pezzo mi piacque molto e quindi mi recai al “Discobolo”, un negozio di dischi che si trovava in prossimità delle piazze che ora non esiste più e mi misi alla ricerca di “Twist And Shout”.

In uno scaffale del negozio c’erano le ristampe dei 45 giri dei Beatles con le copertine di vari colori. “Twist And Shout” aveva la copertina marrone. Lo acquistai e mi recai di corsa a casa per ascoltarlo. Benché a quel tempo, mio fratello maggiore possedeva un giradischi stereo della “Rigest Riders”, io ero confinato ad ascoltare i dischi sul mio fidato fonovaligia “Lesa” a valvole perché non c’era nessuna intenzione da parte sua di farmi usare il suo. Ricordo che rimasi letteralmente folgorato dalla potenza e dall’elettricità scaturita da “Twist And Shout” che lo ascoltai ripetutamente forse per 30 o 40 volte di seguito!

Twist And Shout

Well shake it up baby now. (Shake it up baby)
Twist and shout (Twist and shout)
Come on come on come on come on baby now (Come on baby)
Come on and work it on out (Work it on out, ooh)
Well work it on out (Work it on out)
You know you look so good (Look so good)
You know you’ve got me goin’ now (Got me goin’)
Just like I knew you would (Like I knew you would)
Well shake it up baby now. (Shake it up baby)
Twist and shout (Twist and shout)
Come on come on come on come on baby now (Come on baby)
Come on and work it on out (Work it on out, ooh)
You know you’ll twist a little girl (Twist a little girl)
You know you twist so fine (Twist so fine)
Come on and twist a little closer now (Twist a little closer)
And let me know you’re mine (Let me know you’re mine)
Well shake it up baby now. (Shake it up baby)
Twist and shout (Twist and shout)
Come on come on come on come on baby now (Come on baby)
Come on and work it on out (Work it on out, ooh)
You know you’ll twist a little girl (Twist a little girl)
You know you twist so fine (Twist so fine)
Come on and twist a little closer now (Twist a little closer)
And let me know you’re mine (Let me know you’re mine)
Well shake it shake it shake it baby now (Shake it up baby)
Well shake it shake it shake it baby now (Shake it up baby)
Well shake it shake it shake it baby now (Shake it up baby)

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