
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, October 19, 2005 - ore 11:44
dizionarismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi divido tra pensieri coerenti all’universo dello scibile e ingegnosi filosofeggiamenti su assurde teorie che mi sfidano quotidianamente sotto forma di libri scritti da professori in cerca di gloria. Mi chiedo: perché teorizzare tutto e trasformare tutto in scienza?
Manie di protagonismo, tipico. Intuito ed estro non sono scienza, come non lo sono la fantasia e l’immaginazione. Allora perché codificare ciò che è sogno e non scienza? Esistono cose che non rientrano in categorie ed elenchi puntati, ci sono contaminazioni continue e innumerevoli eccezioni, e la mia preplessità aumenta.
Professori... Mi costringono a studiare teorie inventate
(cristoddio non stanno nè in cielo nè in terra) per sentirsi scopritori di arche perdute, eletti, eccelsi. Quando basterebbe chiamare le cose col loro nome.
Mi sono recentemente imbattuta in un dizionario favoloso:
Dizionario delle Lingue Immaginarie, Aga Magèra Difùra si chiama, edito da Zanichelli. Ci sto perdendo le ore. Perdendo in senso metaforico, tutto di guadagnato. Gente che si siede alla scrivania, accende la lampada da tavolo, carta e penna e butta giù un alfabeto, una grammatica, un lessico, così dal nulla.
Poi parla dei Pazzi Letterari, e allora li gaudio magno. Scritto a misura di Shaula. Viaggio in mondi inesistenti ma reali, diventati reali, nati dalla follia. O dal genio. E la mia idea su
genio e follia si rafforza giorno dopo giorno. Dare vita a un sogno, un’isola che non c’è, e costruirle un popolo, una lingua, una storia. Senza sentirsene padroni, ma cittadini onorari.

Nel momento in cui dovessi vedere un libro simile, e rimanere impassibile, sparatemi.
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