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![]() algot, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Giornalista Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO Più cose in cinque anni di giornalismo dell’androide di Blade Runner STO ASCOLTANDO il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sull’amore ABBIGLIAMENTO del GIORNO sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario ORA VORREI TANTO... Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone STO STUDIANDO... un benemerito cazzo OGGI IL MIO UMORE E'... generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso... MERAVIGLIE 1) ...i "Desfo Sprissss Party"... BLOG che SEGUO: Davidoff RickyM. Momo raggioverde narra lucy lasvampita BOOKMARKS Il 13 aprile nessuno al voto (da Informazione / Agenzie di Stampa ) Appunti universitari padovani (da Studiare a Padova / Guide Universitarie ) UTENTI ONLINE: |
Sunday, June 15, 2003 - ore 09:22 Razzismo stop, no agli sgomberi Gli attivisti di Razzismo Stop hanno incontrato ieri mattina il vice prefetto Giampiero De Simone: tema della riunione, a cui hanno partecipato anche una delegazione di cittadini extracomunitari, le sorti delle sei famiglie di origine africana che da domenica scorsa abitano nella palazzina occupata di via S. Pio X in zona Città Giardino. Gli attivisti e le famiglie hanno consegnato nelle mani del vice Prefetto un appello, in uno dei passaggi di questo documento si legge: «Siamo sei famiglie, in tutto 20 persone, alcuni di noi sono scappati dal ghetto di via Anelli, altri sono scappati dalla strada, siamo uomini donne e bambini con regolare permesso di soggiorno, e alcuni di noi con lo status di rifugiato, che abbiamo deciso di lottare insieme per un diritto fondamentale: la casa! Lavoriamo e paghiamo le tasse come tutti, abbiamo chiesto una casa al Comune e alle agenzie immobiliari, senza ottenere risultati, ed esasperati dalla vita in via Anelli, e dalla vita in strada dove non era più possibile vivere, soprattutto per i nostri figli, spinti dalla disperazione abbiamo deciso di lottare insieme con coraggio e determinazione per un diritto che è fondamentale, per tutti, ed è di tutti: la casa! Sicuramente i principali responsabili del fatto che tante persone vivono senza casa, o in situazione di sovraffollamento e ghettizzazione come via Anelli, sono le Istituzioni e le realtà economiche e produttive interessate al fenomeno immigrazione, incapaci di esprimere una politica adeguata alla gravità del problema e, tra questi, anche tantissimi proprietari privati che tengono le case o addirittura intere palazzine, vuote per anni. Noi, domenica 8 giugno, occupando una palazzina di proprietà privata, vuota da 10 anni, abbiamo voluto aprire un nuovo fronte all’interno della battaglia per il diritto alla casa, abbiamo voluto far capire alla città e alle istituzioni che il problema della mancanza di case è tragicamente serio, perché ci sono migliaia di persone senza casa, perché senza una casa dignitosa dove vivere, non c’è vita, non c’è futuro, perché di fronte ad un così grande bisogno di casa è una vergogna che le case restino vuote. Ci auguriamo che la città di Padova sia in grado di guardare al di là della questione legale- illegale, non pretendiamo che tutti condividano, semplicemente chiediamo di capire i motivi che ci hanno spinto ad occupare, e la battaglia che stiamo portando avanti». Una soluzione pacifica dell'occupazione, con un contratto di affitto comunitario a canone calmierato per sei mesi o un anno: questo chiedono gli attuali occupanti della palazzina di Città Giardino. Ora si attende risposta, che potrebbe essere un sì con un accordo oppure un no, con conseguente sgombero da parte della polizia. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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