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franz79, 27 anni spritzino di Prov. Rovigo CHE FACCIO? Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO vasco rossi ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Friday, October 21, 2005 - ore 12:11 Vediamo un pò questa devolution, approvata ieri alla Camera. In realtà il trasferimento alle Regioni di alcune materie è solo un aspetto della riforma costituzionale. Le nuove materie attribuite in esclusiva alle Regioni sarebbero: a) assistenza e organizzazione sanitaria; b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche; c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; d) polizia amministrativa regionale e locale; e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato». Il punto d) lascia molti dubbi: che cosa intendono per polizia amministrativa regionale? Avranno forse guardato troppe puntate di "Walker Texas Ranger"? Avremo i rangers veneti? O saranno solo vigili urbani, come assicurava ieri un ministro, per la gioia degli automobilisti? Per quanto riguarda il punto a): norme generali sulla tutela della salute spettano in esclusiva allo Stato, così come la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; alle Regioni vanno assistenza e organizzazione sanitaria; infine i punti b) e c), cioè la scuola: lo Stato emana in esclusiva le norme generali sull’istruzione; le norme di principio sull’ istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale. Le Regioni avrebbero in esclusiva l’ organizzazione scolastica, la gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche; la definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione. Da una parte si afferma l’autonomia degli istituti scolastici, dall’altra si affida anche alle Regioni la definizione dei programmi. E così finalmente a scuola studieranno i dialetti (rectius: le lingue nazionali). COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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