Salve a tutti! Torno ad aggiornare il blog dopo un silenzio di otto giorni; nel frattempo, il 20 ho
consegnato in presidenza la mia
tesi di laurea e spero di sapere
entro una settimana il giorno esatto della
discussione. Continua il
labor limae, non vorrei ci fossero errori; sto inserendo le note a pie’ pagina e sto sistemando la bibliografia.. La tesi è in Teorie e Tecniche del Linguaggio Radiotelevisivo, un’analisi sulla
musica in TV dal 1980 ad oggi con più attenzione verso le reti
generaliste anche se, ovviamente, non si può trascurare del tutto MTV. Discoring, Mister Fantasy (trasmissione pionieristica RAI che ha portato il
videoclip sugli schermi italiani), Superclassifica Show, Dee Jay Television, Be Bop A Lula (e tutti i successivi programmi di Red Ronnie tra nostalgia e innovazione), DOC, ma anche i grandi eventi live, i media events (il tanto amato e odiato Festival Di Sanremo ma anche la musica dell’estate del Festivalbar, arrivando fino al Primo Maggio e al Pavarotti and Friends), i
revival ciclici (gli anni Ottanta riprendevano i Sessanta, gli anni Novanta, con Anima Mia, hanno mostrato la nostalgia verso le sigle, i telefilm e la musica dei Settanta e il Duemila ha rivisto il boom degli anni Ottanta),
fenomeni di costume come il famigerato
Karaoke e Non è la RAI arrivando fino ai tanti, troppi reality show che provano a lanciare nuove leve (Amici, Saranno famosi) e recuperare cantanti a volte ingiustamente dimenticati.
Il
contributo di due artisti che ho intervistato, Ivan Cattaneo e Sergio Cossu (ex tastierista dei Matia Bazar), arricchisce il lavoro con riflessioni sul trattamento della musica di ieri e di oggi e avrò presto modo di dedicare loro dei post: del primo è appena uscito un album nuovo dopo
tredici anni, dei Matia è stata da poco riproposta la doppia Studio Collection (EMI). La scorsa settimana ho rivisto i Soul Blade al Greenwich e si sono riconfermati una cover band decisamente interessante (che funziona al meglio con i classici dei Deep Purple). Meno entusiasmanti gli Effetto Placebo visti al DNA venerdì... Oggi si torna al
Banale invernale come ai vecchi tempi, e
domani mattina mi attendono le lauree di due colleghi (uno è Zeit!). Grazie per i
commenti alle
recensioni che ho pubblicato: le prossime riguarderanno Editors, Echo And The Bunnymen, i Rolling Stones, Franz Ferdinand, Stevie Wonder (dopo dieci anni di attesa), gli Starsailor, Barbra Streisand, Simply Red,
Kate Bush, Rick Astley e qualche antologia particolarmente meritevole. Ci sarà spazio anche per alcune
letture: Angeli da un’ala soltanto del giornalista freelance romano Sciltian Gastaldi, Lunar Park di Bret Easton Ellis (quello di American Psycho...), Moni Ovadia e L’impero dei draghi di Valerio Massimo Manfredi.