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Friday, October 28, 2005 - ore 15:46
Parte V
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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Limmagine di Bianca Jagger che galoppava su uno stallone bianco allinterno del club in occasione del suo party di compleanno fu solo la prima di una serie di sbalorditive istantanee che la gente comune divorava, sognando di potersi un giorno spingersi tra le sacre mura di quel santuario. Non era facile. Lo Studio 54 fu la prima discoteca a promuovere lodiatissima politica della selezione allingresso. Il fatto di andare lì con in tasca i dieci dollari del biglietto non significava automaticamente che si fosse sicuri di entrare. Di certo si doveva sostare dietro quelle intimidatorie transenne di velluto, mentre il gran capo dei buttafuori Marc Benecke, o il suo vice Al Corley (futura star di Dinasty e cantante HI-NRG di Square Rooms), decideva se eri abbastanza bello, abbastanza oltraggioso o abbastanza famoso per essere ammesso. Rubell chiamava questa procedura "pulire linsalata". Non voleva che nessun gruppo fosse prevalente allinterno della pista da ballo e aveva istruito il personale alla porta affinché venisse introdotta una quantità equilibrata di neri, travestiti, celebrità, gente normale, modelle, gente dei sobborghi, sballati e anziani. Se ti chiamavi Andy Warhol, Liza Minnelli, Truman Capote, Halston, Calvin Klein e Diana Ross, lingresso era automatico. Ma le transenne di velluto si aprivano come il mar rosso di fronte a Mosé anche se eri uno di quei tipi fantastici con un proprio stile inimitabile come Disco Sally, il settantottenne ex avvocato che era anche un ottimo ballerino di hustle. O come Potassa, il travestito spagnolo, o la Rollerina la stella dei pattini. Tutti gli altri - "la gente grigia", secondo la definizione di Rubell - dovevano mettersi in fila e sperare. Non ti sei sbarbato? Te lo puoi scordare! Indossi un coordinato in poliestere? Vattene e non tornare più! Durante una storica notte fu rifiutato lingresso persino a Cher. Rubell sapeva che non si rendeva esclusivo il club, più la gente avrebbe fatto follie per entrare. Sapeva anche che la folla ammucchiata fuori dal locale era parte integrante della messinscena disco, né più né meno dello spettacolo délite allinterno.
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