
Il_Nano, 22 anni
spritzino di Padova/Taranto
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"Nasco, Cresco, Appassisco: la vita di merda di un fiorellino"
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una mucca riversare una montagna di merda su un fiorellino
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un mio rutto che ha fatto tremare il fiorellino che ho nel vasetto qui difronte
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un fiorellino di donna... ammicco

STO STUDIANDO...
la psicologia congenita di alcuni casi patologici di fiorellini nati malati o semplicemente con qualche petalo di meno e che non riescono ad accettarsi
OGGI IL MIO UMORE E'...
floreale

ps: so che quelle sono foglie, ma non si può dire un umore "foglieale", quindi non rompete!
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Friday, October 28, 2005 - ore 17:54
La genesi dell’Amore
(categoria: " Riflessioni ")
Da qualche tempo c’è una domanda che come una zanzara ronza nella mia testa passandomi vicino le orecchie non appena cerco di dimenticare che esiste per poter addormentare per un attimo il mio pensiero che desidera riposo come alternativa alla mancanza di risposte. Mi continuo a chiedere come sia nato l’amore. Qualcuno dovrà pur averlo inventato... si, insomma, qualcuno dovrà pur avercelo messo dentro, anche se si è dimenticato il libretto di istruzioni... a qualcuno dovremo pur dare la colpa quando non funziona. Insomma, come cavolo ha fatto Adamo ad inventarsi una roba del genere? Qualcosa che potesse rendere le persone felici e tristi, potesse salvarle e ucciderle, potesse creare e distruggere... qualcosa che fosse il più grande controsenso di tutti, adatto alla natura umana più di qualsiasi altra cosa. Come ha fatto Adamo, o chi per lui, a pensare questa cosa, a provarla su se stesso... quale combinazione di pensieri, sguardi, suoni, odori, gusti, sensazioni hanno potuto impastarsi e dar vita a quel sentimento. Forse la vista dell’Eden... o forse la sua cacciata da quel posto... infondo l’amore non è questo? La ricerca di qualcosa che si è perduto e che si vuole ritrovare? Che sia un posto, l’altra metà della mela, Dio, non ha importanza. Non so chi spiegava così questo sentimento: siccome noi veniamo da un’entità che è tutto, quando assumiamo forma materiale staccandoci da essa, perdiamo così tanto che la nostra vita altro non è che una ricerca, futile ovviamente, delle cose che ci sono state sottratte. Ed è così che noi desideriamo e amiamo tutto ciò che pensiamo possa completarci. O meglio, tutto ciò che sembra poterci completare... sembra. E come l’assetato che si berrebbe un intero mare pensando di dissetarsi, noi ci tuffiamo senza pensare in cose e persone che pensiamo possano dissetare la nostra sete di completezza. Ma questo è un altro discorso. In definitiva, come al solito, non so chi o cosa abbia toccato nel cuore di Adamo in tasti "giusti" (le virgolette sono d’obbligo) per accendere in lui questo qualcosa di così misterioso: forse il suo stato di semi-completezza che gli suscitava quel sentimento di beatitudine, che porta lo stesso nome di quello che provoca infinita dannazione in chi lo stato di completezza non riesce neanche a sfiorarlo, ma che imperterrito ci prova; forse la gelosia di ciò che aveva; forse, semplicemente, un’entità cinica...
ps: o forse Eva faceva dei pompini allucinanti!?
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