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Saturday, October 29, 2005 - ore 19:25
Aiuto mamma! Un pollo!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Influenza aviaria; un tema che occupa le prime pagine dei nostri giornali da qualche tempo. Il nuovo virus isolato in alcune specie aviarie del sud-est asiatico rischia, se pervenuto in Europa, di provocare fino a 150.000 morti. Le autorità si dicono molto preoccupate e grandi scorte di vaccini si stanno stipando nei magazzini statali; molte nazioni si attrezzano in vista di una possibile pandemia. Alcuni governi hanno chiesto ufficialmente ad alcune fabbriche farmaceutiche di aumentare la produzione di vaccini per poter coprire, eventualmente, tutta la popolazione a rischio.

Ma cos’è, esattamente, questa "influenza aviaria"? Vediamo alcuni punti.
1 -
NON è trasmissibile da uomo a uomo
2 -
NON si contrae mangiando carne di pollo
3 - La carne cotta, comunque,
NON potrebbe ospitare questo tipo di virus.
4 - Il contagio è possibile
SOLO dopo lunga convivenza con capi aviari in condizioni igieniche molto degradate.
5 - L’Italia
ESPORTA, e non importa, polli.
6 - Con normali cure mediche
NON è mortale.
7 - Il
90% delle influenze abituali sono di origine aviaria. Negli ultimi dieci anni ce ne è stata una all’anno, e nessuna di queste ha dato alcun problema.
8 - Una pandemia
NON è necessariamente mortale. E’ solo un tipo di malattia diffusa a livello globale.
9- I morti accertati di influenza aviaria nel mondo sono al momento poco più di una
trentina. Le
patatine fritte, ogni giorno, fanno più morti.
Eppure.
1 - Il settore avicolo italiano, uno dei più importanti della nostra economia agricola, ha subito un crollo del
60% in due mesi.
2 - Milioni di euro si stanno spendendo per cure mediche principalmente inutili.
3 - Migliaia di persone si stanno vaccinando senza motivo, nonostante gli unici soggetti - molto lontanamente - a rischio infezione siano gli allevatori di pollame senza adeguate protezioni mediche e igieniche.
4 - I mezzi di informazione continuano a saturare l’etere con messaggi allarmistici.
Che dire di tutto questo sconfortante scenario? Forse solo una cosa: dei polli c’è sul serio da aver paura, ma non di quelli con le ali.

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