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Friday, November 04, 2005 - ore 22:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Cosa c’è che non va ? Io non lo so e tu ?


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L’angelo e il diavolo
di selin(bio.)


Immerso nel sonno,sacro ristoro,accompagnato dal dolce silenzio,il più bel donodell’amara solitudine,s’inoltra la mentenel vorticoso turbinedell’oscuro tunnel delle tenebrees’inabissa negl’inferi profondidella più bieca fantasiadell’umana mente!Quivi dispersouna voce tuonantemi suona alle tergae un bagliore splendentedi fuoco sanguignofende l’etere oscuro.Voltatomi gli offro lo sguardoemi si para dinanziuna creatura infernale:nari dilatatesputano fumo,denti aguzzigrondano sangue,corna possenti,ali di tenebra oscurae voce di vorace belva!Sputando fiaccole di boccatuonando la vocecol puzzo di cadaveri putrescentimi guarda cogli occhi infuocatie mi parla:"vieni a colui che m’invia,invocalo e adoraloe sarai il principe della ribellione,il sacerdote delle tenebre,il portatore del male!"Indietreggio spaventato a tale visione,poi avanzo guardando la brutale creaturaeaggrottando la frontechiedo:"ma a parte di chiedermicurioso e ignorantecosa sia cotanto male?ciò che io noto è ches’io m’inchinassied adorassi qualcosa o qualcunoche ribellione sarebbe?Ma soprattutto,perché il ribellarsi fine a sé stesso?che altro non èche un dimenarsi come un ossesso!?"Al che egli prende la mia mano,i suoi grossi artigli roventine sfiorano il dorsoepotente spicca il volotrascinandomi con sé!Volando nell’etere caldo e rossodegli inferi infuocatisquarciamo una nube nerae giungiamo su alture montane,su alte vallatee su un picco maestosoposiamo i piedi.Sotto si staglia un paesaggio infinito:grandi città, enormi palazzi,grattacieli lucentiemasse d’uomini inermi!"Al tuo comando pongo questiaveri immensi, tu ne sarai il re!E dominerai tutto e tuttial tuo cospetto tutti si prostreranno,schiaccerai le vite e deciderai le mortiescaricherai sopra ogni soma ogni tuo affanno!"Al ché stupito rifletto,pensando a quel dono sforzo l’intelletto,poi mi rivolgo alla mostruosa creaturae senza timore sbotto:"Ma che scopo ha il dominiofine a se che non porta alcun bene,se invece di produrre vita la distrugge,se io solo con nessuno ho da dividerlo?"Mi guarda stupita l’enorme figura,il suo viso contortosi fa come di stupido ebetee prima che possa essa pensare ad una risposta,ad una congettura,s’ode alle spalle una vocepotente e soave:"Sagge parole,giusto riflesso,nessuno scopo ha il dominiose non porta all’amore,se non porta gioiacome colui che per amoreha fatto il mondoe tutti i viventi!Vieni tu a colui che t’amae che t’amava già prima che tu fossi,vieni a colui che t’ha fattoe vuole darti la vita in eterno!"Gli sguardi stupitidel demone e il miosi volgono rapidi alla sorgentedi queste che in apparenzasono parole stupendeeci si para dinanziuna figura grande e splendente:candide ali di colomba,capelli lunghi, brillanti e lucenti,corpo robusto ma non maschile,sinuoso ma non femminile,viso forte ma non virile,dolce ma non ginoide,la sua stessa voce è forte e tranquilla,melodiosa e decisama ne maschia ne femmineaetutta la figura illuminata d’azzurro splendente,brilla ed è circondata di un alone lucente!Vedendo l’angelica figurala demoniaca belvasbotta annoiata:"Ah, ecco il nunzioche viene a tramutareil mio cesto di uovain una frittata!"Ma io che già immaginavo chi e cosa fosse,chiedo lo stesso:"Chi e cosa tu sei?"eguardandomi coi suoi luminosi occhimi dice:"Io sono il messo di colui che tutto ha creato e che tutto crea,l’ambasciatore di liete novelleed alte disposizioni,l’annunziator della solennee suprema volontà del creato!Chi ha creato color che hanno creatole immense città che codesto lestofantevuol offrirti in omaggio?Chi ha creato egli ed il suo terrificante capo?Chi ha posto il respiro nei viventie li ha posti al dominio dell’Uomo?"eaprendo le braccia e le manim’invita:"Vieni a colui che per amorcrea il mondo terreno e il mondo dei cieli,vieni all’amoree vita eterna avrai!"Già nel vederlo arrivarela mia piccola mente mortaleaveva intuito dove voleva incapparel’angelica creaturaesospirandocon un fremito d’impazienzasbotto:"per me sei peggio del demone,tu ed il tuo lestofante mandante,primo perché non si reclama dirittosu ciò che s’è fatto,ma su ciò che s’è conquistato,giusto o ingiusto che sia,secondo perché chi creaper esser lodatoè un gran mascalzone e pallone rigonfio,ma poi qual fine ha l’esistere eternamente?"Egli allora mi prende la mano,la sua calda e grande,forte e di velluto,fresca e potenteafferra la miadi comune mortale,apre le immense e candide aliemi trascinanel suo turbinoso volo!Grandi vallatecon dolomitici monti,ampi giardinicon alberi verdi,fiori di svariati colori,bimbi che giocano,schizzano sotto i nostri ventrifino a giungere in un luminosissimo luogocon tanti lumi splendentidisposti a cerchioeal centro su in altoun bagliore folgorantetroneggia imperituro!Dopo aver volteggiato e librato su questi luoghi stupendi,posiamo i piedi su una nuvolabianchissima e splendente!La stupenda e gigantesca creaturacon voce soave e potente,come un tuono che t’accarezza la pelle,mi spiega la stupenda visione:"Questo è il mondo presente e futurodel potente creatore di vita,questo è il luogo di meravigliosa attesa;dopo la vita vien questo raccoglimento,mentre gli ampi giardini,sono la terra che senza più il malesi fa feconda con il soffio e la guida divina!Se crederai, ameraie ti sottoporrai a queste visioniesse diverranno anche tueeanche tu potrai viverecon la dolce e speranzosaattesa d’esse!"A tal punto la rabbia mi pervade di colpo,serro i pugnie furente sbraito:"Stupido esser divino,grande e grosso che tu sia,ho sostenuto e sostengoche il viver per quando si muoreè cosa assai meschina,che amare per il paradisoè cosa abominevole,che sottomettersi al creatoreè cosa umiliante e striscianteetu mi proponi codesta scarrellata di puzzolenti vomiti!Ti si è arrugginita la mentea te e al tuo enfio dator di lavoro,vi si son agglutinate le cervellaa te e al demonio che ci ha seguiticome silente spettatore!Che quando le opposte divine menti,le facce di una medaglia,di una virtuale monetalucente nell’animo umano,si scontrano, forse che brillil’umana saggezza?Forse è l’Uomo che qualcosa comprendees’apre audace una propria strada,una propria viacon immane fatica!"Ecco che la demoniaca belvaavanzando s’accosta all’angelica creaturaed io concludola mia furente arringaguardandoli entrambi:"Eccole quile due apparenti contraddizioni,i due opposti fasulli,eccoli color che altro non sonoche l’arcano prodottodell’umana paura,stesso principio,stesso essere,estessa basesu cui si fondaogni umana e antica superstizione!"A queste parolei due enormi figuris’uniscono insiemein un grande fulgore,si fondono in un unicobagliore splendentee da questa gran luceesce lucenteuna sagoma stranache diviene più chiarae che ricorda le umane cervella!Da questo grande cervelloesce un filamento doppio e contortoche si dipana come matassaeaprendosi buca lo spazioe squarcia il mio sogno!Qui nel suo bel mezzovedo rapide scene:lampi e materia fangosa,acqua putrida e sporcain cui nascono esseri di piccola stazza,da cui emerge vitain svariate forme e colorierapida percorrela sua evoluzione!Giunge all’era dell’umana presenzae vedo un immenso plotone d’uomini, donne,bambini, giovini e anzianimarciare fieri lungo un’immensa radura,avanza la folla verso l’orizzonteda cui emerge un livido baglioredell’astro solare in procinto di sorgerees’avvia questa follaverso la luce!In questa marea d’umane genti,di variopinte razze e colori,vedo un posto ch’è come casella vacante!"Lì vi è il mio posto!Lì vi è il mio posto!"mi dico entusiasta!Sto ritrovando chi son stato,sono e sarò,senza ulteriori esitazioni,raccolgo energieerapido schizzo nella visioneplanando nella bolla di spaziofatta a posta per accogliermi!Marcio ora fiero coi miei compari,ma alzando la testa, attratto è il mio sguardoall’angelo e il diavolo sopra di noi,mi guardano con cupa espressione sul volto,poi deflagrano in un enorme esplosioneche il cielo fa brillareei loro frammentisotto la forma di parole e leggendemolti colpisconofacendo gran copia di vittimeche imprigionate dalle loro fandonie,vivono in attesa di quando si muore!Ma molti altri come melasciano alle terga queste arcane storieemarciano fieri verso l’orizzonte di luce,lì dove un sole sta per schiarirel’alba di un nuovo giorno vitale!Lì sull’immenso orizzontescruto basi terrestri e spaziali,grandi spazi vitali,immense città di tutti,dove tutti son padroni e dominatoriepotenti astronavibucano e solcano lo spazio infinito!Bella sensazioneritrovarsi parte d’immensa moltitudine!Nè angeli né diavoli,né santi né banditi,né agnelli né lupi,noi siamo normali, comunie vili umani viventi,non esseri immortali,ma parti mortali di un unico,immenso essere immortaleche vive orgoglioso,cresce prosperosoemarcia verso l’albadi un evo gaudioso


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