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Sunday, November 06, 2005 - ore 13:48
...fra poco è anke S.Martino...nel senso ke festeggiamo il novello vino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
IL VINO TRISTE Cesare Pavese
La fatica è sedersi senza farsi notare.
Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
e ritorna la voglia di pensarci da solo.
Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
(luomo solo non può non pensare al lavoro)
ridiventa lantico destino che è bello soffrire
per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
a mezzaria, dolenti, come fossero ciechi.
Se questuomo si rialza e va a casa a dormire,
pare un cieco che ha perso la strada. Chiunque
può sbucare da un angolo e pestarlo di colpi.
Può sbucare una donna e distendersi in strada,
bella e giovane, sotto un altruomo, gemendo
come un tempo una donna gemeva con lui.
Ma questuomo non vede. Va a casa a dormire
e la vita non è che un ronzio di silenzio.
A spogliarlo, questuomo, si trovano membra sfinite
e del pelo brutale, qua e là. Chi direbbe
che in questuomo trascorrono tiepide vene
dove un tempo la vita bruciava? Nessuno
crederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezze
su quel corpo e baciato quel corpo, che trema,
e bagnato di lacrime, adesso che luomo
giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme.
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