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Tuesday, November 08, 2005 - ore 13:03 Mi permetto di criticare lultimo album di Paul McCartney "Chaos And Creation in The Back Yard". Tutte canzoncine che si susseguono una dopo l’altra di una leggerezza estrema, fatte da melodie abbastanza “ruffiane”e da continui richiami a brani dei Beatles, quasi da rasentare il plagio. Ne ho anche per la produzione, che ritengo assai carente su alcuni punti per il fatto che Paul, ha ancora la sfacciataggine e la presunzione di mettersi a suonare tutti gli strumenti sovraincidendoli ad uno ad uno. Risultato: batteria che sembra suonata da un principiante, assolo di chitarra elettrica pressoché inesistenti. In tutto l’album non esiste traccia che faccia decollare l’album con uno stomp alla “Figure of Eight” dei tempi di “Flowers In the Dirt”. La traccia n° 3 “Jenny Wren” è un chiaro riferimento all’atmosfera di “Blackbird” con la variante di un assolo di trombetta etnica. La traccia n° 6, “English Tea”, è un misto di tre perle beatlesiane del passato, “For No One”, “Fool on the Hill” e “Martha my Dear”. La traccia 11 “Promise to you” ha un’ introduzione e ritornello alla Beach Boys. La traccia 12 “This Never Happened Before” sembra un pezzo di Phil Collins con tanto di intro di batteria elettronica “Roland” alla “In the air tonight”. Le altre sono come detto canzoncine che via via suonano una uguale all’altra ad eccetto della traccia n° 1, “Fine Line”, una bella canzone con un pianoforte in crescente dissonanza. Attenzione, le canzoni dal punto di vista orecchiabile non sono male, anzi, Paul dimostra come sempre, padronanza della melodia e della composizione, ma nell’insieme l’album suona spento, lontano dai suoi standard rock . Ripeto, se Paul invece di intestardirsi nel suonare tutti gli strumenti e chiamasse dei validi session man, credo che il risultato sia nettamente superiore. Nota positiva, la voce di Paul sembra passare una seconda giovinezza. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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