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Wednesday, November 09, 2005 - ore 23:55



(categoria: " Vita Quotidiana ")


credo che ci siano due modi di vedere il mondo. O si vede la tristezza dietro ogni cosa, o si sceglie di ignorarla. IL tuo cuore non può spezzarsi se non lasci che il mondo ti tocchi. Non mentivo quando ho detto che non davo la colpa a Becky, quello che è accaduto non è stata colpa sua.
Fu due giorni dopo quella storia con lei che mi arrivò il biglietto aereo per New York da mio padre. Ero entusiasta di tornare li e vedere la signora Calderon, quasi speravo che fosse come l’ultima volta, come se potessi tornare il bambino di allora. Ma non appena la vidi capii che c’era qualcosa di diverso. Aveva divorziato. Sembra che il marito l’avesse tradita per quasi tutto il tempo erano stati sposati. La signora Calderon disse che potevo chiamarla Angela.
Le raccontai quello che era successo con Becky e ricordo esattamente cosa disse:"Succede in momenti diversi a seconda delle persone ma succede inevitabilmente. La cosa peggiore di quando si cresce, la sofferenza, è rendersi conto che le cose brutte possono accadere anche a noi, però è una parte della vita. Ecco perchè devi pensare che la vita è più della somma delle sue parti, ragazzino."
Riflettei su quello che aveva detto ma non aveva molto senso e soprattutto non sembrava funzionare per Angela. Mi sentivo il cuore spezzato per lei ma sapevo che era inutile. Avrei voluto fare qualcosa ma non c’era niente, niente che potessi veramente fare. L’elettricità nei suoi occhi era svanita, e cominciai a pensare che forse non si rifletteva più nei suoi occhi perché non esisteva più. Continuavano a riflettere quello che c’era in lei, ma adesso era la tristezza. Cominciai a vederla dappertutto. Tutte le faccie erano diverse e uguali, vedevo la tristezza in ogni singolo volto, sentivo il cuore che mi si spezzava in continuazione e ogni volta era come la prima volta.
La vidi sul volto di mia madre. Vidi quanto mio padre l’aveva ferita e quanto si sentiva solo e quanto voleva che io fossi felice. E’ così per tutti i genitori. Vogliono che i loro figli siano felici, ma dovrebbero sapere che finisce sempre allo stesso modo. Non so perché ma cominciai a vederla in Ryan più che in ogni altro. Il primo giorno dopo il mio ritorno lui aspettava Becky, ma lei non si fece vedere, così lo accompagnai a casa io. Il giorno dopo andai nella sua classe. Tutte le parole che gli insegnavano erano cose a cui stare attenti, non c’erano parole come fragola.. o bacio. Si veedeva che gli piaceva la ragazza che lavorava li, ma lei gli sorrideva come si fa con un bambino quando fa qualcosa di carino. Cominciai a pensare che lui sapeva, sapeva che non sarebbe mai stato un ragazzo con una ragazza come quella fra le braccia, sapeva tutto. Sapeva che nessuno lo guardava come si guarda un ragazzo normale, la gente rideva di lui o provava pena per lui. Sapeva tutto questo ma non poteva farci niente, era intrappolato.
Io non riuscivo più a dormire, non dormivo più da New York, restavo disteso li e pensavo alla signora Calderon, pensavo a Ryan e sentivo una stretta al petto, era come se stessi soffocando. La tristezza era dappertutto e non potevo fare niente, avrei voluto solo che andasse via.
Forse c’è un senso, forse in tutto questo c’è una ragione, forse in tutto questo c’è un perché , forse c’è quello che ti permette di legare tutto con un bel fiocco e seppellirlo nel cortile così in profondita da far sembrare che non sia mai accasduto. Ma niente, né un perché, né arrabbiarsi, né dire che ci dispiace, né le preghiere, né le lacrime, niente potrà far in modo che qualcosa che è già accaduto non accada. La cosa peggiore è sapere che c’è bonta nelle persone, ma per lo più se ne resta sepolta nel profondo. Forse dio non ci serve ad avere paura delle cose cattive, forse in realtà siamo spaventati dalle cose buone, perchè se non c’è un dio, significa che la bontà è dentro di noi, e potremmo essere semrpe buoni, se lo volessimo. Perciò se facciamo del male sarà perché lo vogliamo fare, o perchè lo dobbiamo fare, o forse semplicemente ci serve il male per ricordarci cos’è il bene..


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