(questo BLOG è stato visitato 20717 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Thursday, November 10, 2005 - ore 17:08
Concorso Letterario:
(categoria: " Vita Quotidiana ")
opere in concorso per categoria 3.---o---
Natale In CorsiaErano mesi che andava avanti così.
“Dai, svegliati! Tirati su!” gli dicevano. E lui voleva rispondere che non poteva, che non ne era in grado. Ma non era in grado neanche di controllare il proprio corpo, di muovere la bocca e di riferire qualsiasi cosa.
Fu colpa di uno stupido incidente in moto. Non ricordava nulla, ma aveva sentito medici e genitori che ne parlavano mentre lui era disteso su un letto d’ospedale, nutrito da flebo.
Aveva voglia di sentire i suoi amici, ma a loro non era permesso entrare nella stanza. Erano andati a trovarlo spesso e aveva sentito le loro voci in corsia, che chiedevano agli infermieri di fare uno strappo e lasciarli entrare, inutilmente.
Col passare dei giorni le visite diminuirono, finché ormai da tre settimane nessuno si faceva vedere. Del resto come biasimarli? Non potevano vederlo e anche se avessero potuto, come immaginare che lui avrebbe ascoltato tutto quello che avevano da dirgli?
Passando molto tempo da solo, iniziò a star male. Era dura essere nel pieno delle proprie facoltà mentali, ma non poter comunicare con nessuno, neanche col suo stesso corpo. Però il suo corpo poteva comunicare con lui; i suoi sensi erano ancora attivi: sentiva il materasso del letto sotto di sé, le lenzuola che lo coprivano; provava dolore quando gli cambiavano l’ago della flebo; sentiva anche il profumo dei fiori che sua madre gli portava quasi ogni giorno ed era certo avrebbe anche percepito i sapori, se avesse potuto mangiare.
L’unico senso che lo tradiva era la vista: l’oscurità in cui viveva non era semplicemente quella in cui ci si trova abbassando le palpebre. No, la sua era un’oscurità profonda che, unita alla solitudine che provava, suscitò in lui la paura. Di cosa, non sapeva dirlo. Forse che quell’oscurità fosse la morte e che lui stesse per finirci dentro. Gli metteva angoscia, quest’idea: non è la morte a venire da te, ma tu a finirci dentro, ineluttabilmente.
Però tutto cambiò: l’oscurità divenne prima luce, bianca e accecante, poi assunse la forma di una strada; una banalissima strada di città. Con banalissima gente di città.
“Toh! Un nuovo arrivato! A te com’è successo?”
“Com’è successo cosa?”
“Ma il coma, no? Questo è Coma Profondo; viene qui solo chi è in coma e sta per morire. Puoi goderti ancora qualche giorno di vita, prima di andartene.”
E lui ci credette. Non che fosse un credulone, però sentiva che era la verità. Lì tutti sembravano felici e si divertivano; nessuno pareva preoccupato dall’idea che di lì a poco sarebbero morti. Forse si divertivano proprio perché sapevano che era l’ultima cosa che potevano fare, per andarsene col sorriso.
“Che giorno è?”
“Il 24 Dicembre.”
“Ma è la Vigilia!”
“La che?! Ah già, il Natale. Qui non si festeggia”
Però tutti facevano ugualmente festa. Eppure lui pensava a tutti i suoi amici, a come erano soliti festeggiare il Natale insieme, ogni anno, da una vita intera. Pensava a come in quei giorni si sentiva attorno il calore dell’amicizia e a come era in pace con sé stesso; pensava a come amava la sua vita. E mentre tutti in quel posto sembravano felici, lui piangeva, da solo.
E così pensava sarebbe morto, senza festeggiare il solito Natale.
Poi all’improvviso il mondo scomparve di nuovo e tornò l’oscurità. “Ecco, ci siamo”.
Ma sentì delle voci: era di nuovo in ospedale.
“…entrare, cazzo!” la voce dei suoi amici. La porta della stanza si spalanca.
“Ohi dormiglione! Ora ci cacciano a calci in culo, ma che credevi? Che non passavamo a dirti Buon Natale? Ci manchi, Rob.”
E Rob pianse di gioia e malinconia. Sentì le lacrime che gli colavano sulla guancia. Tutti nella stanza le videro. “Allora ci sente!”
Quella sera in reparto ci fu un bel casino. Un cenone natalizio in piena regola! Tutti che parlavano, scherzavano e ridevano sapendo che così potevano festeggiare con lui, perché lui li sentiva.
E non ci fu un solo attimo di silenzio, finché: “Ma almeno una fetta di panettone me l’avete lasciata?”
Si sentì un po’ Cristo, quando vide l’orologio: mezzanotte precisa.
E Buon Natale a tutti.
---o---
Fottutissimi auguri di NataleAnche quest’anno e’ natale..cade anche quest’anno durante le feste e sempre il 25..un presagio di sventura..odio il natale...nn sopporto le festivita’ in generale..ma queste obbligate poi..devo fare i regali..devono farmi i regali..per me nn sono buone feste..nn voglio piu’ ricevere fottutissimi pigiami di flanella..io nn uso pigiami..ne’ giochi di societa’..come si gioca a strip-risiko ditemi voi...quando passero’ un buon natale allora sara’ un buon natale, fino ad allora fanculo il natale..babbo natale che nn porta i regali ai bambini poveri..risolve si il problema della fame nel mondo perche’ quelli che oggi hanno fame domani nn l’avranno piu’..gia’ perche’ saranno tutti morti...non ci passa cazzo per il camino..e’ una palla immondamente grande nn si vede neanche l’uccello per pisciare..se c’e’ la nebbia rischia di ingropparsi le renne..se non lo fa gia’ adesso..ma babbo natale, vestito cosi’ da garibaldino o partigiano rosso, e’ un comunista? direi di no per le case che frequenta..ma al giorno d’oggi i comunisti vestono di cachemire e lacoste alle manifestazioni noglobal..eh! i tempi cambiano forse lui li ha precorsi con un secolo
d’anticipo..grande babbo! meglio di nostradamus...Ma quasi quasi..ma si li chiedo anch’io i doni al compagnocamerata babbo natale..Vorrei.. vorrei..un lavoro strapagato e di poca presenza fisica sul luogo di lavoro a meno che nn sia frequentato da simil-modelle che fanno le segretarie o similmodelle che fanno le modelle..poi vorrei una simil modella per compagna..beh! anche una compagna decente vabbene..da quel lavoro deriva una montagna di soldi con cui avere un po’ tutti gli sfizi che riempiono la vita di colore e varieta’.. ah si! la pace nel mondo..smettetela di ridere...che tutti i bambini che soffrono nn soffrano piu’(detta da una miss universo giuro)..basta ridere se no nn riesco a finire piu’..che si possa riciclare il grasso delle liposuzioni in pastiglie per dimagrire...vorrei un sottomarino giallo e lucia nel cielo con i diamanti, zucchero marrone e campi di fragole per sempre..vorrei parlare..anzi no..vorrei solo poter guardare negli occhi e abbracciare per un altra volta sola mia nonna..sul serio..ok adesso nn piangete..per il resto...va di merda ma tiremm innanz...
---o---
Falso Natale
Conventicole domestiche,
grigiori, ipocrisie fraterne: vuote relazioni. Vuote relazioni:
il Natale.
Asetticamente dico, io, poeta infame
e temerario, io nemico
dei mafiosi. Il Natale, il Natale, il Natale;
e la Neve, la Neve, la Neve africana;
e la prostituta handicappata, bambina, futura
Maddalena innamorata.
LEGGI I COMMENTI (1)
PERMALINK