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Thursday, November 10, 2005 - ore 18:30
IL MARGINE SUGLI OSSIBUCHI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
di Davide Tessari
(Robin Editore)
Capita a tutti di trovare conforto nelle parole di qualche canzonetta. Nel
caso di chi ha unetà compresa tra i 15 e i 25 anni, lattaccamento alla
musica può anche diventare morboso. Ma se nello specifico sei un ragazzo
gay con tendenze artistiche, hai un cattivo rapporto con tuo padre e
lambiente sociale che ti ospita ha lapertura mentale di una qualsiasi
parrocchia veneta, allora cè una buona probabilità che tutto il tormento
interiore trovi il suo senso nella catarsi del testo liberatorio di "How
soon is now?"degli Smiths. Cantando con rabbia I am human and I need to be loved improvvisamente lessere un borderline diventa motivo di vanto; odi
tuo padre? Sei come Morrissey. Ti vesti di nero e hai i capelli
perennemente arruffati? Sei come Morrissey. Il tuo cuore è avvolto da un
groviglio di spine perché il tuo amore omosessuale è tanto nascosto quanto
non corrisposto? Sei come Morrissey. Ma soprattutto: sei diverso (e
contento di esserlo)! E mentre ascolti le canzoni degli Smiths, dimentichi
lagognato conformismo, puoi sentirti compreso da qualcuno dotato della
tua stessa sensibilità e sei orgoglioso di essere strano per almeno unora
al giorno, quella che passi nella tua cameretta in un pomeriggio da
adolescente. E allora perché non dilatare questoretta solitaria in uno
stile di vita?
Questa domanda deve essersela posta il protagonista de "Il margine sugli
ossibuchi", se a trentanni suonati ancora tiene saldamente incollata la
maschera di Morrissey, nonostante gli Smiths si siano sciolti da un pezzo
e letà degli assolutismi sia finita per i suoi coetanei da qualche anno.
Il libro narra della delicata e controversa fase nella vita di Marcello
Gardin, sospeso tra letà delle illusioni e quella delle responsabilità,
in unaffannosa ed angosciante ricerca di un modus vivendi che sappia
conciliare necessità pecuniarie e velleità artistiche. Cacciato di casa
dal padre, una volta palesata la propria omosessualità, e sciolta la cover
band degli Smiths, della quale era leader con devozione e orgoglio,
Marcello si ritrova con un pugno di mosche ed è costretto ad abbandonare
il nido che si era costruito per difendersi dalla gretta realtà della
provincia veneta. Senza lavoro e senza una casa, intrappolato dai fasti
effimeri del suo gruppo e da una gabbia di autocompiaciuta indolenza,
Marcello non riesce a ricollocarsi, fino a quando, fatalmente, il bisogno
di denaro lo spinge ad accettare il posto di bassista in una orchestrina
di liscio, costringendolo a subire lumiliazione di suonare pezzi del
calibro de "Il ballo del qua qua" mentre osserva beffardo il suo nuovo e
becero pubblico. Mentre la sua posa da artista maudit resiste caparbio in
un rapporto epistolare trattenuto con un vecchio fan, Marcello deve fare i
conti per la prima volta con lambiente in cui vive, un Veneto
tratteggiato con singolare attenzione e fin troppo cinismo da uno sguardo
deluso e insoddisfatto. Marcello imparerà a comprendere gli altri,
superando il suo guscio protettivo, mostrandoci sarcasticamente le
debolezze e le sconfitte delle persone che vivono intorno a lui, offrendo
una fotografia a volta amara, a volte grottesca, del Veneto in balia di
uomini daffari senza scrupoli, di mogli fedifraghe dotate di una
disperata lucidità, di omosessuali più o meno latenti e più o meno
accettati, di solitudini e squallori vari. Piccoli personaggi che cercano
un proprio riscatto personale, che arriverà per il protagonista sotto
forma di un happy ending un po frettoloso, in cui finalmente Marcello
riesce a trovare un proprio equilibrio.
Davide Tessari, autore del libro, traccia una figura di omosessuale
accettato ma lontanissimo dallavere una vera consapevolezza politica.
Lindolenza di Marcello sembra invadere anche la sfera sessuale ed
affettiva, in cui la condizione di gay è vissuta come un tratto di un
personaggio più che di una personalità. Nulla è raccontato sul suo
percorso di accettazione, ma risulta chiaro che, come per gli altri
aspetti della sua vita, Marcello abbia risolto la questione con una dose
eccessiva di cinismo che lo porta ad analizzare la sua condizione con
molta crudezza: le sue relazioni si limitano a rapporti di tipo
utilitaristico e sessuale, in cui laffettività si risolve in un intreccio
di tipo paterno. Purtroppo lautore omette la (forse) raggiunta maturità
sentimentale e pure il difficile rapporto con la famiglia è trattato
superficialmente, lasciandolo irrisolto e silenzioso. Sembra che
lomosessualità sia uno dei tanti vezzi di Marcello, alla pari dei
gladioli che si ostina a ficcare nelle tasche dei pantaloni, qualcosa che
lo rende diverso dagli altri, più simile al suo mito Morrissey e, per
questo, speciale. Insomma lomosessualità di Marcello riflette
perfettamente i suoi tratti acerbi di tardo adolescente, in netto
contrasto con i suoi maturi amanti, un pittore fin troppo esuberante e un
farmacista che si accontenta di una doppia vita. Nonostante il tema non
sia al centro del romanzo, lomosessualità è comunque molto presente nei
dialoghi e nelle riflessioni, ed è raccontata con una schiettezza che
supplisce in parte a un approfondimento che in alcune parti latita. Ma ciò
che davvero colma ogni vuoto è la musica, la passione di Marcello per gli
Smiths, le citazioni, le speculazioni sulle loro canzoni, i testi
riportati, i semplici versi: si tratta di una sensibilità omosessuale più
cantata che raccontata, perché, come diceva Fanny Ardant, "le canzoni
dicono la verità".
Andrea Marzella
per pura cialtroneria non parlo direttamente del libro ma copiaincollo la recensione di Andrea che sta sul sito del traaltro per chi fosse interessato si veda il programma nella testata del blog.
per oggi va così
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