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Friday, November 11, 2005 - ore 01:19
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sei triste da giorni, forse settimane. E non capisci cosa vuoi esattamente, cosa ti serve per essere di nuovo contenta.
Poi succede che una sera finisci di lavorare, piove, ma fuori c’è qualcuno che ti aspetta comunque. Bevi uno spritz annacquato, sotto un portico pieno di gente, che ti dà solo fastidio. Non hai voglia di parlare tanto, al solito. Ma quella persona capisce lo stesso, perché ogni volta che alzi gli occhi lo trovi sempre ad osservarti. Lo capisce sempre, quando c’è qualcosa che non va. Il punto è che capisce sempre anche cos’è che non va, meglio di me.
Poi ti parla, ti racconta cose sue, cose che non si dicono a tutti. E tu ti senti importante. Ti coccola con le parole, ma parole concrete, che arrivano con un peso, un suono, un colore, un profumo e uno sguardo. Sono parole che puoi anche tenere in mano, guardare e mettere in tasca.
E poi nello stesso momento ti giri, e vedi un’altra persona che ti abbraccia, dopo tanto tempo. E la stretta è sempre uguale. Ti tiene lì per un po’, come fa lui. E tu ci stai lì, con un sorriso ebete sulla faccia e gli occhi chiusi, a gustartelo quel calore.
E allora poi torni a casa, alla fine, dopo che hai corso in 2 sotto un’ombrello da 1 (forse mezzo). E quella sera non hai voglia di accendere il computer.
E così capisci. Capisci perché sai già che la tristezza nei prossimi giorni, un po’ alla volta, passerà. Perché avevi bisogno proprio di questo: di abbracci grandi, da sprofondarci dentro, di parole che vengono da un viso che puoi guardare dritto dritto, di vedere come si muove quel corpo, di sentire il suono di quelle parole. Di osservare.
Mi ero abituata troppo a parlare scrivendo, a visi sostituiti da faccine, a baci virtuali, a ridere senza sentire il suono della risata né vedere il bianco dei denti.
Avevo bisogno di tornare a casa col sapore dell’alcool ancora sulla lingua, coi pantaloni inzuppati e delle storie nella testa. E il sorriso ebete ancora lì.
Occupiamo dello spazio, perché siamo corpi; costruiamo tempo.
Due persone e in mezzo momenti e sensazioni da condividere. Una storia da costruire.
Due persone e in mezzo 2 tazze di caffè.
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