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![]() algot, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Giornalista Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO Più cose in cinque anni di giornalismo dell’androide di Blade Runner STO ASCOLTANDO il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sull’amore ABBIGLIAMENTO del GIORNO sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario ORA VORREI TANTO... Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone STO STUDIANDO... un benemerito cazzo OGGI IL MIO UMORE E'... generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso... MERAVIGLIE 1) ...i "Desfo Sprissss Party"... BLOG che SEGUO: Davidoff RickyM. Momo raggioverde narra lucy lasvampita BOOKMARKS Il 13 aprile nessuno al voto (da Informazione / Agenzie di Stampa ) Appunti universitari padovani (da Studiare a Padova / Guide Universitarie ) UTENTI ONLINE: |
Monday, June 16, 2003 - ore 19:25 primo giorno di chiusura delle riviere Il primo giorno di chiusura delle riviere non è stato digerito bene dagli esercenti il cui negozio si affaccia su quelle che fino a domenica erano il punto di transito privilegiato per migliaia di persone ed ora sono deserte, trasformate in una notte nel più grande cantiere stradale che Padova abbia mai avuto. In ogni negozio, in ogni bar le risposte sono sempre più o meno le stesse: un sorriso dolente ed un allargare le braccia a spiegare prima ancora delle parole la rassegnazione ad un evento ineluttabile come una calamità piovuta dall'alto. «Non so proprio come farò a pagare i costi fissi - spiega Paolo, da undici anni proprietario del bar "Antico desiderio" - E' stato veramente un inizio difficile di settimana, fino ad adesso avrò battuto una trentina di scontrini, una miseria rispetto a quando qui correvano gli autobus». Il bar è proprio alla prima fermata d'autobus di riviera Ponti romani, l'ultimo autobus che Paolo ha visto fermarsi ha scaricato qui diecine di persone giusto due giorni fa, ma Paolo ne parla come se fosse passato un secolo, dove c'era la fermata ora ci sono le transenne che impacchettano per chilometri le riviere, sul selciato le ruspe hanno già iniziato a portar via i cubetti di porfido: di qui l'autobus non passerà più. «Sono convinto che il metrobus porterà magari dei vantaggi - continua Paolo - Intanto però dobbiamo superare questi tre mesi di traversata nel deserto: di questo passo non ce la farò mai a recuperare i diecimila euro di costi fissi che dovrò affrontare con il bar vuoto e quindi a guadagno zero. Quello che fa più male è che nessuno degli amministratori che abbiamo votato ha avuto il coraggio di farsi vedere. Se Menorello o Perlasca vogliono, un caffè glielo offro volentieri». Poco distante si è posizionato Massimo, gestore assieme alla moglie Patrizia dell'edicola a fianco al Bo': «Da oggi ho iniziato a dare informazioni alla gente sui nuovi percorsi degli autobus - spiega Massimo seduto sotto il gazebo di tela in piazza Garibaldi - Domani spero di poter iniziare a vendere i biglietti, altrimenti sarà dura farcela per tre mesi con questi magri incassi». Conferma il crollo delle vendite dei quotidiani la signora Patrizia: «Avre4mo venduto sì e no un terzo dei giornali che vendiamo in un lunedì normale - spiega la moglie di Massimo seduta nel chiosco - Inoltre qui c'è da svenire, con questi cassonetti qui di fianco». Tra l'edicola e il Milk bar c'è una piazzola di cassonetti in pieno sole: una ventina di bidoni in tutto da cui provengono miasmi ammorbanti. «I cassonetti sono un'indecenza - sentenzia la signora Ginetta, proprietaria del bar - La cosa che dà fastidio è che siamo stati avvisati neanche un mese fa: l'avessimo saputo prima almeno avremmo potuto programmarci meglio. La chiusura delle riviere è una grossa mazzata per noi, qui abbiamo diversi dipendenti quindi non possiamo nemmeno pensare di chiudere». Sta pensando invece di chiudere Massimo del bar Al Bo' dall'altra parte della strada: «Io ho rilevato questo bar un anno fa, per me è molto dura con i debiti da pagare, oltre all'affitto e alle utenze. Oggi riuscirò a incassare se va bene 100 euro. Forse chiudo». Carlo, panettiere lì di fianco sorride rassegnato «Ormai siamo in ballo, l'unica cosa che spero è che rispettino i tempi di consegna dei lavori in maniera che a settembre si possa recuperare. Io ho un po' di clienti affezionati che abitano qui vicino, conto su questi per tirare avanti». Và un po' meglio a Barbara, del panificio all'angolo con via Rudena: «Qui abbiamo una piccola piazzola davanti al negozio, e poi via del Santo è aperta, certo qui sembra di essere in trincea». Almeno i residenti delle riviere se la godono e prendono il sole in terrazzo, affacciati sulla strada fino a ieri ingombra di autobus e macchine ed ora deserta. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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