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Thursday, November 17, 2005 - ore 15:58
Ebbene sì
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Continuo ad ascoltare quella canzone. Quello di Macca è da ieri l’unico pezzo in playlist. Ed è dall’89 che è così, ogni volta che tale pezzo mi ricapita in mano mi tiene incollato alle casse per ore, giorni. Una volta era più facile, senza repeat, alzando la puntina, spostando il braccetto e rimettendola sul fidato solco, a sentire quei minuscoli granelli di polvere parlare per qualche secondo, prima dell’acappella iniziale. E potrei dire tante cose su quel pezzo, che non potrebbe forse apprezzare nessuno, perché sono sensazioni personali. Come ad esempio la chitarra "secca" all’inizio. La voce caratteristica e rassicurante di Paul. Rassicurante. Sembra dirti che i Beatles non sono morti, ed anche il modo in cui canta è deciso, risoluto. I termini sono splendidi ed in qualche modo li puoi sentire tuoi. I suoni di tastiere in sottofondo come una costante nel bridge. La grinta nel secondo
now that I’m alone again. Il suono del cembalo. Una attenzione alle voci paragonabile solo ai Manhattan Transfer di quel periodo, anzi, ricorda cose tipo
let’s hang on to what we’ve got. Pensare al viso della compianta Linda mentre suona le tastiere, in quel video. Appena parte la canzone per un attimo sento l’odore dell’aria di montagna di Mezzano, in Primiero, dove mi trovavo quando è uscita, mi sembra di rivedere la salita da fare per arrivare a casa, con gli amici. Prima delle sigarette, prima delle sbornie, quando ancora con cento lire facevi andare il jukebox. E ne spendevi duemila ogni volta, in un bar che credo si chiamasse Ceccato. Drogandoti di musica senza mai andare in overdose. Roxette, "The look". Qualcuno ascoltava Zucchero. Io volevo rock e Macca. Mi cibavo di quello. Forse per quello amavo lavorare ad "Help", amavo nella sigla la clip del video di una macelleria dove il garzone affettava un pezzo di carne particolare, fatta di vinili. Un prosciutto di musica. Ieri notte c’era un sacco di musica, al solito, al locale. E mi sono divertito, cazzo. E quando sono tornato a casa era necessario tenere l’autoradio ad un volume degno, dignitoso. Dando forse l’ultimo colpo di grazia alle casse della macchina, ma Eddie Vedder chiedeva di urlare.
E stasera urlerò al Greenwich, dove
i miei ragazzi Pornopilots faranno un altro show. Sputato su strumenti, palco e microfono, come ieri sera durante le prove a cui ho assistito da dietro una tenda, come per non disturbare. Apprezzando. Non c’è solo un testo, non c’è solo l’assolo, non c’è solo la rullata. Ci sono i piccoli suoni, che restano nella testa. C’è una nota ogni cinquanta, per ognuno diversa, che ti ricorda la canzone con la rapidità di un campione di Sarabanda. E che ti fa pensare al resto dell’esistenza, inconcepibile senza una colonna sonora adeguata.
Have a nice daySEI - PORNOPILOTS
Sai, oggi sono dentro
Cos’è che urla dentro me
Sarà che sono sveglio
Hey, man
Mai, ho perso tempo
A cercarmi dentro te
Sei di un’altro mondo
Sei, per me
Dai!
Vivrai...
Lo sa...
Gia!
Vola e vai
Riuscirò, riuscirai
Quando tutti sanno già
Come andrà
Come finirà
When the music... yeah
When the music... yeah
No, io non mi lamento
posso chiederti di più
Sai un sapore denso
Solo tu
Dai!
Vivrai...
Lo sa...
Gia!
Vola e vai
Riuscirò, riuscirai
Quando tutti sanno già
Come andrà
Come finirà
When the music... yeah
When the music... yeah
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