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venerdì 18 novembre 2005 - ore 20:23
(categoria: " Vita Quotidiana ")
TRADIZIONI CONTADINE
E’ quasi dicembre e come ogni anno tra un pò si uccide il maiale!!!
L’uccisione del maiale ha subito un notevole calo rispetto al passato (colpa forse del colesterolo e dei trigliceridi).
Oggi che il benessere economico ha baciato "quasi" tutte le famiglie, questo rito sopravvive come fatto culturale e di aggregazione. Circa un paio di mesi prima iniziano i preparativi degli ingredienti basilari necessari alla lavorazione delle sue carni. Si pesta il sale, si prepara la passata di peperoni rossi, si lava il vasellame con la lisciva ed altre operazioni. C’è ancora l’usanza, per la mattina dell’atteso evento, di coinvolgere parenti ed amici e ciò per una duplice finalità: in primis perché all’atto dell’uccisione c’è bisogno di braccia poderose che abbiano il sopravvento sulla resistenza dello sfortunato animale, e poi perché assieme a loro bisogna festeggiare.
Quando il maiale viene prelevato è come se intuisse l’infausto destino per cui egli lancia delle grida lancinanti che giungono alle nostre orecchie. Ma, essendo le leggi della tradizione scevre da momenti di commozione, si procede con l’affondamento del coltello nella gola dello sventurato che procura la fuoriuscita del sangue prontamente raccolto dalle donne in un recipiente. Questo sangue va rimescolato energicamente con un mestolo per evitarne la coagulazione, servirà alla preparazione del sanguinaccio a base di cacao e frutta candita.
Un esperienza indescrivibile, la prima volta che ho assistito all’uccisione del maiale avevo 5 anni, e anche dopo 15 anni ogni anno rivivo le stesse emozioni e le stesse sensazioni.
L’aria fredda e e nebbiosa della mattina, i bicchieri di vino che già dalle prime ore dell’alba si alzano in brindisi, la tensione che traspare da ogni movimento, le urla del maiale (cazzo se urla!) le imprecazioni per far uscire il maiale dalla sua stalla, l’odore del sangue fresco e caldo che impregna l’aria, il lavoro estenuante che segue la morte del maiale e sopratutto la gioia di vedere il risultato di un anno di lavoro per raggiungere lo scopo finale
Cè chi dice che questa è una barbaria perpretata verso questo povero animale, in parte si, è crudele come morte, ma la vita almeno quella non viene umiliata dentro stalle srtette e con ridotte possibilità di movimento per aumentare il più presto possibile il loro peso. E cmq, non è che dentro i macelli sia tanto diverso. Altri dicono che questa procedura non è molto igenica perchè non viene fatta in ambienti sterili. Giusto è vero, ma preferisco mangiarmi un salame o una bracciola "de casada" piuttosto che carne di allevamento ripiena di conservanti e altre sostanze poco naturali
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