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Wednesday, November 12, 2003 - ore 11:27
zio Pasquale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Aglientu(SS) Nord sardegna
Anche un telegramma di Ciampi (bloccato alle Poste) per zio Pasquale
Compie 110 anni l’uomo più vecchio d’Italia
Ha conosciuto tre secoli diversi, ma ha ancora tanta curiosità di sapere cosa succede nel mondo e un gusto sempre vivo per la buona tavola. Pasquale Frasconi ha raggiunto il traguardo dei 110 anni e, per l’occasione, potrà permettersi un bicchiere di vino in più e una porzione di gnocchi di patate, la sua passione. Con l’orecchio al telegiornale, visto che non se ne perde uno. L’uomo più anziano d’Italia (superato solo da cinque donne) festeggerà l’invidiabile traguardo nella casa di Riccino, nelle campagne di Aglientu dove vive accudito dalla nipote Lucia. Per felicitarsi con zio Pasquale si è scomodato persino il capo dello Stato. Con un telegramma, che però ieri non era ancora arrivato. «Lo hanno trasmesso alle poste di Aglientu stamattina alle nove - spiega la signora Lucia - ma ancora noi non lo abbiamo ricevuto». I ritardi delle poste non hanno turbato la festa. Oggi, nella chiesetta di San Giovanni, ci saranno il vescovo di Tempio Paolo Atzei ma anche quello di Nuoro Pietro Meloni, nativo di Luogosanto come il nonnino. E poi taccuini, telecamere e tanta gente venuta da Aglientu a salutarlo, compreso il sindaco Pietro Giorgioni e l’onnipresente capo della Pro Loco Quinto Zizi. Da anni, per il piccolo Comune dell’alta Gallura, il 12 novembre è il giorno dedicato al più anziano tra i suoi residenti. Basta poco per farlo felice: l’affetto dei familiari, una messa per ringraziare il buon Dio, tanti dolci e altre prelibatezze da gustare assieme agli invitati. «Non posso dire di stare male - dice zio Pasquale - e poi il fatto che tutti vi ricordiate del mio compleanno mi rende contento».
Pasquale Frasconi non si è mai sposato, la sua vita è stata scandita dalle occupazioni della campagna e molti lo ricordano come un abilissimo cavaliere. Nato nella borgata di Calcinagghju nel 1893, ha vissuto buona parte della sua vita nello stazzo di Conca Piatta, non molto distante dall’attuale casa. Ancora oggi è lucidissimo, ma qualche acciacco lo costringe sulla sedia a rotelle. La memoria, invece, rimane ferrea. Tra i ricordi del passato, quello più vivido rimane la tragica esperienza della prima guerra mondiale, nella Brigata Sassari. Terribili fotogrammi del passato, ma davanti a un piatto di gnocchi e ad un bicchiere di vino si può pensare con fiducia al futuro.
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