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Thursday, November 24, 2005 - ore 14:53 RINGO STARR : "CHOOSE LOVE" ![]() Il buon Ringo, è risaputo, nonostante la grande simpatia è sempre stato il meno dotato dei quattro Beatles sia a livello compositivo che a livello vocale. Tuttavia ritengo che Richard Starkey in arte Ringo Starr, sia stato, nel suo tempo, assieme a Copeland dei Police,uno dei batteristi che ha ribaltato e rinnovato il modo di suonare la batteria. (qui sono d’accordo con il mio amico Furio dei Back To The Beatles, una Beatles cover band concorrente di Pavia). Egli nella sua carriera da solista ha fatto tesoro della canzone scritta appositamente per lui da John Lennon che si trova su Sgt. Pepper’s “With A Little Help From My Friends”. I suoi albums sono sempre stati veri e propri raduni di Rock Stars di fama mondiale con l’accortezza di richiamare il maggior numero di ex Beatles possibile. Da più di un decennio Ringo girava con la “All Starrs Band”, di cui faceva parte musicisti e rock star da urlo. Timothy B. Schmit e Joe Walsh degli Eagles, Todd Rundgreen, Gary Brooker (Procol Harum), Jack Bruce (Cream), Peter Frampton, il figlio Zak (Who e Oasis) e tanti altri. Sembra che adesso Ringo, a 65 anni si sia messo definitivamente con una rock band , “The Roundheads” e abbia appunto prodotto questo ottimo album “Choose Love” di cui cercherò di descrivere traccia per traccia dopo un attento ascolto. L’album apre con la countryeggiante e allegra “Fading In, Fading Out”. Belle chitarre acustiche in evidenza, ritornello con arpeggi di chitarra elettrica effettata in diminuire, buon cantato raddoppiato, bei coretti e rullate di batteria ringoniane inconfondibili verso il finale. Give Me Back The Beat, traccia 2, comincia con un semplice ma efficace riff di chitarra elettrica distorta per passare subito ad un tempo swing. Ritornello che si fischietta dopo un ascolto. La traccia n ° 3 “Oh My Lord” comincia con il ritornello dal cui suono sembra esca dalla tromba di un grammofono, ma poi ci rende conto subito che la canzone è un voluto richiamo a My Sweet Lord di Harrison con tanto di slide guitar e passaggi di accordi in diminuita che tanto piacevano a George. Nel pezzo suona Billy Preston, il tastierista nero che suonò con i Beatles nell’album Let it Be. Il pezzo finisce allo stesso modo di com’ è cominciato. La quarta traccia “Hard to be true”, è un pezzo piuttosto elaborato con giro armonico, ricco di stacchi, chitarre acustiche e arpeggi, assolo di slide guitar. Bello. Non manca il pezzo con sonorità Byrdsiane fatto di arpeggi e assolo di chitarra 12 elettrica. Infatti Some People (traccia 5) sembra un pezzo uscito da un album di Roger McGuinn anche se lo stile non è proprio quello dell’ex Byrds. La traccia 6, Wrong All The Time è un blues lento e triste che ricorda Mailman No More Blues di Buddy Holly , gia incisa dai Beatles, cantata da John Lennon e mai pubblicata. Forse il pezzo più brutto dell’album. La traccia n° 7 , Don’t Hang Up, è cantata in duetto con Chrissie Hynde (Pretenders). Curiosa l’interruzione improvvisa verso la fine. (sembra un difetto del cd). Chissà perché ma a me il pezzo ricorda “When I Was Fab” di George Harrison, un pezzo del 1989 dell’album Cloude nine”. Con George non finisce qui perché la prossima, (traccia 8) quella che dà il titolo all’album, Choose Love, è quella che ha maggior sonorità beatlesiane. Sembra a tutti gli effetti o quasi, “Taxman”, (stessa batteria, stesso basso, stessa chitarra) il pezzo di George che apre Revolver. Nel testo si sentono i richiami a “The Long And Winding Road”, “Tommorow Never Knows” (voce effettata alla Dalai Lama come l’originale) , e “What Goes On”, un pezzo di Rubber Soul che Ringo contribuì alla stesura assieme a Lennon-McCartney. Insignificante la traccia 9 “Me And You”, se non per qualche assolo di chitarra classica sparso qua e là. Io la salto sempre. Bellissimo sound chitarristico su “Satisfied” (traccia 10) e anche su questa si sente lo spettro di Harrison per quanto riguarda chitarre slide e accordi. La traccia 11, The turn around, è uno pezzo cantato su un riff continuo di chitarra distorta molto pesante e dal suono cupo. Superbo anche l’assolo di chitarra. Ultimo pezzo, il n° 12 “Free Drinks”, nulla da segnalare se non per l’effetto sulla voce. A metà canzone meglio far ripartire il cd dalla traccia 1. Veramente un bel cd con ottime sonorità chitarristiche, batteria suonata eccellentemente, e Ringo che canta dignitosamente su quasi tutti i pezzi. Mi domando con un certo rammarico perché “Sir” Paul McCartney non abbia invitato il suo amico Ringo e un paio di questi chitarristi a suonare nel suo nuovo album polpettone. Concludo con un bel ricordo di Ringo. Lo vidi al Palatenda di Brescia nel 93 con la sua “All Starrs Band” composta dai personaggi sopraelencati. Ricordo che fu un gran concerto dove si alternavano pezzi beatlesiani di Ringo con quelli degli artisti che lo accompagnavano. Una canzone su tutte, che fece venire giù il palatenda fu “I Can’t Tell You Why” cantata dall’ottimo Timothy B. Schmit il bassista degli Eagles. Fantastica! Alla batteria sedeva un giovane ma già bravo Zak. BYE!!! LEGGI I COMMENTI (6) PERMALINK |
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