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Monday, November 28, 2005 - ore 02:05
italia CHEMMERDA 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ma non è certo finita la storia incredibile, 10 e più anni di persecuzione, che ha intrecciato la sua vita a quella della sua vittima, mozzata da 7 coltellate alla schiena. Adesso grida tutta la famiglia di Debora. La madre, Gina: «Lo sapevano tutti chi era lui». La sorella, Simona: «Sola, Debora l’hanno lasciata sola. Qualche nostro amico le faceva da guardia del corpo. Ma gli altri? I medici, i magistrati? Quante denunce. Solo domenica notte avevamo ricevuto le ultime telefonate di quell’uomo. E l’altro ieri, il giorno dell’omicidio, l’ultima lettera: "Alla signorina Debora Rizzato...". Forse l’ha messa lui nella cassetta. Le telefonate le abbiamo registrate. E quelle lettere? Anche sulla carta di uno studio legale, ma firmate da lui. E sms sul cellulare di Debora. "Io ti ammazzo, a te a tua madre" (a fine ottobre); "ti inseguo, ti faccio sparire la macchina" (e così poi ha fatto); "non presentarti con tua madre al processo, vi riderò in faccia" (come ha riso ora). Debora diceva: smetterà. Ma era disperata. Abbiamo copiato e portato ogni parola alla polizia, per anni: niente. All’ultimo processo, in agosto, Debora esce dal tribunale e trova la macchina rigata, le ruote a terra. Ora voglio guardarlo negli occhi. Deve pagare. Ci hanno anche detto che gode di una pensione sociale, di semi-invalidità o qualcosa del genere: ma come è possibile, se non era mai stato dichiarato pazzo? Comunque mia sorella è stata lasciata sola».
Il fascicolo giudiziario di Santangelo è costellato di denunce. Nel ’95, nel ’96 e nel ’97 Debora Rizzato lo denunciò per atti di libidine e abusi sessuali. Sempre nel ’97 altre due ragazze, amiche di Debora, lo accusarono di violenza sessuale: Santangelo e un suo amico italo-argentino avevano minacciato anche di diffondere filmini compromettenti sul loro conto. Per tutti questi episodi nel 2001 il Tribunale di Biella lo condannò a 3 anni e due mesi di reclusione, poi ridotti di qualche mese in appello. Altri 9 mesi gli furono inflitti per un episodio di violenza sessuale accaduto nel ’97 nei pressi di Ivrea.
Il suo curriculum giudiziario comprende ancora una denuncia per sostituzione di persona - si spacciava per poliziotto, fermava le ragazzine e cercava di avere approcci con loro - e un altra per atti di libidine violenta nei confronti di due cubiste di Crescentino (Vercelli). Dopo averle accompagnate in un locale notturno di Cigliano (Vercelli), aveva tentato di avere rapporti sessuali con loro. Santangelo è alla sua seconda fuga in Liguria, la prima fu nel 2001, quando si trovava agli arresti domiciliari.
sedia, corda o punturina!?!


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