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ORA VORREI TANTO...



eh. bella domanda. dormire il più possibilepenso.



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OGGI IL MIO UMORE E'...

...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) accorgersi che l'unico cuore che batte per me è il mio.....
2) Quando finisce e tu ne vuoi ancora........
3) innnamorarsi di una persona di 10anni+ grande e sapere che non ci potrà mai essere un futuro....
4) la birra che sparisce
5) cercare in tutti i modi la perfezione e rendersi conto di essere tanto distratti da fare errori madornali....
6) svegliarsi piangendo.... già da lì si capisce come sarà il resto della giornata....

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) Provare emozioni, che siano le più coinvolgenti come le più spiacevoli, per sentirmi viva, per essere irrorata di adrenalina fino alla parte più intma di me!
3) Passare la notte in macchina con due amici a parlare di tutto e niente a guardare le stelle e a cercare un autogrill che ti salvi dalla fame chimica...
4) L'Adrenalina
5) La mia meraviglia?
E' essere in uno stato il cui presidente del consiglio è inquisito su diversi campi!
O è sbagliato lo Stato o il Presidente o entrambi!!!

6) Svegliarsi la mattina...alzare le tapparelle e venire innondati di luce solare....sapere di essere a casa da soli e mettere il proprio cd preferito a pallettone nello stereo... poi fare colazione cantando a squarciagola... e farsi la doccia con il bagno pieno di sole!
7) le facce allo specchio quando non ti vede nessuno...
8) ..svegliarsi alla mattina e passeggiare sulla spiaggia deserta..


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Thursday, November 13, 2003 - ore 20:18


per Cuchulain
(categoria: " Vita Quotidiana ")





dialogo tra Torquato Tasso e il suo geni familiare....tratto dalle operette morali di Leopardi

GENIO:COS'è La noia?
40 TASSO Qui l'esperienza non mi manca, da soddisfare alla tua domanda. A me
pare che la noia sia della natura dell'aria: la quale riempie tutti gli spazi
interposti alle altre cose materiali, e tutti i vani contenuti in ciascuna di
loro; e donde un corpo si parte, e altro non gli sottentra, quivi ella succede
immediatamente. Così tutti gl'intervalli della vita umana frapposti ai piaceri e
ai dispiaceri, sono occupati dalla noia. E però, come nel mondo materiale,
secondo i Peripatetici, non si dà vòto alcuno; così nella vita nostra non si dà
vòto; se non quando la mente per qualsivoglia causa intermette l'uso del
pensiero. Per tutto il resto del tempo, l'animo, considerato anche in se proprio
e come disgiunto dal corpo, si trova contenere qualche passione; come quello a
cui l'essere vacuo da ogni piacere e dispiacere, importa essere pieno di noia;
la quale anco è passione, non altrimenti che il dolore e il diletto.

41 GENIO E da poi che tutti i vostri diletti sono di materia simile ai
ragnateli; tenuissima, radissima e trasparente; perciò come l'aria in questi,
così la noia penetra in quelli da ogni parte, e li riempie. Veramente per la
noia non credo si debba intendere altro che il desiderio puro della felicità;
non soddisfatto dal piacere, e non offeso apertamente dal dispiacere. Il buon
desiderio, come dicevamo poco innanzi, non è mai soddisfatto; e il piacere
propriamente non si trova. Sicché la vita umana, per modo di dire, è composta e
intessuta, parte di dolore, parte di noia; dall'una delle quali passioni non ha
riposo se non cadendo nell'altra. E questo non è tuo destino particolare, ma
comune di tutti gli uomini.

42 TASSO Che rimedio potrebbe giovare contro la noia?

43 GENIO Il sonno, l'oppio, e il dolore. E questo è il più potente di tutti:
perché l'uomo mentre patisce, non si annoia per niuna maniera.

44 TASSO In cambio di cotesta medicina, io mi contento di annoiarmi tutta la
vita. Ma pure la varietà delle azioni, (!) delle occupazioni e dei sentimenti,
se bene non ci libera dalla noia, perché non ci crea diletto vero, contuttociò
la solleva ed alleggerisce. Laddove in questa prigionia, separato dal commercio
umano, toltomi eziandio lo scrivere, ridotto a notare per passatempo i tocchi
dell'oriuolo, annoverare i correnti, le fessure e i tarli del palco, considerare
il mattonato del pavimento, trastullarmi colle farfalle e coi moscherini che
vanno attorno alla stanza, condurre quasi tutte le ore a un modo; io non ho cosa
che mi scemi in alcuna parte il carico della noia.

45 GENIO Dimmi: quanto tempo ha che tu sei ridotto a cotesta forma di vita?

46 TASSO Più settimane, come tu sai.

47 GENIO Non conosci tu dal primo giorno al presente, alcuna diversità nel

fastidio che ella ti reca?

48 TASSO Certo che io lo provava maggiore a principio: perché di mano in mano
la mente, non occupata da altro e non isvagata, mi si viene accostumando a
conversare seco medesima assai più e con maggior sollazzo di prima, e
acquistando un abito e una virtù di favellare in se stessa, anzi di cicalare,
tale, che parecchie volte mi pare quasi avere una compagnia di persone in capo
che stieno ragionando, e ogni menomo soggetto che mi si appresenti al pensiero,
mi basta a farne tra me e me una gran diceria..

49 GENIO Cotesto abito te lo vedrai confermare e accrescere di giorno in
giorno per modo, che quando poi ti si renda la facoltà di usare cogli altri
uomini, ti parrà essere più disoccupato stando in compagnia loro, che in
solitudine. E quest'assuefazione in sì fatto tenore di vita, non credere che
intervenga solo a' tuoi simili, già consueti a meditare; ma ella interviene in
più o men tempo a chicchessia. Di più, l'essere diviso dagli uomini e, per dir
così, dalla vita stessa, porta seco questa utilità; che l'uomo, eziandio sazio,
chiarito e disamorato delle cose umane per l'esperienza; a poco a poco
assuefacendosi di nuovo a mirarle da lungi, donde elle paiono molto più belle e
più degne che da vicino, si dimentica della loro vanità e miseria; torna a
formarsi e quasi crearsi il mondo a suo modo; apprezzare, amare e desiderare la
vita; delle cui speranze, se non gli è tolto o il potere o il confidare di
restituirsi alla società degli uomini, si va nutrendo e dilettando, come egli
soleva a' suoi primi anni. Di modo che la solitudine fa quasi l'ufficio della
gioventù, o certo ringiovanisce l'animo, ravvalora e rimette in opera
l'immaginazione, e rinnuova nell'uomo esperimentato i beneficii di quella prima
inesperienza che tu sospiri. Io ti lascio; che veggo che il sonno ti viene
entrando; e me ne vo ad apparecchiare il bel sogno che ti ho promesso. Così,tra
sognare e fantasticare, andrai consumando la vita; non con altra utilità che di
consumarla; che questo è l'unico frutto che al mondo se ne può avere, e l'unico
intento che voi vi dovete proporre ogni mattina in sullo svegliarvi. Spessissimo
ve la conviene strascinare co' denti: beato quel dì che potete o trarvela dietro
colle mani, o portarla in sul dosso. Ma, in fine, il tuo tempo non è più lento a
correre in questa carcere, che sia nelle sale e negli orti quello di chi ti

opprime. Addio.



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