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Wednesday, November 30, 2005 - ore 13:39
palestrismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il nostro pianeta, la nostra galassia, la nostra Via Lattea: prendono forma in uno spazio dicotomico,
vecchio nuovo, grande piccolo, bello brutto, povero ricco. Ma le antinomie non sono finite e, se vogliamo dirla tutta, una delle accoppiate più vincenti del nostro millennio è
magro ciccione. Eh si, perché come l’abito fa il monaco, anche il grasso cutaneo e sottocutaneo fa il figo. Che poi a me la pancetta sull’uomo piaccia, e che io detesti con tutto il mio cuore quei muscolosi fisici privati di materia grigia che trasudano olio e steroidi non fa testo.
Parto da lontano per giungere infine ad un argomento che mi tocca molto intimamente e che da tempo immemore mi angoscia, croce e delizia:
la palestra - Se la conosco la evito.
Storico passo indietro. Ho smesso di giocare a pallavolo nel 2000, dopo 9 anni di onorata carriera. L’università mi impegnava su più fronti, e vivendo fuori casa mi era impossibile allenarmi durante la settimana. Inoltre avevo alcune cose da fare, che non sto ad elencare per mantenere un po’ di tono.
Insomma, mi ritrovo a neanche 25 anni con il fiato di un ottantenne – lungi da me incolpare per la mia pigrizia le mie
sigarette, quella è una scelta ponderata!
I tentativi di iscrivermi in palestra sono stati molteplici; ogni volta mi circondavo di amici diversi, in modo da appurare chi di loro avesse il maggior ascendente su di me, e chi tra loro potesse convincermi ad iscrivermi realmente in una palestra. Sempre tragicomico il finale, con colpi di scena assolutamente paradossali. Tipo me che ballo con delle
principessine in scarpette di raso rosa, o me buffona fino all’osso che frego il mio istruttore e dico che ne ho già fatti 40, di addominali, e invece sono a 15. Vergognosa, ma si trattava di mera sopravvivenza.
In 4 sono arrivati vicini al traguardo, solo in 4 sono riusciti a parlare con me di palestra senza che io fuggissi al primo minimo segno di distrazione del mio interlocutore. In 4 ci sono andati vicini così…
* Al 4 posto la
Elisa P., morosa di Ale D., con cui sono arrivata a discutere persino gli orari più consoni ad entrambe facendo combaciare perfettamente impegni di studio e lavoro di due ragazze coetanee ma con interessi e affari totalmente differenti. Non è durata più di 2 giorni, ma mi aveva portato anche un opuscolo in cui avrei potuto scegliere non solo il corso che preferivo, ma le attività fisiche più congeniali. Lei faceva aerobica. Dopo le mie traumatiche esperienze di ballerina ho preferito abdicare in modo drastico.
* Al terzo posto si collocano
Ale D. e Maury. Questo fatto risale ad almeno tre anni fa, quando eravamo semplicemente 3 amici cicciottelli e volevamo fare qualcosa per sistemarci fisicamente (e di conseguenza sentimentalmente – era un periodaccio). Per mesi abbiamo parlato di iscriverci tutti e 3 ad un corso di fitboxe, volevamo sfogare gli istinti animaleschi propri dell’uomo e riattivare le nostre funzioni vitali, da troppo tempo assopite. Essendo io la regina incontrastata dei bradipi, ho lasciato ai due uomini la questione organizzativa e valutativa delle offerte della palestra. Conclusione: ancora Ale ci chiede che ne è stato di quel corso che avevano trovato a Fiera, e come mai non ci siamo mai iscritti. Misteri, l’universo non è mai abbastanza grande.
* Al secondo posto con onore la
Morena, una mia ex amica di Bologna (lei era di Reggio ma abitavamo per studio a Bologna, va chiarito). Con lei ero addirittura giunta al passo successivo, dal mio dottore a fare il certificato medico e giro per le palestre della Dotta a cercare il corso più adatto a noi. Abbiamo infine deciso per il corso di Judo. Esperienza traumatica, io ho fatto solamente la lezione di prova gratuita, ma ho mollato dopo essermi fatta atterrare da una ragazzina di 15 anni.
* Al primo posto non poteva esserci che la
Fede. Abbiamo fatto palestra insieme per 2 mesi abbondanti - io ero già iscritta da tre o quattro mesi, ma non ci andavo regolarmente. Andava tutto liscio, si iniziava lentamente ad ingranare, i muscoli si rassodavano e avevo due polpacci da Gattuso – a recuperare la forma ci metto davvero poco, a discapito della mia femminilità. Ma quando abbiamo cominciato a bruciare palestra per andare al bar mentendo come due adolescenti ai genitori, quando abbiamo scoperto la bellezza di una cicca prima di entrare e la fatica di mezz’ora di corsa sul tappeto, abbiamo smesso e siglato un tacito accordo di non belligeranza: semplicemente non ci siamo più fatte vedere, ho ancora in una borsa la tessera magnetica per entrare in quella verdosa sudosa palestra.
Tanto, scusate, io ho sulle gambe dei muscoli che una ragazza normale non avrà nemmeno dopo 2 anni di palestra, frutto di una vita di salti a rete, maledetta pallavolo. I miei amici sono spaventati dalla forza che dimostro nel sollevare pesi, e dalle mie poderose braccia poco eleganti. Gli addominali fiacchi e mollicci fortunatamente sono ben coperti da uno strato non indifferente di ciccia e vestiti, quindi non si vedono; e nessuno a occhio può stabilire che ho il fiato di un neonato. Dove sta il problema?
Il problema è che sono vecchia prima di invecchiare. Ma non riesco ad iscrivermi in palestra. Se vado a ingresso libero rimando finché non mi scade l’abbonamento, penso che ho orari liberi e vado un’altra volta, non oggi, allora mi confondo, mi perdo nella scelta.
Se mi iscrivo ai corsi non ci vado perché mi vincolano con gli orari e limitano la mia
autonomia nonché il mio libero arbitrio. Da sola non ci andrei mai perché mi passerebbe presto la voglia, gli stimoli finirebbero presto; in compagnia ci andrei ma non è detto, inoltre dipende da milioni di fattori, dalla compagnia, dal corso, dalla palestra, dalla distanza metrica, dalla simpatia del titolare, dalla presenza di fighe, dall’attrezzatura dello stabile.
Se mi iscrivo a un corso di martedì e giovedì sono sicura che troverei mille impegni per quei 2 giorni alla settimana mentre mi troverei per i restanti 5 a girarmi i pollici sul divano.
Ma se utilizzo i 3 ingressi liberi settimanali “vieni quando vuoi e fai i corsi che vuoi”, la libertà concessami mi permetterebbe oltretutto di decidere di non andare.
È un dilemma. La dicotomia magro - grasso mi perseguita.
E io non riesco a scappare perché ho il
fiatone.
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