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snowchris, 23 anni spritzina di venezia prov. CHE FACCIO? Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO la stirpe delle tenebre ( perchè gli altri fumetti che voglio costano uno sbotto?), goethe, la rivoluzione cubana, le ceneri del corvo, vampiri-narrazuioni & realtà sui risurgenti, Seta etc etc HO VISTO STO ASCOLTANDO lo so, è insolito per una tremere ![]() ma lo rubo ai ricchi per darlo ai poveri ABBIGLIAMENTO del GIORNO pantaloni strappati a vita bassa, una maglia nera monospalla e le mie osiris ORA VORREI TANTO... un abbraccio come dio comanda STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... I am smellin’ like the rose that somebody gave me on my birthday deathbed I am smellin’ like the rose that somebody gave me ’cause I’m dead & bloated Standing above the crowd, he had a voice that was strong and loud and I swallowed his facade cuz I’m so eager to identify with someone above the ground, someone who seemed to feel the same, someone prepared to lead the way, with someone who would die for me. Will you? Will you now? Would you die for me? Don’t you fuckin’ lie. (Don’t you step out of line! ) Don’t you fuckin lie. You’ve claimed all this time that you would die for me. Why then are you so surprised when hear your own eulogy? (He had alot to say. He had alot of nothing to say. ) Coome down. Get off your fuckin cross. We need the fuckin space to nail the next fool martyr! To ascend you must die! You must be crucified for your sins and your lies! Goodbyyyyyyyyyyyye! ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Sunday, December 04, 2005 - ore 23:19 ..Ettore, lo coprivano le armi di bronzo le belle armi che aveva tolto al forte Patroclo, dopo averlo ucciso. Solo era nudo dove le clavicole separano il collo dalle spalle, alla gola. Qui si perde subito la vita. In quel punto il grande Achille con la lancia lo colpì mentre gli veniva contro, all’assalto da parte a parte la punta passò attraverso il collo delicato. Ma non gli tagliò via la trachea l’asta di frassino greve di bronzo così poteva rispondere e dire qualcosa. Stramazzò nella polvere. E su lui gridava, il divino Achille, parole di vanto «Ettore, tu certo credevi, m’immagino, nello spogliare Patroclo, di passarla liscia, e non pensavi a me là in disparte, o insensato! Ma lontano da lui, accanto alle navi, rimanevo io dopo compagno molto più forte. E così ti sciolsi le ginocchia! E ora cani e uccellacci ti trascineranno sconciamente lui invece, gli Achei, l’onoreranno con le esequie.» E a lui allora diceva Ettore senza più forze «Ti supplico per la tua vita, le tue ginocchia e i tuoi genitori, non lasciare che i cani mi divorino presso le navi degli Achei! Ma accetta bronzo in abbondanza e l’oro che ti daranno in dono il padre e la madre, e rendi indietro a casa il mio corpo così i Troiani e le spose dei Troiani mi affideranno, dopo morto, al fuoco del rogo.» Lo guardava torvo e gli diceva Achille dai piedi veloci «No, cane, non mi supplicare per le mie ginocchia e i miei genitori! Oh, sentimi bene, l’avessi la forza e la voglia di tagliarti a pezzi e mangiare crude le tue carni, dopo quello che m’hai fatto! E nessuno, di sicuro, allontanerà dalla tua testa i cani neanche se portassero qui a pesare doni a non finire, dieci, venti volte, e ne promettessero altri ancora; neanche se il Dardanide Priamo ti facesse riscattare a peso d’oro. No, neppure così tua madre potrà comporti sul letto di morte e piangerti ma cani e uccellacci ti sbraneranno tutto.» E a lui diceva Ettore morente «Oh, sì, ti conosco bene me l’aspettavo. Neanche dovevo pensar di persuaderti. Lo so purtroppo hai un cuore di ferro. Ma bada ora! Potrei diventar per te la causa dello sdegno degli dei, il giorno che Paride e Febo Apollo ti uccideranno, pur prode qual sei, alla porta Scea.» Così parlava e la morte lo avvolse. L’anima volando via dalle membra se n’andò alla casa di Ade, e lamentava la sua sorte nel lasciar la forza virile e la giovinezza. Ma a lui, anche dopo morto, diceva il grande Achille «Per adesso stai lì tu! E il mio destino io l’accoglierò quando Zeus vorrà mandarlo - insieme con gli altri dei immortali.» Così parlò estrasse dal cadavere la lancia di bronzo, e la pose da parte. Poi gli toglieva di dosso l’armatura insanguinata. Accorsero lì intorno gli altri figli degli Achei, ed ecco, presero a contemplare la statura e l’aspetto mirabile di Ettore. Né alcuno gli si accostò senza ferirlo. E più d’uno diceva volgendo lo sguardo al vicino «Oh, sì, è proprio più tenero, sapete, a palparlo, Ettore qui, di quando incendiò le navi con il fuoco ardente!» Così dicevano, e andavano colpendolo da vicino. E quando l’ebbe spogliato, il divino Achille dai piedi gagliardi, si levava dritto fra gli Achei e pronunciava queste parole «Amici, condottieri e capi degli Argivi, ecco, vedete, gli dei mi concessero di abbattere questo uomo che ci fece tanto del male, come neanche tutti gli altri insieme. E ora, su, assaliamo in armi da ogni parte la città! Così sapremo le intenzioni che hanno ancora i Troiani, se abbandoneranno la loro roccaforte adesso che lui qui è caduto, o se son decisi a resistere anche se Ettore non c’è più. Ma perché mi lascio andare a tali pensieri? Giace là cadavere, accanto alle navi, Patroclo, senza lacrime e senza sepoltura. E io non me ne voglio scordare, finché resto tra i vivi e mi si muovono le ginocchia. E se nell’Ade si dimenticano i morti, anche laggiù io mi ricorderò del caro compagno, sempre. Su, intoniamo il peana, figli degli Achei, e facciamo ritorno alle navi portandoci via costui! Abbiamo, sì, acquistato una grande gloria abbiamo ucciso il divino Ettore, che i Troiani per la città veneravano come un nume.» Disse, e a Ettore divino riservava un trattamento indegno. Gli forò da parte a parte i tendini, dietro, di entrambi i piedi, tra il calcagno e la caviglia, e vi fece passare delle corregge di cuoio. Poi lo legava al carro lasciandolo strisciare a terra con il capo. Saliva sul cocchio mettendoci su l’armatura famosa sferzò i cavalli alla corsa, ed essi di buona voglia volarono via. Veniva, Ettore, trascinato, e se ne levava un polverone di qua e di là si sparpagliavano le chiome brune, per intero posava sul suolo la testa, un tempo piena di grazia. Ma allora Zeus permise ai nemici di far strazio dell’eroe, là nella terra dei suoi padri. Così era tutto una polvere il suo capo.. LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK |
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