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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Sunday, November 16, 2003 - ore 21:58


primo articolo fatto sui Carabinieri a Nassiriyah
(categoria: " Accadde Domani ")


«Non vedo l'ora di riabbracciare mio marito. Il suo rientro era previsto per sabato: questi quattro giorni per me saranno più lunghi dei quattro mesi trascorsi senza vederlo». Non sta nella pelle Loredana Ghirotto. Attende nella casa a Lissaro di Mestrino suo marito, Antonio Lupatin , brigadiere dei carabinieri in missione di pace a Nassiriyah.

Per un attimosi è temuto il peggio

Loredana mercoledì mattina ha passato ore d'angoscia, ora sorride sollevata per lo scampato pericolo. «Ho saputo dell'attentato da mia cognata, io non avevo visto la televisione. Per un attimo ho pensato al peggio - racconta la donna - poi ho cercato subito di tranquillizzarmi. Mio marito ha una ventina d'anni di esperienza, è un uomo con la testa sulle spalle, mi dicevo. Alla fine la telefonata è arrivata. Dall'altro capo del telefono c'era mio marito. Ci siamo parlati per un attimo, mi ha detto che sta bene, che non devo preoccuparmi, che a lui non è successo nulla».

Il piccolo Denis, figlio della coppia ha ancora un papà. Gioca nella sua stanza mentre la mamma sorride pensando a quelle poche parole che hanno fatto la differenza tra la gioia e la disperazione.

«Ho cercato di comportarmi come se niente fosse con nostro figlio, di distrarlo in maniera che non cogliesse il momento difficile che abbiamo vissuto fino a quando non ho sentito dalla voce di Antonio che lui era sano e salvo - spiega Loredana - Nostro figlio è piccolo, fa le scuole elementari e non si è accorto di nulla. Non voglio nemmeno pensare a cosa avrei dovuto dirgli, come avrei potuto spiegargli che il suo papà non sarebbe tornato. Mio marito invece tornerà, spero sabato, com'era previsto prima dell'attentato. Non so nulla di preciso. Le comunicazioni sono difficili con Nassiriyah, ma sono abituata all'attesa». Nei primi tempi della missione infatti il brigadiere Lupatin riusciva a chiamare la moglie a casa sì e no una volta alla settimana. All'arrivo delle truppe italiane nel sud dell'Iraq non c'era nulla. Le linee telefoniche erano inservibili, i militari italiani potevano utilizzare un unico apparecchio.

I racconti dall'Iraq del brigadiere Lupatin

«Non avevo nemmeno un numero di telefono a cui raggiungere mio marito in caso di emergenza. Quel poco di infrastrutture e servizi per loro e per la popolazione civile l'ha costruito il contingente italiano. Non avrei potuto immaginare che succedesse una cosa del genere. I rapporti tra militari e la popolazione del luogo, dalle parole di mio marito sembrava buono - spiega con semplicità - aspettavo che fosse lui a chiamarmi. Mi ha sempre detto che andava tutto bene, che la zona in fondo è tranquilla. Mi raccontava dei bambini fuori dalla caserma che aspettavano i militari italiani per una bottiglia d'acqua, un pezzo di cioccolata. In fondo sono come i nostri bambini quando qui in Italia sono arrivati gli americani.

Loredana e Antonio sono sposati da sedici anni, questa è la prima missione all'estero del brigadiere Lupatin , normalmente in servizio presso il comando di Padova. «Mio marito negli anni di servizio ha girato l'Italia, che prima o poi partisse per una missione di pace me lo aspettavo. Antonio è fatto per questo mestiere, ha una grande passione per il suo lavoro, gli piace dare il meglio di sé. Non credo che potrebbe fare nient'altro nella vita - racconta la moglie del brigadiere - Quando l'ho conosciuto lui faceva già il carabiniere. Non avrei mai pensato di vivere momenti di tale angoscia. Credo che il peggio sia per lui: sarà impossibile dimenticare i compagni morti, quella terribile distruzione. Non credo che tornerà la stessa persona. Immagino che certe cose segnino l'esistenza anche dei militi più esperti. Sono sicura che quando lo riabbraccerò passerà tutto».

Il carabiniere Tessari: «Caterina, sto bene»

Ancora un po' provata dalla lunga giornata di attesa, Caterina De Santis, 39 anni di Albignasego, moglie del carabiniere Gianni Tessari, in serata ha ricevuto la chiamata del marito che l'ha ulteriormente rassicurata sulle sue condizioni. «Adesso va un po' meglio dopo la tremenda giornata di ieri (martedì, ndr.) Mio marito ha detto che sta bene e dopo le prime terribili ore dopo l'attentato ora sono tutti un po' più tranquilli - ha spiegato la donna - A Nassiriyah sono arrivati degli altri compagni. Il peggio è passato, non mi chieda altro, sono momenti difficili. Per me è importante sapere che mio marito sta bene e che in base è tornata un po' di calma».

Due donne in attesa, che forse non si conoscono nemmeno, ma che vivono le stesse emozioni, quelle di una moglie di un carabiniere al fronte. I loro mariti sono partiti mesi fa per andare a compiere il loro dovere di operatori di pace a migliaia di chilometri da casa. Presto Caterina e Loredana riabbracceranno Gianni e Antonio. Altre mogli non sono state altrettanto fortunate, martedì a Roma si terrà il funerale dei loro mariti.



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