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Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto, e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino. THE CURE, Three Imaginary Boys

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Incubus, Queen of the Stone Age, Peeeearl Jaaam..E molti altri..(Claudio Bluesman!)



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ORA VORREI TANTO...

Se solo fossimo capaci di amarci e vivere il più a lungo possibile nell’onestà, invece di recitare dei ruoli sulla base dell’idea che ci siamo fatti di come dovrebbe essere una relazione perfetta. non mentire mai. poterci sedere uno di fronte all’altra, guardarci negli occhi e dare voce liberamente ai nostri pensieri.Guardare l’altro con obbiettività e non giudicarlo unicamente rispetto a noi stessi.



STO STUDIANDO...




OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Sunday, November 16, 2003 - ore 22:40



(categoria: " Riflessioni ")


“Sasha Pietrovich sulla strada per Minsk”
tratto da “Cieli siberiani” di Andrey Holotov – Mosca 1881

“......
Si era sempre ripromesso di non avventurarsi da solo in quella parte di territorio in cui non era mai stato. L’inverno aveva ricoperto tutto di ghiaccio e neve e faceva un gran freddo.
Il cavallo gli si era appena azzoppato e lo aveva lasciato lì, sotto un gruppo di alberi.
Lui era rimasto a piedi, con la neve all’altezza delle ginocchia.
Si trovò disorientato e al limite della disperazione.
Il vento freddo gli graffiava il viso e le sue mani le sentiva sempre meno.
Tutto intorno il paesaggio era bianco su bianco e non si distingueva la terra dal cielo.
L’unico sentiero, appena riconoscibile a tratti per i pali che fuoriuscivano dal terreno e di cui se ne vedeva solo la punta nella neve, giungeva ad una biforcazione.
Quale direzione prendere?
Bisognava decidere in fretta perché la notte stava per sopraggiungere ma SashaPietrovich non era in grado di farlo da solo. Da che parte era la strada per Minsk? Non conosceva quei posti, come avvisare gli altri? E dove erano gli altri?
Poi sentì qualcosa che lo rese ancora piu’ allarmato.
-Oddio i lupi!- esclamò.
...…”

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