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Tuesday, December 13, 2005 - ore 12:35
Caro Beppe Grillo,
(categoria: " Vita Quotidiana ")
confesso che mi sto “appassionando” alla questione Tav in quanto giovane interessato ma, nonostante la buona volontà, non molto informato. Nella speranza di colmare queste mie lacune, pregherei Lei e il movimento No-Tav di rispondere ad alcune mie domande. Non si tratta di domande provocatorie, ma solo un modo per capire questioni che mi paiono abbastanza oscure.
1) Mi pare di aver capito che, in merito alla Tav, non è stata presentato, a suo tempo, nessun ricorso al Tar. Se è vero, perché chi si oppone alla Tav non ha agito in tempo con mezzi adeguati e democratici invece di attuare quella che, in definitiva, è un’azione di forza?
2) Certamente i comuni della Val di Susa a suo tempo avranno approvato tutti il progetto della Tav e rilasciato le conseguenti concessioni edilizie. Se le cose erano così palesemente nocive per il territorio, perché nessuno si è mosso prima?
3) E’ praticamente certo che, nel prossimo futuro, si verificherà un massiccio spostamento di merci dall’est asiatico in potente via di sviluppo fino alle Americhe. Si tratta della cosiddetta direttrice Est-Ovest. Grazie alla sua fortunatissima posizione geografica, la Val Padana potrà essere il vero crocevia di questa direttrice, anche perché naturale incrocio con un’altra direttrice – quella Nord-Sud – meno importante ma comunque significativa. Si tratta, evidentemente, di un’occasione strepitosa di sviluppo, che la Tav consentirà di cogliere, in quanto parte di una ferrovia di scambio merci ad alta velocità che collegherà Kiev a Lione, mi par di capire. La transazione di merci per il nord Italia è forse l’unico modo per vincere in tempi rapidi la crisi in cui versa il nostro paese, e per rientrare nel giro economico delle grandi nazioni. Perché, dunque, si parla di “inutilità economica” della Tav?
4) Perché ambientalisti e cittadini francesi, pur dovendo traforare in condizioni simili e sulla stessa montagna, non si sono opposti al progetto e anzi si lamentano (ambientalisti e cittadini, sottolineo) che i lavori da parte nostra non siano ancora iniziati?
5) Dato che, comunque, lo sviluppo di un paese non può prescindere dallo sviluppo delle proprie infrastrutture di trasporti (ma anche di inceneritori, discariche, porti…), dove si potrebbero attuare queste strutture senza ledere la volontà di qualsivoglia cittadino italiano (“not in my backyard”)?
6) Se l’attuale tratta ferroviaria della Val di Susa è utilizzata solo al 38%, come sostiene il comitato No-Tav, quiesto non potrebbe essere semplicemente perché si tratta di una linea vecchia, tortuosa e molto lenta? Non potrebbe essere proprio per questo che i produttori la disdegnano a favore dell’inquinante trasporto su gomma?
7) Il comitato No-tav dice che il progetto toglierà soldi alla ricerca, all’innovazione e al rilancio dell’industria. Ciò, mi sento di dire, è falso, in quanto mi pare che i finanziamenti statali vadano per compartimenti stagni, e dunque i soldi eventualmente risparmiati dalla non-attuazione della Tav potrebbero essere investiti solo in altre strutture di trasporti, e non in altre aree. Perché questa svista?
8) Perché il comitato No-Tav sostiene a priori che il traffico “di costruzione” della Tav verrà attuato solo attraverso centinaia di Tir? Non si potrebbe utilizzare quella tratta ferroviaria che lo stesso comitato No-Tav sostiene come perfettamente funzionante e, anzi, sottosfruttata? D’altronde, data la lentezza di tale, ai produttori potrebbe anche non andar bene, ma lo Stato non avrebbe queste cadenze poi così serrate da rispettare, e dunque potrebbe certamente avvalersene.
9) Secondo il comitato No-Tav, per la Val di Susa passa il 35% del traffico di merci che valicano le alpi per un totale di 4.500 tir al giorno. Facendo un po’ di calcoli, la cifra mia pare, proporzionalmente, alquanto azzardata. Aggiungendo i 1.500 tir al giorno che attraverserebbero il Monte Bianco sempre secondo il comitato No-Tav (e che quindi rappresenterebbero una percentuale del 13% circa), ne risulterebbe che tutti i restanti 11 altri grandi valichi alpini (Tarvisio, Brennero, Sempione, Gottardo, San Bernardo, San Bernardino…) coprirebbero appena il 45% del traffico di attraversamento delle Alpi (togliendo un 5% residuale)! Cioè appena (ripeto: 11 valichi tutti insieme) 5.000 tir al giorno circa! Per chiunque abbai affrontato l’Auto-Brennero all’ora di punta questa stima potrebbe apparire quantomeno sospetta.
10) Se è vero che passano 4.500 tir al giorno in Val di Susa, com’è possibile che non ci sia bisogno di alcuna altra nuova struttura di trasporti? 4.500 tir al giorno e non c’è alcun ingorgo, nessun tipo di bisogno di un nuovo metodo di trasporto merci?
11) Il comitato No-Tav sostiene che l’opera porterà solo lavoro precario per mano d’opera extracomunitaria. In primo luogo, vorrei sapere quali sono le fonti di una tale affermazione. In secondo luogo, mi pare che il lavoro sia lavoro, e anche se precario e effettuato da extracomunitari porta comunque un beneficio alla società, a meno di voler fare discorsi razzisti o xenofobi, ma non mia pare che nessuno qui voglia assumere posizioni simili. Dunque perché questa avversione?
12) Il comitato No-Tav sostiene di aver già individuato turbative mafiose per quanto riguarda la fase di sondaggio geologico. Vorrei cortesemente conosce le fonti di tali informazioni. Inoltre, vorrei sapere su quali basi si ritengono sicuri in anticipo che infiltrazioni mafiose avverranno anche durante i lavori. Dato che in Italia ci vogliono anni per concludere un processo di matrice mafiosa anche per i reati più evidenti, la cosa mi incuriosisce.
13) Il movimento No-Tav sostiene che la montagna da traforare contiene grossi giacimenti amiantiferi e di uranio. Vero. Quello che, per quel che ne so, non è assolutamente vero, è che anzi si potrebbe chiamare “disinformazione di parte”, è che questi elementi, se non esposti a particolari condizioni (deterioramento per l’amianto e bombardamento di ioni per l’uranio, mi pare) siano in qualche modo – in qualsiasi modo – nocivi alla salute. Penso che qualunque chimico possa confermare che l’amianto non deteriorato e l’uranio non trattato non siano in alcun modo nocivi alla salute. Comunque sia, penso sia assodato che le tecnologie esistenti consentono largamente di tenere sotto controllo il problema.
14) Molti, pure il comitato No-tav, sostengono a ragione che il petrolio è in via di esaurimento. Perché, dunque, combattere un tipo di trasporto mezzi, quello ferroviario, che non va a petrolio e non inquina a favore di quello su gomma, notoriamente consumante petrolio e assai inquinate?
15) Il comitato No-Tav suggerisce, in alternativa, di “potenziare le strutture ferroviarie esistenti” nella Val di Susa. Vorrei sapere se è stato fatto uno studio di fattibilità in proposito. E poi vorrei sapere come potrebbe una linea ferroviaria che aggira una montagna e passa per diverse stazioni essere competitiva e all’altezza delle esigenze di trasporto attuali e future.
La ringrazio anticipatamente dell’attenzione e del tempo che mi vorrà dedicare. Saluti.
Riccardo Maggiolo
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