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Wednesday, December 14, 2005 - ore 12:43 Luigi Tenco Ieri ho sentito per radio una notizia che mi ha suscitato emozione proprio perché ne ho sentito talmente tanto parlare in passato, che mi sembra quasi averlo vissuto. Pare che vogliano riaprire il caso Tenco, ovvero, riesumare la salma del cantante e rifare delle perizie che all’epoca sono state fatte troppo frettolosamente da non essere attendibili al 100%. Per chi non lo sapesse Luigi Tenco era un grande cantautore della scuola genovese che si suicidò per protesta durante l’edizione di Sanremo del 1967 perché la sua canzone “Ciao Amore Ciao” fu eliminata a beneficio di “I Tu e Le Rose” cantata da Orietta Berti. Di trasmissioni sul caso Tenco ne avrò viste una decina dove dicevano le stesse cose, intervistavano sempre le stesse persone tra le quali Sandro Ciotti e Lucio Dalla che entrò nella sua stanza subito dopo il fatto. Sembra che l’ipotesi di omicidio sia stata fortemente avvalorata rispetto a quella ufficiale di suicidio e da ritenere fortemente responsabile la cantante francese Dalida con la quale Tenco aveva una burrascosa storia d’amore. Una commissione di giornalisti ha indotto la magistratura di Sanremo perché il caso venga riaperto per complementare le indagini, vale a dire, riesumare i resti per fare delle perizie balistiche della traiettoria della pallottola mai estratta dal cranio di Tenco. Il caso vuole che il commissario che effettuò le indagini all’epoca, sia stato assassinato quest’estate da un rapinatore. Ma parlando di Tenco come cantautore, egli, nonostante appartenga al passato, lo sento fortemente vicino alla mia generazione come nessun’altro cantautore attuale. . Mi hanno sempre affascinato tantissimo i testi delle sue canzoni come se fossero state scritte ieri. Forse il suo modo di scrivere era troppo avanti negli standard del tempo e probabilmente non fu capito abbastanza. Metto qualche testo di quelli che mi piacciono di più. Leggeteli perché ne vale la pena. La solita strada, bianca come il sale il grano da crescere, i campi da arare. Guardare ogni giorno se piove o c’e’ il sole, per saper se domani si vive o si muore e un bel giorno dire basta e andare via. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Andare via lontano a cercare un altro mondo dire addio al cortile, andarsene sognando. E poi mille strade grigie come il fumo in un mondo di luci sentirsi nessuno. Saltare cent’anni in un giorno solo, dai carri dei campi agli aerei nel cielo. E non capirci niente e aver voglia di tornare da te. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Non saper fare niente in un mondo che sa tutto e non avere un soldo nemmeno per tornare. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Ho capito che ti amo. Ho capito che ti amo quando ho visto che bastava un tuo ritardo per sentir svanire in me l’indifferenza per temere che tu non venissi più Ho capito che ti amo quando ho visto che bastava una tua frase per far sì che una serata come un’altra cominciasse per incanto a illuminarsi E pensare che poco tempo prima parlando con qualcuno mi ero messo a dire che oramai non sarei più tornato a credere all’amore a illudermi a sognare Ed ecco che poi Ho capito che ti amo e già era troppo tardi per tornare per un po’ ho cercato in me l’indifferenza poi mi son lasciato andare nell’amore. Un giorno dopo l’altro. Un giorno dopo l’altroUn giorno dopo l’altro il tempo se ne va le strade sempre uguali, le stesse case. Un giorno dopo l’altro e tutto e’ come prima un passo dopo l’altro, la stessa vita. E gli occhi intorno cercano quell’avvenire che avevano sognato ma i sogni sono ancora sogni e l’avvenire e’ ormai quasi passato. Un giorno dopo l’altro la vita se ne va domani sarà un giorno uguale a ieri. La nave ha già lasciato il porto e dalla riva sembra un punto lontano qualcuno anche questa sera torna deluso a casa piano piano. Un giorno dopo l’altro la vita se ne va e la speranza ormai e’ un’abitudine. LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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