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Wednesday, December 14, 2005 - ore 13:10
capire tu non puoi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Bene, anche se sono ancora tutta storta dopo questo fine settimana da sballo, bamboli, mi sembra giunto il tempo di raccontare che ho combinato...
Sono arrivata a Queesway dopo mille e mille avventure...volo alle 22.40, arrivo alle 23.45, compro un biglietto per il bus to Victoria Station ma mi vendono quello sbagliato, ovvero quello per il bus NO STOP invece io devo fermarmi a Marble Arch...
Allora ne parlo con uno dei tipi che smista gli arrivi verso gli autobus, dopo la spiegazione mi sorride e se ne salta fuori con un: "AOOO tranquilla, ti ricompro il biglietto, ti faccio passare la fila e ti faccio partire per Marble arch!!"
Detto ciò mi prende per mano, prende la mia valigia e nel giro di tre secondi sono già sul bas. Faccio un viaggio un pò tra la veglia e il sonno...avverto il mio ex-coinquilino con un sms che sto per arrivare.
Quando arrivo a Marble Arch per un attimo mi viene quasi da piangere, HEY gente, sono tornata, mi viene da gridare. I’m Back home! HEY ma...Dov’è Matteo? Neanche l’ombra e il suo mobile è staccato...cazzo!
Mi investono tremila ricordi ma non ho tempo di lasciarmi andare ora...cerco un bus per Notting Hill. Frugo in tasca e ho solo 5 Pounds...la macchinetta non da’ resto e manco l’autista, lo so...piuttosto ti lascia a piedi... GUardo il tipo seduto alla fermata, gli chiedo se ha da cambiare...mi sorride, un’altra volta è italiano, non ha da cambiare e mi regala lui la sterlina e venti per il biglietto.
Prendiamo il 7, gira per Peddington, poco male.
Eccomi finalmente nel mio quartiere, Queensway è quasi deserta sono le tre della mattina, ecco il portone della mia ex-casa a Queensborought Terrace, sembra in questo momento che l’orologio abbia ricominciato a rintoccare i secondi, forse il mio rientro in Italia non è stato che un sogno, ecco, in questo momento mi sveglio, non me ne sono mai andata...
I miei ex coinquilini hanno preparato un bentornata coi fiocchi, il vino è già nei bicchieri e sono tutti in piedi per darmi un abbraccio. Scartano i regali, Italia Brasile è una cosa sola. Come scrisse qualcuno: "Il brasiliano si commosse e disse: scusa, ma sai mi commuovo facilmente, sono brasiliano. Gli sorrisi e risposi: Non ti preoccupare amico mio, sono italiano e mi commuovo facilmente anche io."
Louciano parla inglese meglio di me ora, quando sono partita 9 mesi fa ci capivamo in portoghese e a gesti. Teo pure, parla sciolto, io ci metto qualche ora a riprendere con l’inglese, si è arrugginito parecchio e ho dimenticato un sacco di parole. Restiamo a chiacchierare fino alle 6. Sono esausta, una dura giornata di lavoro li aspetta, loucio mi offre il suo letto quasi indignato perchè rifiuto con tutte le mie forze di farlo dormire per terra. Vince lui. Buonanotte*
Nei giorni seguenti ho mille persone da vedere, comincio da Tottenham Court Street e poi giro a destra, sono su Store Street, mi pare ieri che quasi oramai senza speranza sono entrata da Lino’s e gli ho detto "I’m looking for a job". Mi ha fatto fare un caffè di prova e mi ha detto "ci vediamo lunedì alle 7".
Ricordo che la prima settimana da barista in quello Snackbar portoghese fu da panico. Il lavoro lo sapevo fare, certo, non era una novità dopo tutte le estati a fare stagioni al mare, ma la lingua...trecento accenti diversi, prezzi da imparare, piatti ed ingredienti mai sentiti. 10 ore al giorno con mezz’ora di pausa pranzo. "E poi si lamentano gli impiegati in italia...puff", pensavo...
Rientrare da Lino è un’altra sorpresa, nessuno sa che sono tornata a Londra, restano tutti a bocca aperta, Aga corre ad abbracciarmi "u, mad" mi dice. E’ polacca, insegnante di inglese in Polonia, qui lavora come cameriera perchè guadagna bene e si sta comprando casa in Polska con il suo fidanzato inglese. E’ un angelo, mi ha sempre aiutata quando ero a Londra, andava persino in farmacia per me quando non sapevo come si diceva una parola.
Chiacchiero un pò col Boss e con suo fratello, intanto mando un sms a Andy, tra due settimane sarà mio ospite ma nemmeno lui sa che sono a Londra.
Baci e abbracci. Domande. Ricordi. *
Rivedo anche lui ma di lui non posso parlarvi, mi regala come sempre un’emozione, tutta per me.
Bazzico in giro, saluto amici, prendo il te da Starbuck’s e mi sento a casa. Mi concedo anche un pò di shopping.
Il tempo vola via, domenica andiamo a ballare latino americano e lunedì vado a salutare di nuovo tutti.
Andare via da Londra è sempre dura, ma so che quando ho bisogno di tornare ho tante persone pronte ad accogliermi, quindi non è mai un addio.
Arrivederci, vi abbraccio tutti...
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