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Monday, December 19, 2005 - ore 11:07
I’m seeing a tunnel at the end of all these lights
(categoria: " Pensieri ")
Venerdì era l’ora di brindare con Giorgio alla sua laurea, vista la mia assenza di giovedì. Era anche ora di tornare al Santalucia per l’aperitivo, ma per la seconda volta il mio stomaco è stato ucciso dal loro happy hour, grazie alla incredibile quantità di aglio su una normale tartina con affettato. Era pure ora di fare un salto al Kolar con la tua migliore amica, la tua compagna di merende e gli altri, luogo dove poter facilmente aiutare Dawe ed Elettra. E poi, Gabriel che inaugura la sua gestione dell’Otium, tra amici, re dello scrocco, porchetta, pizza e birra. Passaggio a "casa Milano" e
Would? ascoltata in altissima fedeltà dall’impianto
self made di Paolo. At last, DNA, nelle due sale
indiependenti. La presenza inquietante di
Ovunque. Il sonno. L’aglio ancora in circolo. Altre spezie. La capacità di dire
basta all’ultimo bicchiere che ti salva la vita. Ed ancora il sonno che ti manda a casa presto, perché dopo altre tre ore sei in piedi. Quanto basta per poter arrivare in terra di nessuno e, dopo la spesa al "fu" Duty Free, l’incontro con il resto del gruppo di Viaggiagiovane, gli accompagnatori di Praga, quelli di Budapest e la mia collega (temporaneamente assente) di Amsterdam. Guai a chi fa battute: l’animatrice che seguirà la guida turistica Momo ad Ams si chiama Romina.
Ed io, per non smentirmi, ho improvvisato una lunga imitazione sotto un fantastico pub di Nova Gorica, favorito anche dai B52, utili per sopportare i
meno sette gradi, dopo una giornata nella "trattoria con l’insegna".
Una nottata passata ad Udine, prima al "Porki’s" (scritto proprio così), dove la barista, come in una
Goodbye stranger, quando esco mi dice un "Ciao, Padova". Ci vedremo in una prossima vita. Bello vedere come in un bar, alle due di notte, ci siano venti maschi e le due bariste. Guardando le foto delle loro feste, il motivo è facilmente comprensibile, mi sa che Renato andrà a vivere ad Udine.
La notte prosegue in tale discoteca
Gattomatto (a proposito, bentornato Ema!), dove la barista mi fa sentire a casa con un Tokio di tutto rispetto. E qui sale la nostalgia per il Pachuca, primo sabato di assenza da un bel po’, dove Spiller - mi dicono - sta suonando di fronte ad un bel pubblico. Caraffe su caraffe, per non sentire la musica che i dj ad Udine propinano ad una folla di adolescenti, della serie: dance anni ’90. L’orologio segna le cinque e mezza, e siamo riuniti nella piazza di un paesino, decidendo dove mangiare la pastasciutta di rito. E la taverna di Giacomo, l’uomo più ospitale del mondo, diventa la mangiatoia comune, dopo uno shot di Tequila, la bevanda più salubre alle sei del mattino. Sonno, tv, pizza e si riparte, stanco quanto basta per permetterti un film con la tua migliore amica prima di crollare a letto.
Weekend strano e bello, ci sarebbero tante cose da dire, perché tanti sono i pensieri, ma le tengo per me. Tranne la felicità di avere rivisto Ana e Tina ed aver passato una giornata con loro. E, in ossequio a Celestino, ieri, appena sveglio ed accesa la televisione, c’era un gruppo che si esibiva.

E tra qualche ora li vedrò, in quel di Bologna. Nel frattempo, lavoro, ascoltando una strana canzone italiana che non nominerò, perché mi vergogno ad ascoltarla.
Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta, disse Ende. Che, non-coincidenza, scrisse pure un libro chiamato
Momo.
TAKE ME OUT - FRANZ FERDINAND
So if you’re lonely,
You know I’m here waiting for you.
I’m just a cross-hair;
I’m just a shot away from you,
And if you leave here,
You leave me broken; shattered I lie.
I just a cross-hair,
I just a shot then we can die.
Aa-aa-aaaah.
I know I won’t be leaving here
With you.
I say, "Don’t you know?"
You say, "You don’t know."
I say, "Take me out."
I say, "You don’t show.
"Don’t move time is slow,"
I say, "Take me out."
I say, "You don’t know."
You say, "You don’t go."
I say, "Take me out."
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
With you.
I say, "Don’t you know?"
You say, "You don’t know."
I say, "Take me out."
If I move this could die,
Eyes move this can die;
Come on; take me out.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
With you.
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