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Tuesday, December 20, 2005 - ore 10:15
Il film dellanno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
8 donne e un mistero
Seducono, colpiscono, odiano e amano le otto donne di François Ozon.
Dopo la morte di un padre in "Sitcom" e la scomparsa di un marito in "Sotto la sabbia", il giovane regista francese prosegue nella sua smania di eliminare i protagonisti maschili dai propri film, sebbene in questo caso cambi decisamente registro affrontando la commedia musicale
, e non solo. Va oltre infatti, supera i confini del genere e affonda a piene mani nei moti e modi dellarte cinematografica, mescolando, stravolgendo, modificando.
Aggiunge un coté "Agatha Christie" nel mistero della morte dellunico personaggio maschile (che peraltro si vede solo di spalle) e nelloccasione che questa fornisce per disvelare le personalità delle altre protagoniste belle, affascinanti e decisamente sagaci.
Ma Ozon si ispira anche ad Hitchcock e come il maestro del thriller padroneggia la scenografia dirigendola come se fosse uno degli attori. Non manca così la scala, elemento fondamentale per lentrata in scena dei personaggi o per ridestare limportanza dei vari ruoli vis à vis della storia, mentre lo svilupparsi dellindagine ricorda lo straordinario "Nodo alla gola".![]()
Ma Ozon, dicevamo, va oltre, affonda le radici nella storia del cinema e gusta con compassata voracità ogni genere e ogni stile. È difficile quindi parlare di commedia, di indagine poliziesca o di dramma, e sebbene tutto sembri inesorabilmente mescolato non diventa mai un minestrone senza sapore. Al contrario, François Ozon resta François Ozon, e i suoi dialoghi sono come sempre levoluzione di un arte sopraffina: raccontano la storia e arrivano alla soluzione del mistero e al tempo stesso con sottile e ironico giubilo le otto donne si scambiano battute maligne, quando non veri e propri insulti, quasi un perverso divertissement del regista ad affidare questi improperi proprio alle "rivali" del cinema doltralpe. Una sceneggiatura ricca di intesi e sottintesi che non nasconde lomaggio al cinema francese
- ai suoi film, ai suoi autori e anche ai suoi attori - utilizzando indimenticabili frasi di indimenticabili capolavori di François Truffaut, (Averti accanto a me è una gioia e una sofferenza ) o giocando con altrettanto espliciti riferimenti a "La pianista" o alla "Dama delle camelie" interpretati da Isabelle Huppert. Il tutto in una trama ingegnosamente semplice: otto donne
di diversa classe sociale ed età si ritrovano chiuse in una villa. Due sorelle (Isabelle Huppert e Catherine Deneuve); due figlie (Virginie Ledoyen e Ludivine Seigner); una matriarca (Danielle Darrieux) una cognata (Fanny Ardant) e due cameriere (Emmanuelle Béart e Firmine Richard). Una di loro ha ucciso il padrone di casa, con un pugnale conficcato nella schiena.
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Sebbene Ozon trasformi tutte queste star in otto vipere micidiali, ne esalta al tempo stesso bellezza e bravura, mitizzandole in altrettante eroine antiche e moderne, capaci persino di ballaree, senza batter ciglio, cantare
i grandi successi della musica francese dogni tempo - e quindi senza tempo -, da "Pour ne pas vivre seule" di Dalida a "Toi, jamais" di Sylvie Vartan.
Ed è un vero trionfo: di colori, di musica, di recitazione.![]()
O MIO DIO CHI ME LHA FATTO FARE DI GUARDARE QUESTA STRONZATA?