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Friday, November 21, 2003 - ore 10:24
a volte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mi piaccio. Quando mi rendo conto che alla fine della giornata posso chiudere gli occhi abbastanza tranquillo, perchè i pensieri, gli impegni, le scadenze non sono abbastanza in confronto alle cose già fatte che sono andate bene. Quando mi rendo conto che riesco a non essere falso perchè non corro incontro a chi mi sta sui coglioni e lo abbraccio o gli do i bacetti per poi buttargli merda addosso, come invece fa lui (o lei). Quando vedo certe persone che hanno fatto parte della mia vita, per le quali ho sofferto nel momento in cui le ho perse e adesso vorrei solo averle perse ancora prima. Quando ringrazio Dio di essere nato maschio perchè non avrei voluto essere donna con amiche donne. Quando parlo con le canzoni, anche se sono di altri, e quando vorrei, come sto facendo, rispondere con una canzone a chi mi chiede "come ti senti? come va oggi? cos'hai?". Quando apro gli occhi sconvolto dai bagordi della sera prima ma dopo essermi dato una lavata mi sorrido allo specchio anche se non sono un bello spettacolo. Quando brindo con qualcuno per il piacere di festeggiare un evento di eccezionale portata, che è il piacere di vedere questa persona al mio stesso tavolo per il piacere che ho di trovarmici insieme. Quando mi emoziona leggere qualcosa che non sia per forza un libro di sto cazzo di cui parlano tutti, ma un pensiero di qualcuno, una riflessione, qualcosa che non riguardi nemmeno per un soffio la mia vita. Quando per un attimo non mi dedico a fare il buffone di corte. Quando sono a casa da solo ed alzo a palla lo stereo, faccio una doccia ed appena esco mi metto a cantare convinto e felice che nessuno mi senta. Quando persone che stimo ed ammiro per il loro lavoro si fanno sentire. Quando anche gente con cui non ho più a che fare per vicissitudini incontrate a questo o ad un altro incrocio della statale della vita dice qualcosa di buono su di me ad altri. Quando mi arriva un messaggio inaspettato. Quando gli amici non sono gli "amici da christmas card" che appaiono e spariscono con le stesse date delle promozioni. Quando conosco una persona nuova ed ho delle belle sensazioni. Quando ti parli tra sbronzi e non hai nessun filtro tranne quello attaccato al cilindretto di tabacco o che altro ti stai fumando. Quando mi rendo conto che gli amici veri devono per forza essere pochi, e non pretendono nulla da me che non sia il fatto che ci sono, e non ho bisogno di pretendere nulla nemmeno io perchè ciò di cui ho bisogno esiste già. Quando Bobo la mattina graffia alla porta, impreco, mi alzo, giro la maniglia e lui entra e si mette a dormire ai piedi del letto scodinzolando per mezz'ora. Quando dopo qualche ticket e gin lemon Max mi abbraccia e mi dice "tu sei il mio re lucertola" e ci ridiamo sopra. Quando una canzone mi mette la pelle d'oca e vorrei trovare qualcuno con cui parlarne. Quando mi emoziono per un film e me ne vergogno. Quando la notte mi verrebbe voglia di fare una telefonata per dire una cosa che in un momento è importante solo dentro la mia testa e pensando che mi prenderei del matto il telefono resta chiuso. Quando ho delle cazzate in testa, prendo appunti pur senza avere con me una Moleskine e dopo qualche tempo quei cassettini si riempiono e diventano un blog.
IL BAGLIORE DATO A QUESTO SOLE - MAX GAZZE'
Ho visto fiere rondini
bruciare di passione
volando basse e rapide
ridendo piano
e le ho viste, stanche e affrante
posarsi sul mio balcone
le ho sentite parlare, parlare
tenendosi per mano
Ho paura di cadere
disse la più bella
di scoprire che i miei voli,
son stati di cartone
di scoprire chi ha creato quella stella
che dall'alto osserva tutto
come l'occhio di Didone
la più piccola la ascolta,
ali chiuse, sguardo spento
forse impreparata
ad un tema così amaro
E lei non parla
ed io leggo in volto
il verso del giaguaro
Liberi di vivere
liberi di ascoltare
le illusioni della mente
e dell'anima
liberi dai pensieri
dai riflessi della mente
e dell'anima
liberi di ascoltare
le ragioni dentro al cuore
e dell'anima
E questi giorni in bianco e nero
accartocciati dentro fogli da disegno
dove due colori son bastati per guardare
le foto di famiglia
e lì, ho visto tutti i voli
con le ali irrigidite
come fossili di marmo
ci vorrebbe un vento bagnato
che riempia gli spazi,
lasciati all'agonia dell'infinito
che spenga il bagliore dato a questo sole
Liberi di vivere
liberi di ascoltare
le illusioni della mente
e dell'anima
liberi dai pensieri
dai riflessi della mente
e dell'anima
liberi di ascoltare
le ragioni dentro al cuore
e dell'anima
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